
107 anni fa entrava in vigore l’armistizio di Villa Giusti. Termina così la prima guerra mondiale sul fronte italiano, con la fine di quella che per molti è la “quarta guerra d’indipendenza”, Trento e Trieste vengono annesse all’Italia, ma al prezzo di mezzo milione di morti.
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di zgido_syldg
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Nell’autunno del 1918, dopo oltre tre anni di duri combattimenti, sulle Alpi, sul Carso e poi sul Piave, si chiude il fronte italiano. Dopo la disfatta di Caporetto del 1917, l’esercito italiano, grazia alla riorganizzazione operata dal nuovo capo di stato maggiore, Armando Diaz, riesce ad arrestare l’avanzata austriaca sul Piave; ma fu solo alcuni mesi dopo che, approfittando dell’indebolimento dell’Impero Austro-Ungarico, venne sferrato l’attacco finale. Il 24 ottobre inizia la battaglia di Vittorio Veneto e dopo giorni di aspri combattimenti il fronte austriaco crolla. Migliaia di soldati austro-ungarici si arrendono o abbandonano le armi, mentre l’esercito italiano avanza rapidamente verso Trento e Trieste.
Il 3 novembre 1918 venne firmato l’armistizio di Villa Giusti, nei pressi di Padova, che sancì la fine delle ostilità sul fronte italiano. Con la vittoria, l’Italia ottenne le terre irredente — il Trentino, l’Alto Adige, Trieste e l’Istria — realizzando in parte il sogno dell’unità nazionale.
La fine del conflitto lascia però il Paese stremato: più di 650.000 soldati italiani sono morti, le regioni del Nord-Est sono devastate, e la popolazione è duramente provata dalla guerra. La vittoria militare non riesce a placare le tensioni interne, che negli anni successivi apriranno la strada a un nuovo periodo di instabilità politica e sociale.
e 107 anni dopo, il 100% dei friulani dice “ridateci Fiume e riprendetevi Trieste!”
/s
Ci sono giornali italiani?