Prima che qualcuno mi fraintenda: non sto proponendo una battaglia fisica o violenta — ripudio ogni forma di violenza. Parlo di una battaglia politica e culturale.

Mi spiego meglio: la mia generazione, i Millennials, e quelle successive rischiano di aver perso questa battaglia.

La realtà è che molti giovani oggi guadagnano di meno rispetto agli over 65, e quel reddito difficilmente crescerà come quello degli anziani. È un controsenso economico: i giovani sono nella fase della vita in cui hanno più spese, come comprare casa, formarsi una famiglia, crescere figli, provare a risparmiare per il futuro. Invece in Italia spesso accade l’opposto: sono gli anziani a stare meglio, pur vivendo in una fase della vita in cui le spese dovrebbero essere minori (e spesso lo sono, grazie anche a sanità pubblica, casa di proprietà senza mutuo).

E non credete nemmeno per un secondo che quello che stiamo facendo ora, sacrifici, lavoro, contributi — serva a garantirci una pensione “come quella dei nostri genitori o nonni”. No. Nonostante versiamo contributi anche molto più alti, tutto lascia pensare che le nostre pensioni saranno molto più basse.

Ecco perché:
– Il tasso di sostituzione — ossia la quota di salario che restituirà la pensione — è in calo: per un lavoratore dipendente privato è stimato che nei prossimi decenni scenda sensibilmente rispetto al passato.
– L’età di pensionamento effettiva si alza: chi comincia a lavorare oggi probabilmente andrà in pensione molto più tardi rispetto alle generazioni precedenti.

Intanto in Italia la base di lavoratori attivi diminuisce, ma aumentano gli anziani da mantenere: meno giovani + più pensionati = minore sostenibilità del sistema a ripartizione.

Per questo, secondo me, possiamo fare due cose (che non si escludono a vicenda)

  1. Prendere in mano da soli il nostro futuro finanziario: risparmiare e investire, anche con previdenza complementare privata o piani di accumulo (PAC), magari usando il TFR — per non dipendere unicamente dallo Stato.

  2. Smettere di votare chi propone promesse semplicistiche come “quota 100”, “uscite anticipate” ecc.: queste misure non fanno altro che aumentare il costo previdenziale, aggravando ancora di più la spesa pubblica. E il conto, alla fine, lo pagheremo noi — con minori pensioni e più tasse.

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di EconomiaXFinanza

29 commenti

  1. itsmarra on

    > Smettere di votare chi propone promesse semplicistiche come “quota 100”, “uscite anticipate” ecc.: queste misure non fanno altro che aumentare il costo previdenziale, aggravando ancora di più la spesa pubblica. E il conto, alla fine, lo pagheremo noi – con minori pensioni e più tasse.

    La maggioranza vota quello che gli fa comodo e di conseguenza i partiti propongono proposte che portano voti.
    Quota 100 è solo l ennesimo specchio di una società di vecchi

    Edit: la vera rivoluzione è fare figli

  2. Tifoso89 on

    E ci credo, le pensioni vengono aggiornate all’inflazione ma gli stipendi sono sotto dell’8% in termini reali rispetto al periodo Covid.

    Le pensioni andrebbero aggiornate in linea con gli stipendi, visto che arrivano da lì.

  3. FartestButt on

    Parole sante. Potessi, non pagherei l’inps e mi farei tutto da solo rinunciando alla pensione statale, ma non si può…

  4. La maggior parte dei politici guardano solo al loro ritorno di voti e quindi spingono sempre per aiutare i vecchi essendo in maggior numero, ciò porterà a un ridotto numero di nascite che renderà i vecchi ancora più maggioritari, e così via…
    Io sinceramente non trovo un modo per uscire dal ciclo, servirebbe che i vecchi si mettano una mano sulla coscienza e pensino più al benessere generale che al loro ritorno nell’immediato, ma penso sia impossibile.

  5. Credo che per trasparenza sia giusto far notare che questo account appartiene a un [blog](https://economiaxfinanza.com/) / profilo twitter di chiaro orientamento liberista (e pro criptovalute). Che per carità, ciascuno ha le sue opinioni ed è legittimo così, però sarei curioso di sapere cosa pensano del fatto che [i miliardari diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri](https://www.oxfam.org/en/press-releases/billionaire-wealth-surges-2-trillion-2024-three-times-faster-year-while-number) e se è anche quello colpa dei pensionati che prendono 800€ al mese.

  6. zanzara1968 on

    Se i giovani andassero a votare forse sarebbe già diverso, ma tanto non ci vanno perchè “comunque non cambia niente” e “sono tutti uguali”, mentre i miei genitori novantenni vanno a votare anche in carrozzella.

