Foto: BoBo

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    Il Giorno della Riforma commemora il movimento religioso, politico e culturale del XVI secolo, grazie al quale gli sloveni hanno ricevuto il primo libro stampato in Slovenia, ovvero il Catechismo di Pimož Trubar, gettando così le fondamenta della letteratura nazionale tramite l’utilizzo della lingua popolare per diffondere i testi sacri. Fridl Jarc ha sottolineato il fatto che celebrare uno scisma all’interno della tradizione cristiana finisce per annacquare la consapevolezza che tutto in Slovenia è stato fondato sul cristianesimo, a partire dalla letteratura. I monumenti di Brižin, la più antica testimonianza in lingua slovena risalente alla fine del X secolo, contengono testi religiosi cristiani, e ancora il patrimonio culturale del Medioevo è frutto degli amanuensi monastici, tutti scritti che precedono il periodo della Riforma che ha consegnato i primi testi letterari scritti in sloveno. La scelta di celebrare questa festa nazionale nel capoluogo dell’Oltremura non è stata casuale, perché proprio da queste parti due figure religiose, Števan Küzmič e Jožef Klekl, si sono adoperate per unire gli sloveni della regione alla madrepatria anche tramite la traduzione di testi biblici. Per questo, ha aggiunto la ministra, è importante che Primož Trubar rimanga centrale non solo come figura letteraria, ma anche come personalità decisiva per la nascita di un senso comune di uno Stato sloveno. “Trubar comprese che la nostra lingua è la nostra casa comune, che noi sloveni non scriveremo la nostra storia con epiche conquiste territoriali, ma con fiducia e orgoglio linguistico.


    Foto: TV Slovenija

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    Foto: BoBo/Borut Živulović

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    Costruì le fondamenta della nostra successiva coscienza nazionale sulla nostra lingua e sul libro sloveno. Pertanto, è nostro comune dovere proteggerli e rafforzarli, difenderli e preservarli con pari orgoglio”, ha sottolineato la ministra. Una difesa della lingua che passa anche per la sua difesa nei luoghi pubblici, dalla cartellonistica alle università, dove viene violato il diritto costituzionale fondamentale degli studenti a ricevere un’istruzione in sloveno, cui si aggiunge la scelta di
    subordinare la lingua letteraria alle esigenze tecnologiche del mondo digitale. Anche la presidente della Repubblica, Nataša Pirc Musar, ha consegnato il suo messaggio per la Giornata della Riforma, ricordando in particolare la figura di Jurij Dalmatin, del quale l’anno prossimo ricorreranno i 480 anni dalla nascita. La sua traduzione della Bibbia, ha detto Pirc Musar, ha lasciato un segno indelebile nel patrimonio culturale sloveno, grazie alla sua grandezza e ricchezza linguistica. Insieme alla grammatica di Bohorič, Dalmatin ha aperto la strada alla lingua letteraria slovena e ha lasciato un prezioso messaggio alle generazioni future sulla forza, la bellezza e la ricchezza espressiva della nostra lingua, ha concluso la presidente.
    Valerio Fabbri


    Foto: BoBo/Borut Živulović

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