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Nella giornata di venerdì 23 ottobre 2026, Elia Caprile ha ottenuto la cittadinanza – e il rilascio del passaporto – albanese. Sul web appassionati di calcio e tifosi, non soltanto del suo club di appartenenza (il Cagliari) hanno perciò cominciato a domandarsi lecitamente se l’estremo difensore possa difendere i pali della nazionale albanese, in un futuro più prossimo o remoto. Evitandovi decine di righe inutili prima di giungere a una risposta, decidiamo di andare subito al sodo. Caprile potrebbe diventare il portiere dell’Albania soltanto se: 1) la Federazione albanese richiedesse alla FIFA una nuova valutazione del caso, sulla base dell’emergere di elementi familiari che potrebbero legare il giocare al paese albanese; 2) se Caprile decidesse di trasferirsi stabilmente in Albania per un periodo continuativo di almeno 5 anni, una residenza però effettiva e non di facciata, diventando così potenzialmente convocabile nelle Aquile all’età di 30 anni.
Lo scenario è questo, senza troppi giri di parole. L’ottenimento della cittadinanza, derivante dal matrimonio con la moglie di origine albanese Emily Toshkollari, non basta per un’eventuale convocazione di Caprile nell’Albania. L’articolo 8 del Regolamento di applicazione degli Statuti FIFA, dedicato all’acquisizione di una nuova nazionalità, è in tal senso molto chiaro ed esaustivo. Per rappresentare un’altra Federazione rispetto a quella di origine, oltre alla cittadinanza il calciatore deve possedere almeno uno di questi requisiti: 1) essere nato nel territorio della Federazione interessata (Caprile è nato a Verona); 2) avere madre biologica, padre biologico o almeno uno dei nonni nato nel territorio della Federazione interessata (non sembra essere il suo caso); 3) aver risieduto nel territorio della Federazione interessata per un dato periodo di tempo (i 5 anni già ricordati, per Caprile). Si tratta del cosiddetto “genuine lik” previsto proprio dalla FIFA.

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Ossia di un collegamento certo e verificabile tra il giocatore e la nuova Federazione. La Federcalcio albanese sta ovviamente cercando di capire se sussista almeno uno dei requisiti necessari – a oggi, non ci sembra – e se effettivamente Caprile possa diventare un giocatore convocabile in nazionale. Tutto ciò a prescindere dalla carriera del portiere finora con la maglia dell’Italia. Sebbene non abbia mai esordito ufficialmente con la Nazionale maggiore, Caprile ha fatto parte della rosa con cui l’Under 21 allenata da Paolo Nicolato ha disputato gli Europei di categoria nell’estate 2023. In quel torneo Caprile restò però sempre in panchina, senza mai subentrare a Marco Carnesecchi. La sola convocazione non rappresenta un criterio discriminante per rendere impossibile il cambio di Federazione. Così come non lo è nemmeno la presenza di Caprile in due amichevoli giocate dall’Under 21 tra l’ottobre 2022 (1-1 col Giappone) e il marzo 2023 (2-0 contro la Serbia). Per quanto riguarda la sua esperienza con la maglia dell’Italia, non ci sarebbero allora ostacoli all’ipotesi di un Caprile portiere dell’Albania. Impedimenti che tuttavia permangono per le altre situazioni, sopra elencate. Si attendono comunque sviluppi sulla vicenda, sempre che la Federcalcio albanese sia poi effettivamente interessata ad avere l’ottimo portiere italiano tra i pali della sua selezione nazionale maggiore…

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