In poche parole, per conservare i fondi del PNRR sulla giustizia, servirebbe abbassare del 40% la durata dei processi civili ma è stato abbassato solo del 20% in diversi anni, e la scadenza è tra meno di anno.

    La magistratura ha ovviamente fatto presente la cosa chiedendo che il ministero organizzi meglio la giustizia, il viceministro della giustizia Sisto ha confermato il problema stamattina in una intervista a Radio Anch’io (Francesco Paolo Sisto, il caso del generale libico Almasri | 16-07-2025 | Radio anch’io | Rai Radio 1 e non si è detto ottimista, anzi…

    Quindi se vi chiedete come mai durano millemila anni i processi civili, i politici al governo non sono capaci nemmeno con i fondi del PNRR a farli diminuire.

    Quindi la critica: “Invece di coordinare i suoi sforzi con i magistrati, che si sono impegnati senza risparmiare le risorse, il governo ha preferito dedicare le sue energie alla scrittura e all’approvazione di una riforma costituzionale che provocherà squilibri nell’assetto dei poteri dello Stato senza giovare minimamente alla efficienza della giustizia”.

    Sul piatto numeri che rendono evidenti i nodi problematici: 16.500 addetti all’ufficio per il processo non sono stati stabilizzati; 25.000 procedimenti in tema di doppia cittadinanza per i discendenti degli emigrati, questione che potrebbe essere decisa amministrativamente dai consolati; 70.000 giudizi in materia di protezione internazionale, che – una volta concessa in via provvisoria dal giudice civile – potrebbe essere concessa in via definitiva dal ministero dell’Interno. Ma anche un numero infinito di giudizi in materia tributaria, che proseguono nonostante il contribuente abbia aderito a qualche forma di concordato.

    L’Associazione nazionale magistrati parla di “gravi inadempienze” del ministero della Giustizia, che ha chiesto “tardivamente aiuto al Csm per l’individuazione di una soluzione che non potrà che consistere nell’adozione di strumenti eccezionali, verosimilmente inadeguati e comunque insufficienti a fornire una risposta in linea con le aspettative dell’Unione europea”.

    La notizia positiva è che, dopo che il governo ha chiesto aiuto alla magistratura (si quella brutta sporca e cattiva), il CSM ha approvato oggi la delibera “che offre un contributo tecnico in merito agli interventi strutturali e organizzativi a supporto degli uffici giudiziari, in vista della scadenza degli obiettivi del Pnrr”.

    La delibera – viene spiegato in una nota – nasce nell’ottica di un impegno congiunto per garantire il pieno raggiungimento degli obiettivi Pnrr nel settore giustizia entro giugno 2026: la riduzione del “disposition time” civile del 40%, del penale del 25% e dell’abbattimento dell’arretrato civile fino al 90%. Nella delibera si prende atto dei risultati conseguiti – la riduzione dell’arretrato civile (obiettivo 2024) e del ’disposition time’ penale – e si evidenziano le criticità ancora presenti nel settore civile, soprattutto in relazione alla durata dei procedimenti.

    Tra le criticità si segnalano “le gravi carenze di organico (oltre 1.800 magistrati mancanti), le scoperture nel personale amministrativo (circa 40%) e un aumento del contenzioso civile (+12%)”.

    Csm approva delibera su obiettivi Pnrr in materia di Giustizia | NT+ Diritto

    Allarme Pnrr sul processo civile: la preoccupazione dell’Anm



    di nohup_me

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