Tempo fa per un anno e mezzo sono andato da uno psicologo. All’inizio del processo, il terapista ha scoperto che ero bravo a disegnare e mi ha consigliato di iniziare a farlo partendo da un foglio bianco, con la mente sgombra, disegnando cose a caso e lasciandomi guidare da ciò che mi veniva naturale.

Prima di allora, non avevo mai disegnato con la sola immaginazione; mi ero sempre limitato a disegnare dal vero o da fotografie e altri disegni.

I disegni che cominciarono a emergere intrigarono sia lo psicologo che me. Avevano qualcosa di strano e particolare.

Ecco il link a una selezione di essi

https://imgur.com/gallery/24gtBxr

Ora che ho sottoscritto un abbonamento a ChatGPT per farmi assistere nello scripting, ho deciso di sottoporre i disegni che avevo prodotto per vedere, per curiosità, cosa avrebbe visto e come li avrebbe interpretati. Mi incuriosiva soprattutto verificare se interpretasse alcune cose come le interpretavo io.

Gli ho semplicemente chiesto di rendere reale il disegno e ho lasciato che ChatGPT scegliesse cosa generare in termini di stile e atmosfera.

Ecco i risultati che vorrei condividere con voi

https://imgur.com/a/from-drawings-to-chatgpt-WPVwnBl

Potete chiedermi tutto riguardo l’aspetto di questa storia. Dal perchè sono andato dallo psicologo al come ho imparato a disegnare al fatto che ChatGPT sembra riconoscere lo stato d’animo in cui ero quando ho creato determinati disegni e a restituire un risultato con il medesimo mood 🙂

PS: Lo so che sarebbe stato interessante mettere a confronto disegni originali ed elaborazioni uno di fianco all’altro ma ci sono dei disegni che preferisco tenere per me. Se però qualche immagine vi incuriosisce e volete vedere il confronto, mandate il link che qualcosa posso comunque condividerla.

Ho elaborato con ChatGPT i disegni che ho prodotto durante la mia psicoterapia
byu/philics initaly



di philics

4 commenti

  1. alorenzi on

    Un’idea davvero brillante con dei risultati fantastici! Molto belli, grazie di averli condivisi

  2. nohup_me on

    Hai fatto bene a farlo adesso perchè è questione di giorni, massimo settimane, che la bolla AI scoppierà e poi non esisterà più OpenAI, ChatGPT , scompariranno i computer, rimarremmo senza energia per il mondo, la glaciazione globale, le cavallette ecc…

    Comunque i disegni sono simpatici =D mica fastidiosi e irritanti come me!

  3. perfidonerd on

    Ti giuro che un paio di questi me li appenderei in cameretta, di quelli in china intendo

  4. slowakia_gruuumsh on

    > Gli ho semplicemente chiesto di rendere reale il disegno e ho lasciato che ChatGPT scegliesse cosa generare in termini di stile e atmosfera.

    Contento tu contenti tutti, e non voglio mettere in discussione la curiosità nel rapporto umano-macchina ne la questione dello psicologo. Questi sono affari tuoi.

    Ma uno potrebbe dire che il tuo disegno originale era quello “reale” (mi rendo conto che sia una definizione problematica, visto che nel momento in cui esistono sono entrambi “reali”, ma sto cercando di assecondare il tuo discorso) e che abbia un valore tecnico, storico ed umano infinitamente superiore alle robe uscite da ChatGPT, che sono di una generalità e noia sconfortante.

    > al fatto che ChatGPT sembra riconoscere lo stato d’animo in cui ero quando ho creato determinati disegni e a restituire un risultato con il medesimo mood 🙂

    Eh, ma sei sicuro? Non è che stai giustificando a posteriori quello che sta succedendo? Come se stessi usando il Dio-LLM per dare validazione esterna ai tuoi dubbi, perché anche nell’arte l’aporia spaventa l’uomo moderno. Cioè che qualunque cosa avesse fatto l’AI si sarebbe detto che questa avesse “riconosciuto lo stato d’animo in cui eri” perché l’obiettivo era un po’ quello?

    Rimane poi il problema delle letture più importanti, cioè quelle fatte dagli *altri*, che chiaramente devono usare principalmente l’immagine di fronte a loro. In quel caso secondo me il lettore ha più facilità interpretativa con i disegni originali che con i secondi perché mi sembra i primi abbiano un po’ più personalità. Ma tant’è.

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