
La Pasqua è passata. Veniva, lasciato, mangiato, bevuto, ci siamo divertiti, andammo all’epitaffio, saremmo andati alla risurrezione, avremmo sentito Cristo sorgere e correre per il cuoco e non figo. Un giorno avevamo il digiuno per sempre.
E;
Pensiamo a ciò che abbiamo vissuto in questi giorni, culminando nella notte della risurrezione. È un folklore? Un residuo del vecchio per le nonne? È per i “talibani cristiani” annoiati?
Proviamo ad ascoltare intorno a noi. Lasciamo una finestra aperta alla possibilità che viviamo nell’amore di una creatura che trascende ogni concezione e immaginazione umana e attende con pazienza, amore, umiltà e rispetto per la nostra libertà.
In questo contesto, cogli l’occasione per condividere con coloro che potrebbero non conoscere la storia di alcune persone che hanno preso il significato e si sono spostati oltre gli stretti confini di questo mondo, come aquile di alto livello dello Spirito e hanno vissuto la profondità dei misteri di Dio.
Elder Joseph the Hesychast E Cave, è una forma centrale di tradizione nipote, il cuore dell’ortodossia che ci invita a vigilanza costante, purezza interiore e preghiera ininterrotta. Non come oppressione, ma come percorso di libertà e pienezza.
-> Il libro Per chiunque voglia mettersi in mezzo
-> La registrazione parte del libro
Buona risurrezione!
Όχι, το Πάσχα δεν είναι μόνο για τις γιαγιάδες – Ο Γέροντας Ιωσήφ ο Ησυχαστής (1897 – 1959)
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di xrt57125