
In prossimità degli Stati Generali dell’Educazione e della Prevenzione, alcuni incontri hanno affrontato i temi del bullismo e del disagio adolescenziale. Tra i vari interventi che ho avuto modo di leggere, mi hanno negativamente colpito le richieste per un divieto o forte limitazione di utilizzo dello smartphone al di sotto di una certa età.
Sarebbe un errore clamoroso.
L’intera società moderna vive in modo problematico il rapporto con la tecnologia eppure il dibattito continua a volersi concentrare unicamente sui ragazzi, proponendo una restrizione dei loro diritti nel nome di una presunta tutela.
Il vizio originale di queste proposte risiede nella confusione della causa con l’effetto: i ragazzi si sentono sempre più soli, sempre più incompresi, sempre più pessimisti…e di conseguenza si rifugiano all’interno del mondo virtuale. Al cui interno, va detto, le interazioni possiedono delle caratteristiche che tendono a peggiorare il problema e quindi la preoccupazione è senz’altro giustificata.
Inoltre, queste proposte restrittive vorrebbero obbligare migliaia di adolescenti a rinunciare allo smartphone mentre vedono i genitori sempre più dipendenti da Internet e social network.
Esiste una vera soluzione: campagne di educazione digitale che possano permettere ai ragazzi di utilizzare gli strumenti digitali in modo sano e critico.
https://www.adnkronos.com/speciali/stati_generali_educazione/
di Dr_Neurol
5 commenti
Uno studio di recente pubblicazione ha dimostrato proprio la relativa inefficacia delle strategie restrittive:
[https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40660050/](https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40660050/)
Io intanto proverei
Che novita’, educare risulta piu’ efficace che vietare…
È anche un discorso di correlazione =/= implicazione.. spesso si fa il passaggio, ma è errato farlo in generale. Anzi alle volte è al contrario, in una prima fase
Lmao