Lavoratori dipendenti e funzionari pubblici protestano per i propri salari, ma sono stati invitati a unirsi anche giovani e pensionati. Il corteo principale è a Parigi. “Abbiamo un percorso in centro città, anche se non è esattamente quello che volevamo”, ha detto la segretaria del sindacato CGT, Sophie Binet

    Giornata di scioperi in Francia, con circa 260 manifestazioni in diverse città. Riuniti in strada lavoratori dipendenti e funzionari pubblici che protestano per i propri salari, con il supporto anche dei giovani e dei pensionati. La manifestazione principale è a Parigi, dove si sono registrati momenti di tensione. “Abbiamo un percorso in centro città, anche se non è esattamente quello che volevamo”, ha detto la segretaria del sindacato CGT, Sophie Binet. È allarme sicurezza sia nella capitale sia nelle principali località francesi. Alcuni licei sono stati incendiati, tra cui uno nei pressi di Tolosa.

    Gli scioperi in Francia

    La segretaria generale della Confédération générale du travail (CGT), Sophie Binet rivendica che sono state organizzate circa 260 manifestazioni in tutta la Francia. La giornata è stata definita dalle autorità come un “giovedì nero” e, per mantenere la sicurezza, sono stati mobilitati 70.000 tra poliziotti e gendarmi. Forti i disagi, già questa mattina, sui trasporti pubblici, a cominciare da treni e metropolitane. Secondo l’entourage del ministro dell’Interno, alle 13:00 la giornata di mobilitazione nazionale ha visto la partecipazione di 270.000 persone in 180 cortei, escludendo Parigi. La CGT ha censito invece “oltre 250.000 manifestanti” in 73 città, avvertendo il governo che solo una “risposta” alle rivendicazioni potrà porre fine alla mobilitazione. “Il messaggio è: nulla ci fermerà; l’unica cosa che farà cessare la mobilitazione è una risposta alle nostre rivendicazioni”, ha dichiarato alla stampa Binet, prima della partenza del corteo parigino. “Più aspettate, più il conto diventerà salato”, ha avvertito rivolgendosi al governo.

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    Bloccati i licei francesi

    Il governo francese ha reso noto che circa il 2,2% dei licei francesi sono “bloccati” dagli studenti, un totale di 81 licei su 3.700. L’Unione sindacale dei licei parla di 1.000 licei “non al lavoro”, fra quelli bloccati dagli studenti e quelli chiusi per motivi amministrativi. Il ministero dell’Educazione nazionale ha comunicato che quasi il 16% degli insegnanti è in sciopero e circa il 33% degli istituti di istruzione superiore (60 su 184) è interessato da disagi.

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    Episodi di violenza, incendi nei licei

    Durante la mobilitazione si sono verificati scontri ed episodi di violenza e vandalismo. Un incendio in una scuola è stato appiccato a Rennes. Petardi sono stati lanciati contro le forze dell’ordine nel XIV arrondissement di Parigi, a Savigny-le-Temple (Senna e Marna) e presso il liceo Brossolette a Villeurbanne (Rodano). A fuoco il liceo Françoise di Tournefeuille, vicino a Tolosa, le fiamme hanno distrutto anche alcuni computer. Secondo la ricostruzione, individui sarebbero penetrati nell’istituto lanciando poi dall’interno fuochi d’artificio servendosi di appositi mortai. Parte dell’edificio è andata in fiamme, nonostante i pompieri siano subito accorsi. Il vicepresidente del Consiglio regionale, Kamel Chibli, ha denunciato “atti inammissibili” e ha esortato tutti a “condannarli con la massima fermezza” chiedendo poi “misure eccezionali e sanzioni all’altezza della gravità dei fatti”. Un diciottenne ha pugnalato un coetaneo che stava incendiando dei cassonetti fuori dal liceo Denis Papin de La Courneuve, nella Seine-Saint-Denis, banlieue nord di Parigi. Secondo Bfm Tv, la vittima è stata ferita al torace ma non in modo particolarmente grave. Le circostanze e i motivi dell’aggressione sono da appurare, fanno sapere le autorità. Il diciottenne, dopo aver pugnalato il ragazzo che stava incendiando i cassonetti, avrebbe tentato di fare la stessa cosa con diversi altri studenti prima di essere fermato dalla polizia.

    Il ministro dell’Istruzione sugli incendi nelle scuole

    Il ministro dell’Istruzione, Édouard Geffray, ha commentato quanto sta accadendo in alcune scuole, in particolare ha definito come un “comportamento criminale assolutamente scandaloso”, quello di chi ha incendiato il liceo vicino a Tolosa mettendo in pericolo studenti e personale. “Esprimo tutta la mia vicinanza alla preside, al personale, agli studenti e alle loro famiglie. Ringrazio i vigili del fuoco e le forze dell’ordine per il loro intervento, che ha permesso di limitare i danni”, ha aggiunto. “Questo incendio doloso avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche per le persone. Lo condanno con la massima fermezza e invito tutti a condannarlo senza alcuna ambiguità: nessuna rivendicazione può servire da scusa o da copertura per dei criminali. I responsabili ne risponderanno davanti alla giustizia”, ​​ha sottolineato.

    Tensioni a Lione e Nantes, evacuati edifici a Lille 

    Si sono registrate tensioni anche a Lione, dove diverse centinaia di individui hanno formato un “black bloc”, tenuto sotto controllo dalle forze dell’ordine. A Nantes, sono stati segnalati i primi incidenti durante la dispersione del corteo. Mentre la Prefettura della regione Hauts-de-France e del dipartimento del Nord ha fatto sapere che a seguito dell’incendio di alcuni bidoni della spazzatura vicino a una conduttura del gas, davanti al liceo César Baggio di Lille, c’è stata una significativa fuga di gas. Gli abitanti degli edifici vicini sono stati evacuati ed è stato predisposto un perimetro di sicurezza.

    Tour Eiffel chiusa per lo sciopero

    Anche la Tour Eiffel è sbarrata ai visitatori “a causa dello sciopero nazionale” dichiarato dai sindacati dei lavoratori. Lo ha annunciato la società di gestione del celebre monumento sul suo sito ufficiale. Chiuse, a causa del “giovedì nero”, anche alcune sale del museo del Louvre.

    Perché si sciopera in Francia

    I sindacati hanno invitato i lavoratori del settore pubblico e privato a scioperare per rivendicazioni salariali. A questo primo appello – il primo dopo la ripresa delle attività autunnali a coinvolgere sia il settore pubblico che quello privato – hanno aderito anche gli studenti delle scuole superiori e dell’università, che proseguono la mobilitazione avviata a metà settembre; i “gilet gialli”, che da tre sabati hanno ripreso le proteste contro il caro-vita; e, tra gli altri, gli agricoltori della “Confédération paysanne”. Una donna a Marsiglia ha spiegato che i cittadini chiedono un aumento del salario sostanzioso aggiungendo di avere difficoltà ad arrivare a fine mese perché il suo stipendio non è stato adeguato al costo della vita.

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