A Tirana, manifestanti incappucciati hanno lanciato pietre contro la polizia, durante una nuova protesta nella capitale dell’Albania contro il governo per chiedere le dimissioni del primo ministro Edi Rama. La manifestazione, iniziata pacificamente davanti al ministero dell’Istruzione, è degenerata quando decine di giovani hanno cominciato a scagliare pietre divelte dalla pavimentazione contro gli agenti e a incendiare cassonetti dei rifiuti.
Le proteste, prive di una leadership riconosciuta, sono cominciate a maggio contro la presunta corruzione, in seguito alle contestazioni per un progetto di hotel di lusso in una riserva naturale protetta, legato alla famiglia del presidente americano Donald Trump. Da metà ottobre si sono trasformate in un’ondata di manifestazioni, spesso violente, alimentate anche dal malcontento per le carenze del sistema sanitario e la mancanza di prospettive per i giovani.
Secondo il ministro dell’Interno Ervin Demo, dall’inizio delle proteste sono rimaste ferite 350 persone, tra cui circa 200 agenti di polizia e una quarantina di passanti. Sono stati inoltre arrestati 269 minorenni. Mercoledì il governo ha inasprito le misure contro le violenze durante le manifestazioni, introducendo multe fino a 5.500 euro per i partecipanti responsabili di atti violenti.
L’opposizione di centrodestra, guidata da Sali Berisha, ha tentato di unirsi alla manifestazione, ma è stata respinta. “L’opposizione siamo noi”, hanno dichiarato i giovani, i quali avevano creato anche un cordone per ostacolare l’avanzare dei militanti dell’opposizione.
Iniziate anche in diverse città tedesche le manifestazioni promosse dall’iniziativa ‘Gen Z regelt’, che ha chiamato i giovani a mobilitarsi in oltre 30 località contro il caro vita, per maggiori investimenti nell’istruzione e nella protezione del clima e contro il servizio militare obbligatorio. A Lipsia sono scese in piazza quasi 2.000 persone, mentre a Dresda i partecipanti sono stati diverse centinaia.
Manifestazioni sono iniziate anche a Berlino, Francoforte, Amburgo, Magonza, Magdeburgo ed Erfurt. Nella capitale centinaia di persone si sono radunate davanti alla Porta di Brandeburgo. A Francoforte, nei pressi della Banca centrale europea, la polizia ha stimato inizialmente la presenza di alcune centinaia di manifestanti; gli organizzatori di ‘Gen Z regelt’ prevedevano una partecipazione tra 3.000 e 5.000 persone.
Ad Amburgo il corteo è partito da Jungfernstieg, mentre a Magonza la polizia ha riferito di una partecipazione nell’ordine delle centinaia. Le rivendicazioni comprendono anche maggiore giustizia sociale, più risorse per le scuole e il rifiuto di un rafforzamento della sorveglianza statale. A Erfurt i manifestanti hanno esposto cartelli con slogan come “Istruzione invece di armi” e “No alla leva obbligatoria”. Al momento, le manifestazioni si stanno svolgendo senza incidenti. A Berlino la polizia ha predisposto un dispositivo rafforzato con circa 1.500 agenti aggiuntivi, anche in considerazione della concomitanza con la notte di Halloween. Ad Amburgo le autorità hanno annunciato un intervento deciso contro eventuali responsabili di disordini; alcuni negozi hanno preventivamente protetto le vetrine con pannelli di legno.
In Francia, lanci di razzi e molotov contro gli agenti, a Parigi gli scontri più accesi in boulevard Poniatowski, nei cui paraggi è stata incendiata anche una “boulangerie”. Quasi mezzo milione di persone hanno manifestato in Francia, di cui 200.000 a Parigi, secondo le stime dell’intersindacale giovanile, che raggruppa sindacati e associazioni rappresentative del mondo dei liceali e degli studenti (UE, Fage, Unef e USL). Altri scontri a Lione, Marsiglia, Tolosa.
