
Benvenute anime erranti in questa nuova puntata di Board Game Pizza, il thread ciclico sui giochi da tavolo e GDR.
Che tu sia un giocatore navigato o uno alle prime armi o ancora uno che non conosce niente di questo mondo, sei il benvenuto.
Questo thread vorrei che venisse usato per fare piccole recensioni, chiedere pareri o consigli, anche precisazioni su una parte del regolamento non chiara oppure perchè no, cercare compagni per una campagna di DnD o per fare una partita a qualche gioco da tavolo online.
Non abbiate paura di chiedere, i giocatori esperti sono qua proprio per aiutare e se posso, nel mio piccolo cercherò di dare una mano anche io.
GIOCO DEL MESE
Quando ho visto la nuova ristampa di The King is dead di Studio Supernova mi ci sono fiondato subito.
È uno di quei giochi che ingannano all’inizio: lo guardi, pensi “è semplice”, poi ti ritrovi a sudare su ogni singola decisione. È un titolo di controllo e influenza ambientato nella Gran Bretagna medievale, dopo la morte del re. Il trono è vacante, tre fazioni — Inglesi, Scozzesi e Gallesi — si contendono il potere, e noi giocatori non siamo una di queste fazioni, ma ambigui nobili che cercano di schierarsi al momento giusto con quella destinata a prevalere.
Durante la partita si gioca su una mappa divisa in otto regioni. In ognuna ci sono cubi dei tre colori, che rappresentano la presenza delle fazioni. Al mio turno posso giocare una delle sole otto carte che ho per tutta la partita — e ognuna permette di spostare cubi da una regione all’altra, scambiarli, aggiungerli o manipolare l’ordine con cui si risolveranno le crisi. Dopo aver giocato una carta, devo rimuovere un cubo dal tabellone: quel cubo entra nella mia riserva personale e indica la fazione a cui sto guadagnando influenza personale. Quando tutti i giocatori decidono di passare, la prossima regione si “risolve”: si guarda quale fazione ha la maggioranza dei cubi e quella ottiene il controllo del territorio; in caso di parità, si instaura il caos e il trono vacilla, con la possibilità che le forze straniere prendano il sopravvento.
Quello che rende il gioco brillante è il continuo equilibrio tra sostenere una fazione e non indebolirla troppo. Se raccolgo troppi cubi blu perché voglio che gli Inglesi vincano, sto anche togliendo influenza dal tabellone, e rischio che diventino troppo deboli per dominare le regioni successive. È una tensione sottile e costante: vuoi che “la tua” fazione vinca, ma non puoi aiutarla apertamente troppo a lungo. Tutto è visibile, ma le intenzioni sono opache: ogni mossa comunica qualcosa e, come in una partita a scacchi silenziosa, tutti cercano di capire chi sta lavorando per chi.
Il feeling al tavolo è teso, controllato, quasi cerebrale ma mai freddo. Ci sono lunghi momenti di silenzio in cui tutti calcolano, poi un giocatore gioca una carta e il tavolo si tende, perché sai che quella singola mossa cambierà la partita. Non c’è fortuna, solo tempismo, lettura degli altri e gestione perfetta delle poche carte a disposizione. La seconda edizione aggiunge anche le “carte Astuzia”, che introducono poteri speciali asimmetrici: piccole variazioni che rendono ogni partita diversa e danno più personalità alle strategie.
Dopo averlo giocato più volte, la sensazione che lascia è quella di un gioco asciutto ma densissimo: in meno di un’ora vivi una lotta di potere elegante, spietata e incredibilmente equilibrata. Ti senti un manipolatore più che un conquistatore, uno stratega che deve scegliere il momento esatto per muovere. È un gioco che premia chi sa leggere il tavolo e chi riesce a trattenersi, e ogni volta che lo rimetti sul tavolo scopri una nuova sfumatura nel modo di influenzare il regno senza mai sporcarti le mani apertamente.
Board Game Pizza – Il circolo dei giochi di r/italy
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di nerdvana89