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    Chiara Severgnini, Virginia Nesi e Redazione Online

    Incidente ferroviario in Spagna, oggi: un treno ad alta velocità che viaggiava sulla tratta tra Madrid e Siviglia si è scontrato contro un convoglio fermo nei pressi di Toledo. A causare lo schianto, secondo la prima ricostruzione fatta dal governo, è stato un errore umano. Tra le vittime anche l’ex ministra del lavoro Báñez

    Grave incidente ferroviario oggi in Spagna, dove poco prima delle 9 un treno ad alta velocità che viaggiava a 200 chilometri orari si è schiantato contro un altro treno nei pressi di Toledo, a sud di Madrid. Il bilancio delle vittime si è aggravato di ora in ora: l’ultimo, diffuso dalle autorità locali poco prima delle 14, parla di 68 morti. Ci sono poi decine di persone ferite, di cui 15 in condizioni gravissime. Il primo ministro Pedro Sanchez, giunto sul luogo dell’incidente, ha annunciato tre giorni di lutto nazionale e ha promesso: «Indagheremo a fondo e, se ci sono state negligenze, si saprà».

    L’incidente è stato causato con ogni probabilità da un errore umano commesso nella centrale di controllo di Madrid, ha spiegato il ministro dei Trasporti spagnolo, Oscar Puente, precisando che i macchinisti non hanno colpa. Un treno della compagnia privata Iryo era fermo sulla linea e un altro treno AVE (cioé ad alta velocità) della compagnia ferroviaria di Stato spagnola Renfe, partito da Madrid e diretto a Siviglia, lo ha urtato a velocità sostenuta. Lo scontro è avvenuto perché, dopo uno stop generalizzato dei treni sulla linea imposto da un guasto, il convoglio Renfe è stato erroneamente autorizzato a ripartire dalla centrale operativa, con una decisione che Puente ha definito «inspiegabile». La collisione, violentissima, ha causato un deragliamento: alcune carrozze di entrambi i treni sono uscite dai binari e precipitate lungo un terrapieno. 



















































    A bordo dei due treni viaggiavano in totale 544 passeggeri, compreso un bimbo molto piccolo. 

    Anche l’ex ministra del Lavoro Fátima Báñez, al governo con i Popolari dal 2011 al 2018 sotto la guida di Mariano Rajoy, viaggiava sul treno Iryo incidentato: in un primo momento è stata data per dispersa, ma in seguito si è saputo che è tra le 68 vittime. Báñez, presidente della Confederación Española de Organizaciones Empresariales, era in viaggio verso Siviglia per un evento dalla Confederazione degli imprenditori dell’Andalusia in occasione della Giornata dell’Impresa.

    A bordo di uno dei due treni c’erano cinque italiani

    A bordo dei convogli viaggiavano anche degli italiani, ma ancora non si sa con precisione quanti. La Farnesina ha fatto sapere che sul treno Iryo c’erano cinque nostri connazionali: quattro sono in buone condizioni, sulla quinta – una donna proveniente dalla provincia di Pistoia ma iscritta all’Aire – sono in corso «approfondimenti». Al momento è considerata dispersa.

    I quattro italiani coinvolti sono originari di Sassari, Bergamo, Roma e Cosenza, ma sono tutti residenti all’estero. 

    Nella nota diramata alla stampa, il ministero degli Esteri precisa che il Console italiano a Madrid «è giunto sul luogo dell’incidente». «Allo stato attuale, non sono pervenute ulteriori segnalazioni all’Unità di Crisi o alle sedi diplomatico-consolari a Madrid. Il ministro Tajani ha chiesto di creare una cellula di crisi dell’ambasciata d’Italia che rimanga in contatto con le autorità spagnole», prosegue il comunicato.

    Il precedente 

    La rete ferroviaria del disastro è la stessa lungo cui era avvenuto l’incidente dello scorso gennaio ad Adamuz, nella provincia di Cordova: in quel caso persero la vita 46 persone. Sul quotidiano El Mundo si parla, non a caso, di «un anno disastroso per l’alta velocità ferroviaria spagnola». «Non è ammissibile per un Paese come la Spagna soffrire due incidenti nell’alta velocità nello stesso anno», ha dichiarato Sanchez, pur precisando che i due casi sembrano avere cause diverse. «Quello che è chiaro», ha aggiunto, «è che, se sarà necessario rafforzare la sicurezza per ricostruire la fiducia nel sistema ferroviario, lo faremo. Saranno adottate tutte le misure opportune».

