La scuola greca scende in piazza e la protesta si estende alle università. In oltre 50 città della Grecia, studenti e insegnanti si mobilitano oggi per chiedere più investimenti nell’istruzione pubblica, stipendi più alti e nuove assunzioni. Ad Atene, intanto, gli universitari hanno trascorso la notte in tenda davanti al Parlamento per denunciare il caro affitti e l’aumento del costo della vita.

    Lo sciopero nazionale coinvolge i sindacati degli insegnanti delle scuole primarie e degli asili (Doe) e quelli della scuola secondaria (Olme). Al centro della mobilitazione ci sono le condizioni di lavoro del personale scolastico, la sicurezza degli edifici e la carenza di organico, con circa 15mila posti attualmente vacanti nel settore dell’istruzione.

    «Scioperiamo per scuole moderne e sicure, dotate di tutto il personale necessario, per insegnanti che possano vivere con dignità e per un’istruzione pubblica gratuita che soddisfi le moderne esigenze educative di tutti i bambini», ha dichiarato Olme in un comunicato.

    Alla protesta aderisce anche la federazione sindacale del settore pubblico greco Adedy, che ha proclamato uno sciopero di solidarietà a partire dalle 11:00. Alla mobilitazione si uniranno inoltre il personale universitario e i medici ospedalieri.

    Ad Atene, la manifestazione principale è prevista a mezzogiorno ai Propilei, lo storico ingresso dell’Università di Atene, nel centro della capitale.

    Le proteste sono iniziate già ieri sera, quando gruppi di studenti universitari si sono radunati in piazza Syntagma, davanti al Parlamento greco. Qui hanno montato le tende e trascorso la notte all’aperto per denunciare i costi sempre più difficili da sostenere degli alloggi e il carovita.

    La mobilitazione arriva dopo le recenti proteste giovanili in altri Paesi europei. Secondo quanto riportano i media locali, le autorità greche mantengono un livello di massima allerta e hanno previsto un consistente dispiegamento delle forze dell’ordine nella capitale in occasione delle manifestazioni.

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