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Il governo punta a ridurre il deficit pubblico al di sotto del 3% del prodotto interno lordo (PIL) entro il 2028, ma il Consiglio fiscale avverte che il raggiungimento di tale obiettivo appare incerto, soprattutto a causa della mancanza di indicazioni concrete sulle misure necessarie a contenere la spesa e consolidare i conti pubblici. Secondo le stime dell’organismo indipendente, in assenza di nuovi interventi il disavanzo raggiungerebbe il 3,2% del PIL nel 2026, salirebbe al 3,4% nel 2027 e toccherebbe il 3,8% nel 2028, in contrasto con il limite del 3% stabilito dalle regole europee. Il Consiglio fiscale non ha quindi incorporato nelle proprie previsioni gli effetti delle misure annunciate, sottolineando le incertezze sui tagli agli stipendi pubblici e ai trasferimenti alle famiglie, nonché il rischio che una contrazione dei consumi indebolisca l’attività economica e riduca le entrate fiscali, compensando parzialmente i risparmi previsti. A destare preoccupazione è anche la possibile entrata in vigore della legge sulle misure straordinarie per lo sviluppo della Slovenia, attualmente subordinata all’esito del referendum, che potrebbe aumentare il deficit di circa 1,2 miliardi di euro nel breve periodo, pari all’1,5% del PIL, mantenendo un impatto negativo stimato allo 0,7% del PIL anche nel lungo termine. Contrariamente alle previsioni governative di un ritorno al rispetto delle regole europee sulla spesa pubblica dal 2027, il Consiglio fiscale stima che nel periodo 2025-2028 lo scostamento cumulato dagli impegni concordati raggiungerà 1,9 miliardi di euro, equivalenti al 2,2% del PIL e a quasi quattro volte il limite consentito, anche considerando la flessibilità temporanea prevista per le spese militari. Per colmare il divario entro il 2028, la Slovenia dovrebbe individuare risparmi e misure correttive per circa 1,4 miliardi di euro, pari a quasi l’1,6% del PIL, in un contesto reso più complesso dalla possibile decelerazione economica, dall’aumento degli interessi sul debito e dall’invecchiamento della popolazione, che accrescerà la pressione sulla spesa pensionistica e assistenziale. Il Consiglio fiscale conclude che le condizioni economiche relativamente favorevoli non garantiscono la sostenibilità dei conti pubblici nel medio periodo e invita pertanto il governo a presentare un piano credibile, trasparente e quantificato, indicando con precisione gli interventi previsti, i risparmi attesi e le modalità di finanziamento delle spese future per evitare un ulteriore aumento del deficit e del debito.
Corrado Cimador
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