POLONIA

    Il presidente della Polonia Karol Nawrocki ha dovuto annullare un viaggio di Stato in Senegal e fare rapido ritorno in patria a causa di una gravissima crisi istituzionale. La giudice Karolina Korwin-Piotrowska – eletta di recente dal parlamento grazie alla maggioranza che sostiene il governo di Donald Tusk, ma che non ha ancora prestato giuramento di fronte al capo dello Stato – ha assunto unilateralmente la guida del Tribunale costituzionale, sospendendo per un mese sia il presidente Bogdan Święczkowski sia il vice Bartłomiej Sochański e non permettendo loro di accedere al palazzo. Non appena atterrato a Varsavia, Nawrocki ha tenuto un incontro d’urgenza con Święczkowski e il primo presidente della Corte suprema (corte di ultima istanza della giurisdizione ordinaria) Małgorzata Manowska. Al termine del colloqui il capo di Stato si è recato di persona al palazzo del Tribunale, facendosi strada tra gli agenti antisommossa – chiamati a difesa dell’edificio proprio da Korwin-Piotrowska – e sgomitando tra i giudici riottosi che volevano impedirgli l’ingresso. Il premier ed ex presidente del Consiglio Ue Donald Tusk ha pienamente appoggiato la sospensione coattiva dei vertici del Tribunale, accusando Nawrocki e l’ex governo di Diritto e Giustizia (PiS) del clima illiberale venutosi a creare in Polonia: “Ripristinare il rispetto della legge è nostro dovere. Dopo anni di illegalità ‘pisowskiana’, si tratta di un processo difficile, a volte doloroso, che richiede un’azione decisa. Non c’è altra strada”.

    Per approfondire: In Polonia si scontrano Washington e Bruxelles

    Przywracanie rządów prawa jest naszym obowiązkiem. Po latach pisowskiego bezprawia to proces trudny, czasem bolesny i wymaga zdecydowanego działania. Innej drogi nie ma.

    — Donald Tusk (@donaldtusk) October 30, 2026

    BULGARIA

    Ilijana Jotova ha ottenuto il 58% dei voti alle elezioni presidenziali della Bulgaria. L’alleata del primo ministro Rumen Radev ha così sconfitto il banchiere ed ex premier ad interim Andrej Gjurov, leader dell’opposizione occidentalista. La consultazione ha rappresentato il primo importante banco di prova per il nuovo partito Bulgaria Progressista del “filorusso” Radev. Jotova ha promesso di mantenere Sofia nel solco del percorso di riforme europeo, ma di sostenere altresì un miglioramento delle relazioni con Mosca, a partire dalla revoca delle sanzioni comminate alla Russia. 

    Limes vintage: La Bulgaria sceglie il doppio binario 

    Carta di Laura Canali - 2026
    Carta di Laura Canali - 2026

    Carta di Laura Canali – 2026 

    GUERRA D’UCRAINA – GAS

    Secondo diversi funzionari di Stati Uniti, Unione Europea e Ucraina, Washington starebbe spingendo per la ripresa delle forniture di gas naturale della Federazione Russa verso il Vecchio Continente. L’ipotesi, avanzata dagli inviati speciali della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner durante le loro missioni a Mosca e Kiev, prevederebbe la vendita di idrocarburi russi attraverso un intermediario statunitense, così da aggirare le sanzioni Ue. Secondo i negoziatori americani, il ritorno della Russia sul mercato europeo del gas naturale rappresenterebbe un forte incentivo per il presidente Vladimir Putin ad accettare un accordo di pace con l’Ucraina di Volodymyr Zelensky. Il ricorso alla rete di gasdotti di epoca sovietica, che collega l’Europa ai giacimenti di Urengoy in Siberia, transitando per l’Ucraina, garantirebbe inoltre all’erario di Kiev entrate di cui ha urgente bisogno. Per i funzionari Usa, i proventi delle compravendite di gas all’Europa dovrebbero essere depositati da Mosca in un conto bancario vincolato in un paese terzo neutrale, in modo da impedire al Cremlino di utilizzare quei fondi per finanziare la guerra.

    Per approfondire: Ucraina e Golfo: due teatri una sola guerra 

    GUERRA DEL GOLFO – NEGOZIATI

    I negoziatori dell’Iran si sono recati a Doha per incontrare i mediatori del Qatar, da tempo impegnati a favorire un accordo che ponga fine definitivamente alla guerra con Stati Uniti e Israele. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha reso nota la disponibilità della Repubblica Islamica a riaprire lo Stretto di Hormuz entro due giorni da un’eventuale intesa con gli States. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che i colloqui con Teheran hanno registrato progressi, sebbene non abbia escluso ulteriori azioni militari una volta archiviate le elezioni di metà mandato per il rinnovo parziale del Congresso Usa (3 novembre 2026). L’inquilino della Casa Bianca avrebbe avuto una telefonata assai tesa con il primo ministro israeliano Binyamin Netanyahu, che starebbe esortando i vertici di Washington affinché riprendano i bombardamenti contro il regime degli ayatollah. 

    Per approfondire: Netanyahu spacca il Golfo 

    ISRAELE – SOMALILAND

    Il primo ambasciatore di Israele ad Hargeisa Michael Lotem ha presentato le proprie credenziali al presidente del Somaliland Abdirahman Mohamed Abdullahi, meglio noto come “Cirro”. L’uomo forte della regione separatista ha formalmente accettato la missione e il ruolo del legato inviato dallo Stato ebraico, il primo e unico a riconoscere l’indipendenza di Hargeisa da Mogadiscio. Per l’occasione, i due funzionari hanno posato la prima pietra della futura ambasciata israeliana. 

    Per approfondire: Nel Somaliland Turchia e Israele battezzano la guerra fredda mediorientale 

    Il mosaico bizantino somalo

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