
Tl; dott
Ci sarebbe un emendamento (da senatori di Forza Italia) al disegno di legge Concorrenza che indicizza le tariffe dei contratti telefonici all’inflazione, con maggiorazioni e senza la possibilità del rescissione gratuita.
Il cuore della contesa è racchiuso in poche righe di un emendamento: il 9.0.113, firmato dai senatori Trevisi, Paroli e Damiani. L’idea è permettere agli operatori telefonici di indicizzare i prezzi delle offerte all’inflazione, con la possibilità di aggiungere anche un piccolo coefficiente di maggiorazione. In pratica, le tariffe potrebbero crescere ogni anno in linea con l’aumento del costo della vita, il tutto senza che l’utente possa recedere gratuitamente dal contratto
La proposta affida all’AGCOM il compito di fissare un tetto massimo all’indicizzazione e di definire le modalità di applicazione, ma non tutti si sentono rassicurati
Per fortuna c’è un emendamento opposto anche, portato avanti da senatori misti di M5S, Lega e FdI:
In parallelo, un secondo emendamento (l’8.0.14, a firma Licheri, Bevilacqua e Naturale) punta invece a vietare del tutto queste clausole
Vediamo come andrà a finire.
Anyway c’è un altro emendamento, sempre dei primi senatori, che è altrettanto inquietante che potrebbe non vietare più la raccolta dati quando si chiede la portabilità del numero:
C’è anche un altro emendamento ha fatto drizzare le antenne alle associazioni dei consumatori. A firmarlo sono ancora i senatori Damiani e Paroli, con un’aggiunta che sembra tecnica ma potrebbe avere effetti dirompenti: consentire agli operatori telefonici di utilizzare per fini commerciali i dati raccolti durante le operazioni di portabilità del numero.
Stiamo a vedere che succede, mi pare che il voto non sia ancora calendarizzato comunque.
Tariffe telefoniche, in arrivo adeguamenti automatici? La Connettività non una commodity
di nohup_me
4 commenti
Vorrei vedere qui commentare quell’elettore di Forza Italia che diceva che Salvini era una bestia ma invece i suoi eroi facevano solo cose per il bene del popolo.
Faccio fatica a credere che possa essere ritenuta ammissibile la modifica unilaterale di un contratto senza che l’altra parte possa recedere senza conseguenze.
>In pratica, le tariffe potrebbero crescere ogni anno in linea con l’aumento del costo della vita, il tutto **senza che l’utente possa recedere gratuitamente dal contratto**.
Che in teoria non sarebbe applicabile perché c’è libertà di passare ad altro operatore a meno di non avere contratti con telefono in comodato d’uso o altre particolarità .
Sta roba, in ogni caso, è una grossa porcheria. Senza bisogno di altri commenti.
Domanda da ignorante: ma da dove arrivano ste idee? Qualcuno delle compagnie telefoniche che fa pressione sui parlamentari per inserirle? Lobbysmo?
Ma soprattutto: che senso ha? I contratti tra cittadini e compagnie telefoniche sono robe che riguardano i cittadini e le compagnie telefoniche. Perchè lo Stato dovrebbe, tramite una legge, inserirsi in questa gestione?
Comunque, rara win della combo lega+m5s+FDI con l’emendamento opposto.