La Manovra 2027 potrebbe contenere un condono edilizio. Il Governo torna a spingere sull’ipotesi con emendamenti a iniziativa di FdI, con l’appoggio di FI.
Nella nuova Legge di Bilancio finirebbe così una serie di emendamenti sulla riapertura del condono edilizio sul modello di quelli scartati dalla passata Manovra e successivamente scartati anche dal decreto Milleproroghe.
Manovra, ipotesi condono edilizio
L’ipotesi sarebbe emersa nel corso di una riunione serale sulla Manovra. La notizia è stata anticipata da La Repubblica e confermata dall’agenzia La Presse che ha sondato fonti in via della Scrofa. Una delle ipotesi è che il Governo punti a ricalcare i termini del condono del 2003, in aggiunta a una sanatoria di opere pertinenziali, accessorie e di ristrutturazioni condotte in assenza o in difformità dal titolo edilizio.
Quindi, tirando le somme, l’ipotesi sul tavolo del Governo riguarda gli abusi edilizi precedenti all’anno 2003. Abusi successivi non rientrerebbero nel provvedimento. La misura, va puntualizzato, sarebbe stata pensata specificamente per la Campania, che all’epoca non aderì al condono edilizio.
“Siccome, viene spiegato, ci sono 50mila ordinanze di abbattimento, l’esigenza che arriva dal territorio è riaprire i termini”, scrive La Presse riportando voci di palazzo. Se il nuovo condono edilizio verrà approvato, poi la responsabilità finale passerà alla Regione Campania, dove la giunta guidata da Roberto Fico avrà 60 giorni di tempo per aderire o no. La responsabilità politica, dunque, sarebbe bipartisan: l’input del nuovo condono edilizio verrebbe dal centrodestra nazionale, mentre l’approvazione pratica sarebbe del centrosinistra locale.
Cosa si potrebbe sanare
Il condono 2003, rivisitato e riproposto nel 2025, prevedeva di sanare:
opere realizzate in totale assenza di permesso;
quelle solo parzialmente difformi dal titolo autorizzativo ottenuto;
interventi di manutenzione straordinaria e restauri eseguiti al di fuori della legalità.
Escludendo dalla sanatoria altri abusi, come:
gli immobili abusivi di proprietà di soggetti condannati per reati connessi a quegli stessi abusi;
gli interventi su cui non siano tecnicamente realizzabili opere di adeguamento antisismico;
gli abusi realizzati in aree vincolate per la tutela del territorio come le zone a rischio idrogeologico;
gli abusi che interessano beni di particolare pregio come i monumenti nazionali.
Opposizioni contrarie all’ipotesi condono
Insorge Angelo Bonelli, co-portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra:
Giorgia Meloni ha paura di perdere le elezioni e per questo strizza l’occhio all’illegalità. Anzi, la vuole istituzionalizzare. Fratelli d’Italia vuole riaprire il condono Berlusconi del 2003. È uno schiaffo agli italiani onesti, a chi le leggi le ha rispettate e ha pagato tecnici, oneri e permessi. E sono proprio gli italiani onesti a pagare il conto. Con le loro tasse dovranno pagare strade, fogne, illuminazione e servizi, cioè le opere di urbanizzazione, per chi ha costruito abusivamente, anche in aree vincolate. Chi ha violato la legge ottiene la sanatoria, e chi l’ha rispettata paga i costi. Proporre un nuovo condono significa incoraggiare nuovo abusivismo edilizio. Il messaggio è chiarissimo: costruisci pure fuori dalle regole, prima o poi lo Stato ti perdonerà.
Così scrive in una nota Marco Sarracino, responsabile Coesione territoriale Sud e aree interne nella segreteria nazionale del Partito Democratico:
La destra ci riprova: secondo quanto scrive Repubblica, Fratelli d’Italia sarebbe pronta a presentare un emendamento alla legge di Bilancio per aprire i termini del condono edilizio in Campania. Una proposta già annunciata dal candidato Cirielli nella scorsa campagna elettorale e bocciata sonoramente dai cittadini campani. Il governo non provi a far rientrare dalla finestra ciò che la democrazia ha fatto uscire dalla porta. Si occupi invece dei veri problemi dei campani, a partire dalla grave emergenza dei campi Flegrei.
Si aggiunge al dissenso il deputato M5S Agostino Santillo, vicepresidente della commissione Ambiente:
Siamo alle solite, non c’è limite al peggio. Spunta infatti la vergognosa ipotesi di un emendamento di FdI per riaprire il condono edilizio per la Campania. La genialata di Giorgia Meloni è riesumare il peggiore atto di deregulation urbanistica della nostra storia. Mentre il territorio frana e il dissesto idrogeologico presenta un conto salatissimo, Meloni, Salvini e Tajani rispondono con sanatorie e scorciatoie, anziché con investimenti e soluzioni strutturali. Cambiano le sigle, ma ormai non si contano più le volte in cui i partiti dell’attuale maggioranza hanno provato a infilare questa vergogna nelle norme nazionali. Passeranno alla storia come il governo dei condoni, non solo quello edilizio, ma anche quello del gioco d’azzardo o quello in materia fiscale. Sono gli attori dei film dell’illegalità e mancano continuamente di rispetto a chi le regole le ha sempre rispettate. Il diritto alla casa non può diventare un alibi per premiare l’abusivismo e insultare i cittadini onesti. Noi non ci piegheremo e anche stavolta dovranno fare marcia indietro.
