> “La pretesa dei ricorrenti è destituita di fondamento, non potendosi lasciar dipendere la deroga ad un precetto normativo primario chiaro – che impone, tra l’altro, una tempistica certa e stringente per lo svolgimento del referendum costituzionale (anche al fine, segnalato in dottrina, di evitare il protrarsi dello stato di incertezza sulla normativa costituzionale validamente, ma non efficacemente modificata) – da un evento futuro ed incerto (l’ammissione del quesito referendario proposto dai promotori)”.
Non sono un giudice (e voterò NO alla riforma), ma mi sembravano motivazioni pretenziose quelle dei ricorrenti. Quindi ufficiale, si voterà il 22 e 23 marzo.
ScreamingSilicon on
> Quando il governo ha preso questa decisione, infatti, il comitato stava ancora raccogliendo le firme per indire lo stesso referendum. A quel punto il comitato ha fatto ricorso al TAR, sostenendo che il governo avesse sbagliato a indire il referendum mentre erano ancora in corso altre procedure per richiederlo.
Leggendo questo passaggio mi sono sentito in imbarazzo per tutte le parti coinvolte. Imbarazzo doloroso, del tipo che ti fa cambiare canale di corsa. Era una cosa che conoscevo, ma scritta in maniera così neutra sembra una di quegli scenari inventati da un destrorso senza il senso del ridicolo.
Nikkibraga on
Godo
lgr95- on
Come era palese sarebbe successo.
arcccp on
Il comitato del no è disperato perché i sondaggi li danno perdenti.
5 commenti
> “La pretesa dei ricorrenti è destituita di fondamento, non potendosi lasciar dipendere la deroga ad un precetto normativo primario chiaro – che impone, tra l’altro, una tempistica certa e stringente per lo svolgimento del referendum costituzionale (anche al fine, segnalato in dottrina, di evitare il protrarsi dello stato di incertezza sulla normativa costituzionale validamente, ma non efficacemente modificata) – da un evento futuro ed incerto (l’ammissione del quesito referendario proposto dai promotori)”.
Non sono un giudice (e voterò NO alla riforma), ma mi sembravano motivazioni pretenziose quelle dei ricorrenti. Quindi ufficiale, si voterà il 22 e 23 marzo.
> Quando il governo ha preso questa decisione, infatti, il comitato stava ancora raccogliendo le firme per indire lo stesso referendum. A quel punto il comitato ha fatto ricorso al TAR, sostenendo che il governo avesse sbagliato a indire il referendum mentre erano ancora in corso altre procedure per richiederlo.
Leggendo questo passaggio mi sono sentito in imbarazzo per tutte le parti coinvolte. Imbarazzo doloroso, del tipo che ti fa cambiare canale di corsa. Era una cosa che conoscevo, ma scritta in maniera così neutra sembra una di quegli scenari inventati da un destrorso senza il senso del ridicolo.
Godo
Come era palese sarebbe successo.
Il comitato del no è disperato perché i sondaggi li danno perdenti.
Puntavano ad avere più tempo.