LiveAggiornato 38 minuti fa

    A Siena presente il 65,86% del capitale: no da quasi due terzi del capitale. La minoranza del board diserta l’assemblea.

    Bocciata la fusione di Mediobanca: no dal 63,65% del capitale

    L’assemblea dei soci di Mps ha bocciato il progetto di fusione per incorporazione di Mediobanca. A dire “no” alla proposta straordinaria è stato il 63,65% del capitale presente in assemblea. Contrario il 32,91% del capitale.

    Lovaglio: «Mediobanca, sorpresi da Intesa Sanpaolo»

    Sempre sul tema Mediobanca, nel suo intervento assembleare Lovaglio non nasconde le difficoltà del voto: «Conoscevamo le posizioni di alcuni azionisti rilevanti e sapevamo che l’aritmetica della fusione sarebbe stata difficile». Lovaglio si scaglia contro Intesa Sanpaolo: «Ci ha sorpreso, invece, il cambio di rotta di Intesa Sanpaolo: inizialmente favorevole alla fusione e successivamente orientata ad auspicarne la mancata approvazione. Quando un attore così rilevante cambia posizione in modo così netto, il contesto dell’assemblea cambia di conseguenza». Il manager ricorda infine il consenso raccolto dal progetto lo scorso anno, con «un plebiscito all’assemblea Mps» e «un’adesione massiccia da parte degli azionisti di Mediobanca». E guarda soprattutto al voto dei fondi: «Il mercato, e in particolare i fondi e gli altri investitori istituzionali, hanno continuato a manifestare con chiarezza una valutazione positiva del progetto. Per noi, il prevalente sostegno anche oggi di una componente qualificata dell’azionariato istituzionale internazionale rappresenterebbe un segnale forte e chiaro del valore del nostro progetto».

    Il ceo Lovaglio: «La fusione con Mediobanca sta funzionando meglio del previsto»

    Il ceo di Mps Luigi Lovaglio difende davanti alla platea dei soci la fusione con Mediobanca, definendola «il completamento societario di un progetto industriale avviato lo scorso anno». Si tratta di un progetto che «ha già dimostrato la propria validità» e che «non soltanto funziona» ma «sta funzionando meglio di quanto avevamo previsto. La revisione al rialzo delle sinergie industriali ne è una dimostrazione concreta». E assicura che «la combinazione procede secondo il calendario definito» e che gli ultimi aspetti formali dovrebbero essere completati entro fine anno.

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