L’iniziativa dei cittadini europei “La mia voce, la mia scelta: per un aborto sicuro e accessibile” è un’iniziativa che ogni cittadino dell’UE potrebbe sostenere e che è stata presentata alla Commissione europea il 1 settembre 2025 dopo aver ricevuto oltre 1.124.513 firme verificate di cittadini di tutta l’Unione. Lo scopo di questa iniziativa è creare un meccanismo finanziario volontario europeo per aiutare le donne dei paesi dell’UE con accesso limitato all’aborto sicuro e legale ad accedere a tali servizi in altri Stati membri senza armonizzare o modificare le leggi nazionali sull’aborto esistenti.

La Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere (FEMM) del Parlamento europeo ha adottato il 5 novembre 2025 un progetto di risoluzione e un’interrogazione orale alla Commissione europea, rispondendo a questa iniziativa dei cittadini e sottolineando che in molte parti d’Europa le donne devono ancora affrontare ostacoli legali e pratici per accedere all’aborto sicuro e legale. Il Comitato ha invitato gli Stati membri a modificare le loro leggi nazionali in linea con gli standard internazionali sui diritti umani. Ha inoltre chiesto alla Commissione di creare un meccanismo finanziario volontario aperto a tutti i paesi dell’UE.

Questo tipo di documento non è giuridicamente vincolante. Adottando risoluzioni o pareri sulle iniziative dei cittadini europei, il Parlamento europeo non crea una nuova legge che gli Stati membri devono applicare automaticamente. Si tratta di un’opinione politica del Parlamento, che esprime la posizione dei deputati e invita altri organi (ad esempio la Commissione o il Consiglio) a prendere in considerazione ulteriori passi. Piuttosto, tali risoluzioni hanno un valore politico e possono influenzare ulteriori processi decisionali, ad esempio se la Commissione propone nuove iniziative legali o legislative, ma non sono direttamente vincolanti per gli Stati membri.

L’iniziativa dei cittadini europei è uno degli strumenti di partecipazione all’Ue: se si tratta di un’iniziativa valida e con un numero sufficiente di firme, la Commissione è obbligata a trattarla e a rispondere formalmente entro una certa scadenza (in questo caso entro la fine di marzo 2026). Il Parlamento può quindi tenere un’audizione pubblica, discutere in plenaria e votare il proprio parere (risoluzione), che poi viene trasmesso alle altre istituzioni europee come stimolo per il loro processo decisionale.

La questione dell’accesso all’aborto sicuro e legale nell’UE riflette grandi differenze tra gli Stati membri, dove le leggi nazionali sull’aborto variano ampiamente. L’iniziativa sottolinea quindi che l’accesso sicuro all’aborto non è garantito in modo uniforme in tutta l’UE e cerca di utilizzare i meccanismi europei per promuovere la solidarietà tra gli Stati membri in questo ambito, senza modificare le loro norme nazionali.

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di Narrow_Pop3000

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