
Negli ultimi mesi, la candidatura portoghese di attrarre una gigafactory di intelligenza artificiale (AI) a Sines è stata un argomento spesso discusso dal governo. In particolare, dal viceministro e per la Riforma dello Stato, Gonçalo Matias.
Tuttavia, ieri, 21 gennaio, abbiamo appreso dalla voce del ministro dell’Economia e della Coesione territoriale, Manuel Castro Almeida, che Portogallo e Spagna si sono unite per aumentare le possibilità di vittoria.
Cosa significa questo? Se questo sforzo avrà successo, dove andrà a finire la “gigafactory portoghese”? A Sines? O in Spagna? Non è noto. Sollecitati dall’ECO a fare chiarezza sulla rivelazione di Castro Almeida, sia il Banco Português de Fomento (che ha guidato la candidatura portoghese fin dall’inizio) sia il Governo, si sono rifiutati di fornire spiegazioni sull’argomento.
Bisogna riconoscere che il progetto portoghese non era ancora altro che un’idea sulla carta. Non solo dovrebbe essere scelto dalla Commissione Europea, ma il concorso ufficiale non è nemmeno iniziato (ECO sa che, salvo ulteriori rinvii, si svolgerà a febbraio). Ma un’altra considerazione che è importante fare è che, in una candidatura iberica, è meno realistico credere che la gigafactory dell’AI arrivi in Portogallo. Come nel caso del supercomputer Mare Nostrum di Barcellona, un progetto a cui ha preso parte il Portogallo, è più probabile che la gigafactory venga trasferita nel paese vicino.
La seconda riguarda l’origine di questa unione: chi ha avuto l’idea? Dal governo portoghese? Dalla Banca per lo Sviluppo? La terza questione riguarda l’Agenda nazionale sull’AI, presentata all’inizio del mese, che si basava, in parte, sulla gigafactory dell’AI. Un progetto che, in fondo, ormai non è altro che una possibilità meramente ipotetica, anche se il Portogallo dovesse avere un ruolo.
Infine, dopo tanti numeri avanzati riguardanti la crescita economica e l’accelerazione della produttività, come appariranno ora queste previsioni dei dirigenti? Queste sono domande importanti che rimangono senza risposta. Speriamo per poco, perché questo è senza dubbio un tema attuale e al quale il Governo ha attribuito grande importanza.
di SantoInverno
7 commenti
Somos mesmo bacocos. Os outros não querem os datacenters, e nós andamos a competir para os trazer para cá.
> Há que reconhecer que o projeto português ainda não passava de uma ideia no papel. Não só teria de ser escolhido pela Comissão Europeia como o concurso oficial ainda nem sequer arrancou (o ECO sabe que, salvo novo atraso, irá acontecer em fevereiro)
Portugal! Academia, Tecnologia, Economia tudo subordinado à burocracia estatal. Quem toma as decisões não é especialista é tecnocrata – primeiro o impresso, depois o resto …
Continua para Sines, a StartCampus (lembram-se do Galamba) e a Microsoft tem acordo fechado. Isto não foi algo do Montenegro mas sim tecnicamente do PS de Costa, mais precisamente o Galamba. Não me admira porque porrada à parte, o Galamba é inteligente e na área energética é muito based
Esses datacenters vão alimentar as soluções Azure da Microsoft para a península Ibérica
Ainda vem, que vá pra Espanha que isto não serve pra nada a economia nacional nem local, mas vai gastar mais 9% da energia consumida por todo o país atualmente.
Já o disse antes e volto a dizer… Quem vai ganhar a corrida da IA são as nações que menos dinheiro esbanjarem nessa perseguição pífia.
Esta bolha vai rebentar, e quando isso acontecer, devido à quantidade de capital investido, o custo energético e de água, e o financiamento entrelaçado entre montes de empresas vai fazer a crise de 2008 parecer um momento de prosperidade.
Boa, as pessoas vão pagar mais por eletricidade para servir aos Estados Unidos que não respeitam ninguém.
Eram notícias todas as semanas sobre novidades da candidatura à gigafábrica como se de dom Sebastião se tratasse
Publicidades enganosas para encher egos e dar destaque a certas pessoas como muito competentes que afinal, ainda se há de ver…