Grecia da simbolo della crisi a Paese con surplus primario vicino al 5% del Pil: il ruolo chiave di fisco e tecnologie secondo FiscoOggi e Fmi.
di Redazione Soldionline
12 Luglio 2026 alle 12:30
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Fonte: ANSA
La Grecia, per anni simbolo della crisi del debito nell’area euro, viene oggi indicata come esempio di risanamento e disciplina di bilancio. A evidenziarlo è FiscoOggi, la webzine dell’Agenzia delle Entrate, in un’analisi a firma di Stefano Latini che mette al centro il ruolo decisivo delle riforme fiscali.
Dalla crisi del debito alla stabilità dei conti pubblici
Nell’analisi viene ricordato come, fino a pochi anni fa, la Grecia fosse considerata «uno dei Paesi più in difficoltà d’Europa», con crescita economica debole, debito pubblico molto elevato e un sistema di riscossione fiscale inefficiente, incapace persino di garantire il finanziamento dei servizi pubblici essenziali.
Oggi il quadro è profondamente diverso: la Grecia è indicata come una delle sole cinque nazioni dell’Unione Europea a registrare un surplus di bilancio primario.
Con surplus primario si intende la differenza positiva tra entrate e uscite dello Stato al netto della spesa per interessi sul debito. In pratica, lo Stato incassa più di quanto spende per il funzionamento della macchina pubblica, senza considerare il costo del servizio del debito.
Il giudizio dell’Fmi: ribaltamento “straordinario”
Nell’articolo di FiscoOggi viene richiamato il giudizio del Fondo monetario internazionale (Fmi), l’istituzione finanziaria internazionale che assiste i Paesi in difficoltà e monitora la stabilità economica globale. Per il Fondo, la Grecia ha realizzato un «ribaltamento di fronte straordinario» che ha ridefinito la credibilità economica del Paese.
Secondo l’Fmi, Atene è oggi «strutturalmente solida» e in grado di assorbire gli shock esterni, compresi quelli legati alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. In altre parole, la struttura dei conti pubblici e dell’economia è ritenuta sufficientemente robusta da reggere a scenari di incertezza internazionale.
Numeri chiave: surplus vicino al 5% e debito in forte calo
A sostenere questa valutazione ci sono i dati macroeconomici. FiscoOggi riporta che il surplus primario della Grecia è salito a ridosso del 5% del Pil nel biennio 2024-2025. Il Pil, prodotto interno lordo, misura il valore complessivo di beni e servizi prodotti in un Paese in un determinato periodo ed è il principale indicatore della dimensione di un’economia.
Parallelamente, il rapporto debito/Pil – cioè la misura del debito pubblico in proporzione alla ricchezza prodotta ogni anno – è «crollato di ben 65 punti percentuali rispetto al picco toccato nel 2020». Un calo di questa entità indica un significativo miglioramento della sostenibilità del debito agli occhi di investitori e mercati finanziari.
Riforme fiscali e tecnologie, il “motore silenzioso” della rinascita
Alla base di questa trasformazione, sottolinea l’articolo di FiscoOggi, non c’è stato «un colpo di fortuna», ma «una strategia di riforme strutturali pianificata con precisione chirurgica nell’arco di quindici anni, articolata in fasi distinte e successive».
Il motore silenzioso ma potentissimo della rinascita greca, secondo la lettura proposta, è stato la trasformazione radicale dell’amministrazione fiscale. Le riforme fiscali – ovvero i cambiamenti nelle regole che disciplinano la tassazione, la riscossione delle imposte e il contrasto all’evasione – hanno avuto un ruolo fondamentale nel riequilibrare i conti pubblici.
Un ulteriore impulso arriva oggi dall’uso delle nuove tecnologie per recuperare gettito. La digitalizzazione dei processi fiscali, infatti, consente di migliorare il controllo sulle transazioni, ridurre gli spazi per l’evasione e rendere più efficiente la macchina della riscossione, con benefici diretti sulle entrate dello Stato.
Nel complesso, la Grecia viene così presentata come il caso di un Paese passato, nell’arco di quindici anni, da epicentro della crisi dell’eurozona a esempio di risanamento guidato da riforme fiscali profonde e da un utilizzo sempre più spinto degli strumenti digitali.
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