    Cosa è successo: le spiegazioni fornite dal ministro dei Trasporti

    L’incidente è avvenuto alle 8:54 di mercoledì 28 ottobre, al chilometro 118 della linea ad alta velocità Madrid-Siviglia, tra le località di Mora, Orgaz e Urda, nella provincia di Toledo. 

    A scontrarsi sono stati un treno ad alta velocità Renfe che era partito alle 8.00 dalla stazione di Madrid-Puerta de Atocha e viaggiava verso Siviglia e un convoglio della compagnia Iryo che percorreva la stessa tratta. Sul treno Iryo viaggiavano 146 passeggeri, compreso un neonato; sul treno Renfe, invece, c’erano 397 passeggeri.

    Il ministro dei Trasporti Óscar Puente, in conferenza stampa, ha spiegato qual è stata la dinamica dell’incidente – a suo dire «assolutamente inverosimile – sulla base della ricostruzione fatta in queste ore. Puente ha confermato quanto già anticipato dai media spagnoli, e cioé che lo scontro sarebbe stato causato da un errore umano verificatosi dopo che un guasto aveva costretto tutti i treni della linea a fermarsi.

    «Intorno alle 8:30, il sistema di controllo Lzb presso la stazione di Urda è andato in tilt a causa di un problema di comunicazione che ha coinvolto tre computer della rete», ha spiegato il ministro. Di conseguenza, 63 chilometri di binari risultavano temproaneamente privi del sistema di sicurezza Lzb, «il che», prosegue il ministro, «ha fatto scattare l’arresto automatico di tutti i treni in transito in quel settore». A quel punto, la gestione è passata in mano al centro di controllo operativo 24 ore su 24 di Adif, situato a Madrid-Atocha.

    I treni, allora, sono ripartiti su indicazione della centrale operativa, ma non il convoglio Iryo che poi sarebbe stato coinvolto nello scontro, che non è riuscito a farlo ed è rimasto fermo sul binario. Lì si trovava quando è stato travolto dall’altro treno, che invece – ed è il punto critico – aveva ripreso la marcia. 

    Secondo quanto scrive El Mundo, il treno Iryo avrebbe segnalato al centro di controllo di non essere riuscito a ripartire intorno alle 8:38, dunque più di dieci minuti prima dell’incidente. Nonostante ciò, come ricostruisce il ministro Puente, «è stato comunque deciso di consentire al treno AVE della compagnia Renfe di riprendere la marcia». 

    «Era attivo un segnale di stop che avrebbe dovuto impedire al treno di proseguire; ciononostante, ne è stata autorizzata la ripartenza», ha spiegato ancora il ministro, definendo la decisione presa dal centro di controllo di Madrid «inspiegabile».

    E così, alle 8:36, il treno Renfe è ripartito, ha percorso 25 chilometri raggiungendo una velocità di circa 200 chilometri orari e, alle 8:54, è entrato in collisione con il convoglio Iryo che era ancora fermo. Data la velocità sostenuta, lo scontro è stato molto violento e ha provocato il deragliamento di alcune carrozze di entrambi i treni. Alcune sono precipitate nel terrapieno contiguo ai binari.

    epa13336305 A handout photo made available by the Guardia Civil shows an aerial view in a frame of a video taken with a drone of the scene of the two high-speed trains (AVE in Spanish symbols), one of Renfe and another of Iryo, that have crashed i...

    Le testimonianze: «Scena dantesca»

    «È apocalittico. Faccio fatica a credere che ci siano ancora persone vive in quei vagoni. È un relitto contorto. È come se fosse esplosa una bomba», ha riferito a El Mundo un viaggiatore che si trovava nel vagone numero 7 del treno Iryo, quello che è stato colpito dall’altro convoglio. «Dei nove vagoni, i numeri da 1 a 4 o 5 sono tutti deragliati. Ci sono cinque vagoni del treno AVE dove avrebbero dovuto esserci quelli del treno Iryo», racconta dal luogo dell’incidente.

