Foto: Žiga Živulović jr./BoBo
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Non è ancora tempo di campagna referendaria, ma l’esecutivo è già sceso in campo con uno dei suoi pesi massimi. Šircelj è l’uomo dei conti del governo Janša, uomo che conta a Lubiana e rispettato anche a Bruxelles, per la guida assennata del ministero, che dirige sempre nel rispetto delle norme e della disciplina fiscali. Secondo lui, l’approvazione del referendum legislativo di dicembre non toglierà niente a nessuno, ma aggiungerà qualcosa a tutti i cittadini, a partire da redditi più elevati, con ulteriori migliori condizioni per le imprese e maggiore competitività dell’economia. Questo non implica, ha precisato Šircelj, allontanarsi dalla linea politica adottata dal quarto governo Janša, ovvero finanze pubbliche sostenibili, stabili e sicure per costruire basi solide di prosperità a lungo termine. I numeri diffusi dal ministro sono stati elaborati sul cosiddetto modello dinamico, che misura gli effetti positivi della legge sul comportamento delle imprese e dei consumatori. In base a questo calcolo, l’impatto ammonterebbe a 647 milioni di euro, principalmente sotto forma di riduzione delle entrate pubbliche, mentre il deficit pubblico per il 2027 si attesterebbe a poco più del 3,3% del Pil, in assenza di misure o modifiche. Per riportarlo al di sotto del 3% del PIL, sarebbero necessari interventi per un importo compreso tra i 300 e i 350 milioni di euro. La legge avrà un impatto non solo sul bilancio statale, ma anche sui fondi pensione e sul sistema sanitario. Secondo Šircelj, è previsto che il deficit venga utilizzato per coprire l’intero disavanzo del fondo pensione, stimato in 369 milioni di euro, e anche il disavanzo stimato del fondo sanitario. Riguardo alle misure necessarie per l’attuazione della legge, il ministro ha spiegato che alcune richiedono modifiche alla normativa, ma molte altre no, e consisterebbero nell’ottimizzazione delle operazioni nel settore pubblico, nella regolamentazione e armonizzazione di diverse registrazioni che sono alla base dei trasferimenti sociali e nel rinvio di alcuni investimenti previsti in programmi pluriennali, anche per quanto riguarda il settore sanitario. Al netto delle complicate questioni tecniche, Šircelj ha voluto rassicurare tutti che, dopo l’eventuale entrata in vigore della legge d’intervento, le pensioni saranno regolarmente erogate e i servizi sanitari non subiranno tagli. Non c’è quindi nulla da temere, ha detto, a differenza di quanto sostengono i promotori del referendum tra le fila sindacali, secondo i quali il sistema e lo stato sociale crolleranno e i servizi pubblici saranno ridotti. Šircelj considera quindi la legge nel suo complesso molto positiva e un cambiamento di mentalità che va a dare maggiore valore all’imprenditorialità, e non appare preoccupato di una eventuale sconfitta. L’accordo di coalizione, ha spiegato, prevede numerose misure volte a introdurre sgravi fiscali e a migliorare il contesto imprenditoriale. Un’impostazione che, almeno nelle intenzioni, trova un riscontro positivo anche nelle fila dell’opposizione. La proposta legislativa in materia fiscale di Movimento Libertà va nella stessa direzione di riduzione dell’imposta sul reddito. E se il referendum dovesse bocciare la proposta della maggioranza, ha chiosato, si procederà con l’applicazione di quanto previsto nei documenti di bilancio per il 2027 e il 2028, che non recepiscono gli effetti della legge di intervento.
Valerio Fabbri
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