Youssef Siher, il ricercatore 30enne italiano di seconda generazione ritenuto la ‘mente’ del Movimento 17 ottobre legato agli scontri avvenuti nel centro del capoluogo lombardo, fermato in serata su disposizione della Procura di Milano, risponde anche di terrorismo. Gli altri reati contestati sono istigazione a delinquere e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche.
Al 30enne, da poco trasferito dalla Questura di Milano in carcere, è stato contestato oltre all’istigazione a commettere reati attraverso i social (avrebbe fatto apologia di uno o più reati) e alla “violenza organizzata” prevista dal decreto sicurezza appena entrato in vigore, anche il terrorismo in base all’articolo 270 bis, comma 1, che stabilisce che “chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico è punito con la reclusione da sette a quindici anni”.
Youssef Siher (Profilo pubblico Linkedin)
L’uomo è un attivista dei movimenti ProPal, esperto di Medio Oriente e giornalista freelance autore di articoli di analisi politica pubblicati da diverse testate nazionali, tra cui Il Fatto Quotidiano. È bilingue, essendo madrelingua arabo e italiano, e parla fluentemente inglese e spagnolo, come si legge suo suo account Linkedin.
Ha conseguito una laurea in Comunicazione e un master in Scienze politiche presso l’Università degli Studi di Milano e risulta essere Research Trainee presso l’Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa dell’Ispi.
I suoi interessi di ricerca si concentrano sull’Islam politico, sui movimenti politici islamici e sul rapporto tra Islam e nazionalismo arabo. Durante i suoi studi ha analizzato i legami tra le ideologie politiche islamiche del XX secolo e le prime esperienze politiche dell’Islam e, nella sua tesi magistrale, ha svolto uno studio approfondito sui movimenti islamici in Marocco e i loro rapporti con il potere monarchico.
“Sono un giornalista freelance, scrivo per il Fatto Quotidiano, e sono stato invitato per parlare di iftar ma anche tante altre cose”. Inizia così la sua presentazione Youssef Siher, italiano di seconda generazione ritenuto l’ideatore del Movimento 17 ottobre, in un video del 2023 del canale ‘Medio Oriente e dintorni’ su Youtube che lo presenta come l’organizzatore del “primo iftar (pranzo serale che interrompe il digiuno del Ramadan, ndr) pubblico di Milano”. Il ricercatore racconta la sua esperienza accademica e il suo ruolo come socio fondatore e primo presidente dell’associazione degli studenti musulmani dell’Università Statale di Milano, spiegando le motivazioni che hanno spinto alla creazione del gruppo. “Sono stato il primo presidente effettivo e uno dei soci fondatori” nel 2018, racconta.
“Ho fatto molte esperienze per la comunità musulmana della Statale di Milano e sono bresciano. Sono di Brescia, nato e vissuto fino al liceo in provincia di Brescia, poi sono andato a Milano per studiare all’università statale”, racconta nel video.
Siher attualmente risulta lavorare da gennaio scorso per Mercor, la startup americana di intelligenza artificiale il cui motto è ‘organizzare l’intelligenza umana per alimentare l’economia dell’IA’, come esperto generalista.
“Contribuisco – si legge ancora sul suo profilo Linkedin – a diversi progetti di etichettatura dei dati, valutazione e addestramento di intelligenze artificiali”.
Piantedosi: “30enne fermato vanta contatti con ambienti antagonisti”
“È stato fermato dalla Polizia a Milano un 30enne considerato la presunta ‘mente’ del ‘movimento 17 ottobre’ e del profilo Instagram su cui si organizzavano azioni violente nelle principali città italiane. Si tratta di un 30enne vicino alla galassia pro Pal, che vanta contatti con gli ambienti antagonisti, giornalista free lance che ha collaborato con un noto quotidiano nazionale e con un importante istituto di ricerca”. Lo scrive sui social il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dopo che è stato portato in questura Youssef Siher. “La sua individuazione da parte delle Forze di polizia testimonia le grandi capacità dei nostri investigatori e riafferma un messaggio chiaro e inequivocabile: non saranno possibili zone franche e la risposta dello Stato sarà immediata contro chiunque pensa di poter organizzare aggressioni e rivolte credendo di riuscire a nascondersi dietro un passamontagna o l’anonimato dei social”, conclude il ministro.
Crosetto: “Ideatore M1710 non emarginato ma persona introdotta”
“I miei complimenti al collega Piantedosi ed alla Polizia di Stato, per aver individuato l’ideatore del movimento 17 ottobre. Non un emarginato ma una persona molto introdotta e che aveva avuto molte più occasioni di lavoro e collaborazioni di gran parte dei suoi coetanei. Da quotidiani ad enti pubblici, ha frequentato il gotha dell’intelleghentia italiana. E si sono visti i risultati”. Così in un post su X il ministro della Difesa Guido Crosetto.