  7. Nosciolito on

    Abbiamo perso la lotta di classe, quella generazionale non è mai esistita ma è solo un altro tentativo per sviarci dal vero problema

  8. Top-Bake-9331 on

    Non abbiamo perso niente, ci hanno venduto prima ancora che potessimo fiatare

  9. Meriti un upvote solo per le infografiche coi vecchi che ci rubano i soldi.

    Per il resto, nulla da dire.

  10. PraiseTheMoon99 on

    Mi avete convinto, smetto di pagare i contributi, non ne vale la pena

  11. Italian_storm on

    Abbiamo perso la battaglia generazionale. Perchè ci hanno inculat0 senza vaselina sembrava brutto.

  12. Frost-Flower on

    Devi anche ricordare che ancora i boomer anche hanno una casa, auto etc cose che i giovani devono comprare con meno stipendi.

  13. Radagast92 on

    >Prima che qualcuno mi fraintenda: non sto proponendo una battaglia fisica o violenta — ripudio ogni forma di violenza.

    Ah no? Hai già perso il mio interesse.

  14. Meewelyne on

    Si ma con ‘ste grafiche e “boomer” buttati qui e li io non posso prenderti sul serio.

  15. Explorer_Equal on

    Nel ’68 gli studenti del maggio francese hanno messo a ferro e fuoco Parigi; oggi i giovani preferiscono giocare a Fortnite.

  16. una sola soluzione, invece di una guerra generazionale che perderemmo tutti, facciamo una guerra di classe e finanziamo le nostre pensioni (e anche un reddito universale) tassando pesantemente i ricchi!

  17. alerighi on

    Ma che battaglia è? Sono soldi che prima o poi passeranno di mano per forza di cose eh. Anche prima, perché penso che il numero di genitori/nonni che ha aiutato figli e nipoti per comprare la casa sia elevatissimo (ma accadeva già al tempo dei miei genitori eh).

  18. AlexiusRex on

    Non esiste e non è mai esistita nessuna “battaglia generazionale”, ma solo tra ricchi, che sono diventati sempre più ricchi, e poveri sempre più poveri con la distruzione della classe media, e non mi si venga a dire che quelli che prendono meno di 2k al mese di pensione sono i ricchi (e sono quasi l’80% dei pensionati), però è comodo dare la colpa al VdM.

  19. wildmike88 on

    Mio padre infatti prende una pensione uguale al suo stipendio…

  20. La generazione più fortunata e graziata di tutta l’intera storia umana, e forse anche quella che si lamenta di più

  21. justanothertmpuser on

    Ma per fare il venditore di PAC bisogna essere per forza un seminatore di odio?

  22. duck-and-quack on

    Vorrei ricordare che la buonanima di mia nonna ha riscattato 20 anni di contributi andando in pensione pagando qualche spiccio … A 36 anni nel 1960.

    Ė morta nel 2020.

    Sessanta anni di pensione lei e 35 il marito, erano dirigenti quindi prendevano pure bei soldi .

  23. Jigen17_m on

    Si chiama Patto intergenerazionale. Non Battaglia generazionale. È proprio questo il punto

  24. Codazzo72 on

    battaglia generazionale? quindi i giovani dovrebbero combattere per abbassare la pensione dei loro genitori? mi sembra una genialità assoluta /s

  25. Firm-Gur5496 on

    Resta un enorme problema, generazione X e Millenial hanno fatto pochissimi figli, e non mi sembra che la Z sia molto più prolifica.

    Se si vuole trattare questa situazione come una battaglia, allora mancano i soldati, senza giovani che lavorano è tutto un casino.

    E di fatto, le famiglie coi figli, di qualunque generazione, sono quelle che davvero investono a lungo termine per lo sviluppo dello stato: pagano un botto per educare chi pagherà tutti i servizi nel futuro, anche per chi non ha figli.

    Insomma, il problema generazionale c’è già adesso, ma per il lungo periodo credo si debba trovare un modo per non essere solo un paese di vecchi.

  26. Bah, non son d’accordo. Non che non l’abbiamo persa, ma che la battaglia sia tra le generazioni.
    Ignorare le condizioni materiali è – a mio vedere – uno spreco di energie.

    I boomer hanno vissuto in un momento quando c’era un sistema economico competitivo rispetto all’attuale. A prescindere di quanto positivo/negativo fosse.
    Ga reso necessario il rendere il sistema attuale più appetibile alla popolazione, quindi di conseguenza c’era meno concentrazione di ricchezza.
    Poi con la “sconfitta” dell’alternativa non c’è più una ragione per mantenere le concessioni fatte, quindi man mano vengono rimosse.

    Il fatto che ci sia una discrepanza generazionale non è perché i boomer sono cattivi, ma perché hanno vissuto in un periodo storico dove gli è stato permesso di arricchirsi.

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