Folx, sto cercando di trovare queste opere d’arte di quel periodo qui sotto Elezioni presidenziali bielorusse del 2020

Parte 1: La visualizzazione dei dati – "Due realtà"

Questa è stata la sua infografica più condivisa, fungendo da semplice e innegabile atto d’accusa contro la frode elettorale.

Titolo: il pezzo era spesso senza titolo, consentendo ai dati di parlare da soli, ma a volte veniva condiviso con la didascalia "Bielorussia 2020: Due realtà" (Bielorussia 2020: Due realtà).

Disposizione visiva:

Il design era crudo e brutalmente semplice. Consisteva in due sezioni verticali affiancate su uno sfondo grigio neutro.

Sulla sinistra – "LA STORIA UFFICIALE": Questa sezione era dominata da un grafico a barre rosso spesso e opprimente che rappresentava i risultati ufficiali.

Una barra massiccia, che occupava oltre l’80% dell’altezza, era etichettata "A.LUKASHENKO".

Accanto c’era un’etichetta su una minuscola barra bianca, alta appena il 10%. "S. TIKHANOVSKAYA".

La tipografia era nitida, sans-serif e clinica. La fonte in basso recita: "Fonte: Commissione elettorale centrale della Bielorussia."

A destra – "LA VERITÀ DELLA GENTE": questa sezione ha invertito visivamente il lato sinistro, rappresentando i dati aggregati da piattaforme di monitoraggio indipendenti come Golos.

Era etichettata un’imponente barra bianca, che raggiungeva oltre l’80% dell’altezza "S. TIKHANOVSKAYA".

Accanto ad essa c’era una piccola barra rossa, alta appena il 10-15%. "A.LUKASHENKO".

La fonte in basso recita: "Fonte: piattaforme di osservazione indipendenti."

Impatto: il potere era nella sua chiarezza istantanea. Non erano necessari grafici o percentuali complessi. Chiunque, bielorusso o internazionale, avrebbe potuto vedere con un solo sguardo l’impossibilità matematica e la portata della presunta frode. Era meno un’opera d’arte e più una mostra forense progettata per la diffusione di massa sui social media.

Pezzo 2: Il manifesto simbolico – "La catena indistruttibile"

Questo poster era un inno alla resistenza pacifica guidata dalle donne ed è diventato un simbolo di solidarietà.

Disposizione visiva:

La composizione è stata costruita direttamente dalla bandiera bianco-rossa-bianca.

Lo sfondo: i terzi superiore e inferiore del poster erano campi solidi dello stesso rosso intenso della sua infografica.

Il fulcro: il terzo centrale, la striscia bianca della bandiera, non era un blocco di colore solido. Era invece formato da una catena continua e ininterrotta di sagome femminili stilizzate.

Rese in bianco puro, queste figure anonime erano raffigurate tenendosi per mano, in piedi forti. Non avevano caratteristiche individuali, che rappresentassero l’universalità del movimento delle donne: erano madre, sorella e figlia di ognuno.

La catena si estendeva dal bordo assoluto sinistro al bordo assoluto destro del fotogramma, il che implica che era infinita e non poteva essere spezzata.

Testo: non c’era testo sul pezzo stesso. L’immagine era l’intero messaggio.

Impatto: questo pezzo ha trasformato la bandiera da un semplice simbolo nazionale in una testimonianza vivente del coraggio delle donne. Si trattava di un design incredibilmente elegante ed emotivamente forte che catturava lo spirito delle proteste in un’unica, potente immagine.

Pezzo 3: Il poster simbolico – "Il cavaliere in gabbia"

Questo era un pezzo più complesso e pieno di speranza sullo spirito represso ma duraturo della nazione.

Disposizione visiva:

Il poster presentava una drammatica interazione tra luce e oppressione.

La gabbia: una rigida gabbia nera dominava il centro dell’inquadratura. Le sbarre della gabbia non erano semplici linee; erano formati da lettere in grassetto e architettoniche che componevano una parola associata al regime, come "DITTATURA" (DITTATURA), con i tratti verticali delle lettere che formano le barre.

Il prigioniero: all’interno della gabbia c’era la Pahonia, il simbolo storico di un cavaliere a cavallo, simbolo di una Bielorussia libera. Tuttavia, non è stato reso come uno stemma pesante. Invece, era disegnato con un’unica linea di contorno bianca, fluida e luminosa, come se fosse fatta di pura luce. Il cavaliere non fu sconfitto; la sua spada era sollevata e il cavallo era pronto a caricare.

Il difetto: soprattutto, una delle barre tipografiche nere della gabbia aveva una piccola crepa luminosa, proprio dove puntava la spada del cavaliere.

Impatto: il messaggio era chiaro e sofisticato. Lo spirito della nazione (il cavaliere bianco e pieno di luce) era attualmente intrappolato nella struttura pesante e oscura della dittatura (la gabbia delle parole), ma non era spezzato. Era pieno di energia latente e il difetto nella gabbia suggeriva che la sua rottura fosse inevitabile. Non era un messaggio di disperazione, ma di speranza provocatoria.

Trying to find work of election controversy (2020) era artist.
byu/SoulReaver-SS inbelarus



di SoulReaver-SS

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