    Jesús Jerónimo, 54 anni, viaggiava invece nel vagone numero 2 dell’altro treno, quello che si è schiantato ad alta velocità contro l’Iryo. «Stavo lavorando al mio portatile quando ho avvertito un’accelerazione davvero violenta e sono finito contro il sedile davanti», ha raccontato a El Pais. «C’era gente che veniva sbalzata via. Abbiamo capito che il treno era deragliato. Poi, a poco a poco, siamo usciti e abbiamo visto che il nostro treno era inclinato. C’erano molti feriti e gente agitata». 

    Sulla stampa spagnola si leggono anche le testimonianze di alcuni soccorritori. «La gente cercava di uscire dai finestrini del treno», spiega ad esempio a El Pais un muratore che stava lavorando in un edificio agricolo nei pressi dell’incidente e che è intervenuto sul posto dopo aver sentito il rumore dello schianto.

    Sul luogo dell’incidente si è recato anche l’arcivescovo di Toledo, Francisco Cerro Chaves, che ha descritto la scena come «dantesca».

    «I primi minuti sono stati di shock. Abbiamo visto persone intrappolate tra le lamiere», «abbiamo aiutato a cercare di estrarre i feriti e i morti (dai vagoni, ndr)», ha detto Fernando Seco, un passeggero che era a bordo del treno dell’alta velocità di Renfe ai microfoni della tv pubblica spagnola Tve. Seco ha raccontato di aver sentito «un’improvvisa frenata» e «uno schianto». «È un disastro, è inconcepibile», ha aggiunto visibilmente provato.

    Tutti i partiti sospendono la campagna elettorale tranne Vox 

    L’incidente arriva in un momento delicato per la società e la politica spagnola. Tra un mese sono previste le elezioni politiche. Dopo la tragedia, tutti i partiti hanno sospeso la campagna elettorale, tranne Vox, il cui leader Santiago Abascal ha attaccato il governo, rimproverandogli di aver distrutto le infrastrutture spagnole. 

    Spagna, scontro tra due treni sulla linea ad alta velocità a Toledo: «Almeno 30 morti, due carrozze precipitate in una scarpata»

    La polemica sul ministro dei Trasporti

    Nelle ore che hanno preceduto la conferenza stampa del ministro dei Trasporti Puente, sui media spagnoli hanno iniziato a rimbalzare alcune sue vecchie dichiarazioni sul trasporto ferroviario. «Le possibilità che ci sia un incidente con conseguenze di morte in un viaggio in treno in Spagna sono molto limitate», aveva detto. E ancora: «Il treno in Spagna è uno dei mezzi di trasporto più sicuri». Affermazioni che oggi imbarazzano l’esecutivo. 

    Il ministro è oggetto di forti critiche – anche da parte di alcuni famosi calciatori, che gli hanno rinfacciato di passare più tempo su Twitter che a occuparsi delle infrastrutture del Paese – ma ha comunque escluso la possibilità di dimettersi.

    In conferenza stampa, Puente ha detto anche che sistema di sicurezza ferroviario Lzb, pur «altamente collaudato», è «in fase di sostituzione» perché obsoleto e «non più in produzione». 

    La solidarietà dell’Italia

     «In queste ore così difficili, il Governo italiano è vicino alla Spagna e al popolo spagnolo», ha fatto sapere la presidente del Consiglio Meloni in una nota. «I miei pensieri e quelli di tutto il nostro Governo vanno ai familiari delle vittime, ai feriti e a quanti stanno lavorando nelle operazioni di soccorso». 

    Anche il Ministero dei Trasporti italiano ha espresso la sua vicinanza alla Spagna in un comunicato, precisando che «Salvini è in costante contatto con FS per seguire la situazione».

    La circolazione dei treni ad alta velocità è stata sospesa

    In seguito all’incidente, il gestore dell’infrastruttura ferroviaria spagnola, Adif, ha annunciato la sospensione della circolazione sulla linea ad alta velocità che collega Madrid all’Andalusia. In serata, la società ferroviaria nazionale, Renfe, ha deciso di sospendere la vendita dei biglietti tra Madrid e l’Andalusia fino a dicembre.
    In segno di rispetto, inoltre, la Federcalcio spagnola ha inoltre deciso per il rinvio delle 24 partite della Coppa del Re previste oggi.

    Articolo in aggiornamento… 

    28 ottobre 2026 ( modifica il 28 ottobre 2026 | 18:57)

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