RECENSIONE/RACCOMANDAZIONE – VARSAVIA 1656. UNA BATTAGLIA CHE SPIEGA PIÙ CHE RISOLVE ⚔️📖 Questa volta vorrei attirare l’attenzione su un libro che forse non è nuovo, ma è senza dubbio importante e ancora necessario. Questa è l’opera “Warszawa 1656” di Mirosław Nagielski, pubblicata da Bellona. Si tratta di una pubblicazione di piccolo volume, ma di grande peso sostanziale, perché riguarda uno degli episodi chiave del diluvio svedese: la battaglia dei Campi di Praga, combattuta vicino a Varsavia nel 1656. Questa battaglia è estremamente controversa secondo l’opinione degli storici. Alcuni la considerano irrisolta, altri come una sconfitta della Confederazione polacco-lituana, altri come una vittoria della coalizione svedese-brandeburghese. Ed è questa ambiguità che lo rende così cognitivamente importante. Ci permette di comprendere meglio la portata dei problemi che la Confederazione polacco-lituana stava affrontando in quel momento: le sue élite politiche, la corte reale e lo stesso Giovanni Casimiro 🇵🇱👑. La battaglia solleva domande fondamentali: se è stato scelto il luogo giusto per lo scontro, se era necessario attaccare prima, se lottare per una battaglia generale e, infine, se fosse necessario lasciare la capitale dopo la sua fine. La cosa più importante, però, è che queste sono domande alle quali il lettore deve rispondere da solo. Secondo me, i polacchi non hanno perso questa battaglia, ma neanche gli svedesi hanno ottenuto una vera vittoria. Fu uno scontro senza risultato concreto e senza conseguenze strategiche che determinassero le sorti della guerra. La battaglia di Varsavia fu l’ultima grande battaglia della Confederazione polacco-lituana durante il Diluvio. Dimostrò brutalmente che in una guerra basata sulla potenza di fuoco, sull’artiglieria e sulla fanteria moderna, i polacchi non erano in grado di competere efficacemente con gli svedesi. Fino alla fine del conflitto hanno dominato le azioni aggressive: guerra sovversiva, di guerriglia e d’assedio – efficace, ma forzata dalla realtà ⚔️. Allo stesso tempo, è stata una lezione dolorosa. Dopo il 1656, il numero dei reggimenti di fanteria aumentò e le élite militari iniziarono a capire che senza fanteria e artiglieria era impossibile funzionare su un moderno campo di battaglia. Vale anche la pena ricordare tre questioni: i feroci combattimenti per Varsavia poco prima della battaglia, il massacro di Praga compiuto per ordine di Carlo X Gustaf, tra cui donne e bambini 🔥, e il saccheggio sistematico da parte della macchina da guerra svedese. Fu anche il momento della nascita del mito brandeburghese e poi del militarismo prussiano. I Brandeburghesi fecero di questa battaglia il fondamento della propria propaganda, conducendo parallelamente attività militari, diplomatiche e di informazione. Il terzo giorno di battaglia, le truppe polacche si ritirarono in maniera disciplinata, senza panico né distruzione. Un attacco efficace da parte degli ussari causò enormi perdite all’esercito nemico e la rioccupazione della Varsavia abbandonata non portò alcun beneficio reale agli svedesi. Il libro di Nagielski è un must per chiunque voglia comprendere il diluvio svedese, il dramma delle decisioni della corte e l’importanza di Giovanni Casimiro, un monarca di grande statura che viene dimenticato troppo facilmente 📖⚔️.

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di HistoricaDayAfterDay

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