
Giornalista italiano licenziato per una domanda “sbagliata”. Gabriele Nunziati, ex collaboratore di Agenzia Nova, aveva chiesto alla Commissione UE se Israele dovesse finanziare la ricostruzione di Gaza. Poche settimane dopo il ben servito
di In_der_Tat
4 commenti
In seguito a questo grave episodio di erosione della necessaria libertà di parola – nota fin dall’antichità classica come parresÃa – di cui un giornalista deve godere per poter svolgere il proprio mestiere e non essere un semplice stenografo al soldo della classe dominante, ci dobbiamo interrogare su che cosa siamo diventati come organizzazione sociale (politèia, respublica), chi sono i soggetti che detengono le leve del potere, come queste sono azionate e per quali motivi e scopi.
[Video originale: terzo capitolo, 15:20 – 15:55](https://audiovisual.ec.europa.eu/en/media/video/I-278722)
Putin ringrazia calorosamente i liberali occidentali per il doppiopesismo dimostrato. Ogni parola in difesa di Netanyahu e Israele è una picconata all’opposizione alla Russia, che non può esistere senza le organizzazioni internazionali che vengono svilite per proteggere una canaglia solo perché filoamericana.
La risposta dell’agenzia Nova:
> “Quanto riferito nel vostro articolo (quello di FanPage, n.d.r.) risponde solo parzialmente al vero. Il 13 ottobre scorso Gabriele Nunziati, nostro collaboratore, ha posto alla portavoce della Commissione Europea una domanda tecnicamente sbagliata. Egli ha chiesto se la Commissione Ue, ritenendo che la Russia debba pagare i danni di guerra all’Ucraina, non ritenga che anche Israele debba pagare i danni di guerra a Gaza. Il problema è che la Russia – Paese membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e, in quanto tale, uno dei 5 massimi garanti dell’ordine mondiale – **ha invaso l’Ucraina, un Paese sovrano, senza essere provocata. Israele, al contrario, ha subito un’aggressione armata**. Non sorprende, quindi, che la portavoce non abbia risposto alla domanda, essendo assolutamente fuori luogo e di natura erronea. La differenza tra le posizioni di Russia ed Israele è stata più volte rappresentata al collaboratore il quale, tuttavia, **non ha affatto compreso la sostanziale e formale differenza di situazioni, ed ha anzi insistito** nel ritenere corretta la domanda posta, mostrandosi così ignaro dei principi fondamentali del diritto internazionale. **Quel che è peggio, il video relativo alla sua domanda è stato ripreso e rilanciato da canali Telegram nazionalisti russi e dai media legati all’Islam politico in funzione anti-europea, creando imbarazzo all’agenzia, in quanto fonte primaria attentissima alla propria indipendenza e all’oggettività delle informazioni trasmesse. È evidente che il rapporto di fiducia con il collaboratore, in questo contesto, sia venuto a cessare**“.
tl;dr
l’agenzia Nova non ha voglia di essere sputtanata e passare per una agenzia di stampa filorussa grazie alle domande di un suo (per questo) ex collaboratore.
E grazie a sto tizio pure l’Italia rischiava di passare come sostenitrice russa, visto che è italiana questa agenzia di stampa.
Ad ogni modo adesso può andare a lavorare al Fatto Quotidiano o Russia Today, che lo accoglieranno a braccia aperte con tutta sta pubblicità pro Russia che si è fatto.
🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣 che schifo licenziare qualcuno per una domanda lecita