La Serbia vota domenica, mentre un vasto movimento di protesta studentesco cerca di estromettere il leader populista di lungo corso Aleksandar Vucic, al potere da oltre un decennio prima come primo ministro e poi come presidente.
Le elezioni parlamentari anticipate, convocate da Vucic a settembre, si tengono dopo quasi due anni di manifestazioni guidate dagli studenti contro la corruzione percepita e il crescente autoritarismo, innescate dalla morte di 16 persone nel crollo della pensilina di una stazione ferroviaria nella città di Novi Sad nel 2024. Da allora gli studenti hanno ottenuto un ampio sostegno popolare.
I seggi aprono alle 7:00 e chiudono alle 20:00 (19:00 GMT); le prime indicazioni sui risultati sono attese circa due ore dopo.
Una vittoria degli studenti rappresenterebbe un profondo cambiamento politico nel Paese balcanico di circa 6 milioni di abitanti, che ricorderebbe la sconfitta di Viktor Orban in Ungheria ad aprile. Potrebbe inoltre offrire un modello ad altri movimenti studenteschi in Europa, scesi nelle strade nelle ultime settimane per protestare, in alcuni casi anche violentemente, contro la scarsa qualità dell’istruzione e la mancanza di prospettive.
Vucic, che si è dimesso da presidente per candidarsi nuovamente alla carica di primo ministro, resta però un candidato uscente forte. Molti elettori gli riconoscono il merito di aver sottratto la Serbia all’oscurità economica e di aver orchestrato un periodo di modernizzazione sostenuta, caratterizzato dalla costruzione di nuove autostrade, ferrovie, scuole e ospedali.
I SONDAGGI PREVEDONO UN TESTA A TESTA SERRATO
Sul piano interno, Vucic ha promesso pensioni e stipendi del settore pubblico più elevati, investimenti nella sanità pubblica e sussidi per le giovani coppie. Sul piano internazionale, ha bilanciato rapporti più stretti con la Cina, importante investitore, e con la Russia, alleato storico della Serbia e principale fornitore di gas naturale, lasciando al contempo aperta la porta all’adesione all’Unione europea.
L’agenda interna degli studenti punta a eliminare la corruzione e migliorare l’istruzione, mentre sulle ambizioni internazionali sono stati più cauti. La loro lista di 250 candidati, in gran parte sconosciuti, comprende professori universitari, attori e agricoltori ed è guidata dal cardiologo Ilija Srdanovic.
I sondaggi prevedono un testa a testa serrato. In un sondaggio Ipsos pubblicato giovedì, il Partito progressista serbo di Vucic (SNS) è dato in testa con il 47% dei voti, contro il 40% degli studenti. Altri sondaggi hanno però indicato gli studenti in vantaggio.
“Le elezioni serbe si stanno configurando come un momento di svolta per il Paese, mentre la Lista degli studenti lancia la più grande sfida mai affrontata da Vucic”, ha dichiarato Mario Bikarski, analista senior per l’Europa presso la società di consulenza sui rischi Verisk Maplecroft.
LE PROTESTE STUDENTESCHE AUMENTANO LA PRESSIONE SU VUCIC
Il crollo della pensilina della stazione ferroviaria si è verificato lungo una linea in costruzione per collegare Belgrado alla capitale ungherese Budapest, un progetto promosso da Vucic ma considerato dai manifestanti il simbolo di una corruzione governativa rivelatasi mortale.
Nel giro di pochi mesi, le proteste studentesche nelle strade sono diventate le più imponenti di una generazione, chiedendo le dimissioni di Vucic. Secondo organizzazioni per i diritti umani e attivisti, nel frattempo la repressione è peggiorata.
Bogdan Pavkovic era tra le migliaia di persone presenti giovedì nel centro di Belgrado per l’ultima manifestazione studentesca. Ha dichiarato di voler cambiare “questo sistema terribile e orrendo, che ci inganna, ci spia e ci picchia”.
L’ufficio di Vucic e il ministero dell’Interno non hanno risposto alle richieste di commento. Vucic e l’SNS hanno ripetutamente negato le accuse di repressione, corruzione e spionaggio ai danni degli oppositori. Vucic sostiene che gli studenti siano finanziati da agenti stranieri in Croazia e Montenegro, accusa respinta dagli studenti.
“È stata una delle campagne più difficili, ma anche la più emozionante”, ha dichiarato Vucic ai suoi sostenitori giovedì. “Ci siamo opposti a chi voleva distruggere la Serbia”.
I RAPPORTI CON L’UE SI DETERIORANO
I rapporti con l’Unione europea si sono deteriorati, poiché il blocco è sempre più frustrato dalla mancanza di riforme in materia di sistema giudiziario, stato di diritto e corruzione.
In un rapporto pubblicato questo mese dopo una visita in Serbia, una delegazione del Consiglio d’Europa, organismo per la tutela dei diritti umani, ha rilevato la presenza di una “retorica ostile e aggressiva” nei confronti degli oppositori.
A settembre, inoltre, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha condannato i funerali pubblici di Ratko Mladic, condannato per crimini di guerra, celebrati a Belgrado, affermando che contraddicevano “i valori alla base del percorso della Serbia verso l’Unione europea”.
