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La Russia ha evacuato i suoi scienziati nucleari dall’Iran: un Tu-134 dell’Aeronautica militare russa, di solito utilizzato per evacuare personale di alto livello, ha lasciato la centrale nucleare di Bushehr con il transponder spento, secondo FlightRadar e fonti iraniane. Una dinamica simile era stata osservata a febbraio 2026, quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco contro l’Iran. Secondo quanto riportato da The Hormuz Report, diversi aerei cargo militari russi sarebbero atterrati alla base aerea di Bushehr, nel sud dell’Iran. I dati di tracciamento dei voli hanno mostrato che tra i velivoli c’era un Ilyushin Il-76TD proveniente da Novosibirsk.
APPROFONDIMENTI

Questa non è la prima evacuazione dall’impianto. Rosatom, la società nucleare statale russa, ha evacuato 94 persone il 28 febbraio, giorno in cui è iniziata la guerra, seguite da altre 163 a fine marzo e da ulteriori 198 all’inizio di aprile. Alcuni membri del personale sono tornati in agosto, con l’allentamento delle tensioni. L’amministratore delegato di Rosatom, Alexey Likhachev, ha dichiarato l’8 ottobre che erano stati predisposti dei piani per una rapida evacuazione, qualora fosse stata necessaria.
Jet privati partono dal Golfo
Secondo quanto riportato da The Hormuz Report, che cita una fonte del settore ripresa da Yacht Life Radio, gli operatori dell’aviazione privata hanno segnalato un’impennata di partenze dal Golfo nelle ultime 48 ore, tra cui «facoltosi espatriati, diplomatici e membri di famiglie reali sotto copertura». Stando alle segnalazioni, le partenze sarebbero iniziate lunedì sera, 19 ottobre, e alcune sarebbero avvenute prima dell’ordine di evacuazione ufficiale per il personale dell’ambasciata statunitense in Arabia Saudita. Le partenze avvengono in un contesto di crescenti tensioni regionali a seguito della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, iniziata il 28 febbraio. Negli ultimi giorni Donald Trump ha accennato alla possibilità di ulteriori azioni militari, mentre Teheran ha avvertito di ritorsioni in caso di nuovi attacchi.
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