L’allarme genocidio diventa rosso dopo la presa del controllo da parte di RSF di El-Fasher in Sudan

https://www.france24.com/en/africa/20251029-genocide-warnings-flashing-red-after-rsf-takeover-of-sudan-s-el-fasher

di moonknight_nexus

1 commento

  1. moonknight_nexus on

    Ai media italiani non sembra importare nulla della guerra civile su base etnica che va avanti in Sudan da qualche anno e che ha fatto più di 150.000 morti. Le milizie che un tempo operavano sotto il governo Sudanese e che oggi combattono, la RSF un tempo conosciuti come [Janjaweed](https://en.wikipedia.org/wiki/Janjaweed) hanno preso la città di El-Fasher dopo un lungo assedio e stanno compiendo massacri dei civili nel silenzio generale. I Janwajeed sono suprematisti arabi e il loro obbiettivo sono civili di etnia africana. Da un post su X di Cecilia Sala:

    >Le immagini che ci arrivano dal Sudan sono relativamente poche. E quelle che raccontano meglio la gravità degli eventi sono troppo dure per poterle mostrare in tv o mettere in pagina sui giornali. Un esempio: la foto di una mamma e del suo bambino impiccati allo stesso albero.

    >150 mila morti in Sudan non li riusciamo a contemplare. La più grande crisi umanitaria del mondo, la più grande crisi di sfollati e di affamati del mondo, finché è descritta soltanto a parole non buca la nostra attenzione.

    >——

    >La guerra in Sudan è cominciata il 15 aprile del 2023 perché il generale a capo di una milizia paramilitare – le Forze di supporto rapido (Rsf) – ha sfidato il capo dell’esercito regolare con l’ambizione di prendersi tutto il Paese.

    >I miliziani delle Rsf usano la guerra come un pretesto per uccidere e stuprare nelle aree etnicamente africane, in un Paese che oggi è a maggioranza araba.

    >Alcune vittime degli stupri etnici, che sono riuscite a scappare in Ciad, hanno raccontato che, durante le violenze, lo slogan degli stupratori era: “I vostri figli saranno arabi”. Oppure: “Quest’anno tutte le ragazze di qui saranno incinte dei figli dei Janjaweed”.

    >Janjaweed significa “I demoni a cavallo”. È il vecchio nome delle Forze di supporto rapido, che poi lo hanno cambiato per darsi un tono più serio ma senza rivedere di conseguenza i loro metodi.

    >Vent’anni fa i Janjaweed furono responsabili di una campagna di uccisioni di massa di persone nere che fece 300 mila morti e che non fu considerata un genocidio. Ora ce n’è un’altra, che va avanti da due anni.

    >Due giorni fa le Rsf sono entrare nella città di al Fasher, dove si erano riversati centinaia di migliaia di persone etnicamente africane in fuga, perché era l’unica grande città della zona dove i miliziani non fossero ancora arrivati.

    >Nelle immagini satellitari ad alta risoluzione si vedono grosse chiazze di sangue nella sabbia che indicano i punti delle città dove, nelle ultime 48 ore, sono avvenute le uccisioni. Ma le immagini più esplicite sono altre: le esecuzioni postate sui social network dagli stessi miliziani.

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