
“Così tante persone senza casa, così tante case senza persone” ha smesso di essere solo un detto popolare e ha iniziato a rappresentare una realtà strutturale del mercato immobiliare in Portogallo. Dai dati dell’Istituto Nazionale di Statistica emerge che, nel 2024, 1,2 milioni di persone, pari all’11,2% della popolazione nazionale, vivevano in case con un numero di stanze insufficiente a garantire comfort e privacy, in un contesto in cui migliaia di alloggi restano sfitti.
Secondo uno studio dell’INE sul patrimonio immobiliare nazionale, citato mercoledì dal quotidiano ‘Expresso’, nel 2021 si contavano quasi sei milioni di case unifamiliari classiche nel Paese. Di queste, il 69,4% erano residenze abituali, il 18,5% residenze secondarie e il 12,1% erano vuote. Nell’ultimo decennio il numero degli edifici è cresciuto solo dello 0,8% e quello degli alloggi dell’1,9%, mentre il numero delle case sovraffollate è aumentato del 17,1%, mostrando un crescente divario tra domanda, offerta e condizioni di accesso.
Secondo i criteri dell’Indagine sulle condizioni di vita e sui redditi, un alloggio adeguato deve avere una sala comune, stanze separate per coppie e adulti, regole specifiche per adolescenti e bambini e spazi sufficienti per garantire la privacy. L’incapacità di soddisfare tali requisiti si traduce in un persistente fenomeno di sovraffollamento, che ha raggiunto un massimo del 15,7% nel 2008, è sceso al 9% nel 2020 ed è tornato a crescere negli ultimi anni. Il valore del 2024 è il secondo più alto degli ultimi cinque anni, anche se inferiore a quello registrato nel 2023.
Differenze regionali marcate
Il sovraffollamento colpisce il territorio nazionale in modo disomogeneo. La Regione Autonoma di Madeira presenta il tasso più alto del Paese, con circa il 20% delle famiglie in questa situazione, seguita dalle Azzorre (16,2%) e dall’Algarve (14,4%). Solo l’Ovest e la Valle del Tago (6,3%) e il Centro (5,9%) sono al di sotto della media nazionale. La Grande Lisbona, il Nord, l’Alentejo e la Penisola di Setúbal rappresentano circa il 12%, a conferma che la pressione aumenta quanto più l’area è urbanizzata.
Per la demografa Alda Botelho Azevedo, ricercatrice presso l’Istituto di Scienze Sociali dell’Università di Lisbona, il sovraffollamento è un “chiaro indicatore della pressione che il mercato immobiliare esercita sulle famiglie”. Intervistata da ‘Expresso’, la ricercatrice sottolinea che la crisi immobiliare in Portogallo è soprattutto una crisi di accesso e di adattamento ai bisogni delle famiglie, aggravata dal fatto che i prezzi di acquisto e di affitto crescono più velocemente dei redditi.
Povertà, affitto e maggiore vulnerabilità
I dati rivelano che il sovraffollamento colpisce in modo sproporzionato le famiglie con minori risorse. Tra la popolazione a rischio povertà, il tasso sale al 17,3%, mentre il grave disagio abitativo – associato a problemi come la mancanza di luce naturale, umidità o mancanza di servizi igienici – raggiunge il 10,1%, più del doppio della media nazionale. In Portogallo il 15,4% della popolazione vive con un reddito netto inferiore a 723 euro al mese.
Secondo l’OCSE il sovraffollamento è più diffuso tra coloro che vivono in case in affitto che tra i proprietari, una tendenza che si verifica anche in Portogallo. Il problema è particolarmente visibile tra gli immigrati: i dati del 2023 indicano che il 22,7% degli stranieri residenti nel Paese viveva in case sovraffollate, spesso in contesti abitativi precari e informali.
Più case per alcuni, meno spazio per altri
In contrasto con il sovraffollamento, esiste una realtà parallela di sottooccupazione. Nel 2024, il 36,6% della popolazione viveva in case con più stanze del necessario, soprattutto anziani e famiglie senza figli a carico. Per Alda Botelho Azevedo, la scarsa mobilità residenziale contribuisce a mantenere queste case sottooccupate, mentre altre famiglie si trovano ad affrontare un’estrema mancanza di spazio, rivelando una “profonda discrepanza” tra offerta disponibile, bisogni reali e reddito.
Il ricercatore difende un intervento strutturale e continuo, focalizzato sull’aumento dell’offerta a prezzi accessibili, sulla riabilitazione, sulla mobilitazione delle case vuote e sulla stabilizzazione del mercato degli affitti, compresi meccanismi di contenimento degli affitti combinati con incentivi all’offerta.
Impatto sulla salute e sui bambini
I giovani sono il gruppo più colpito dal sovraffollamento. In Portogallo il 19,9% dei bambini e dei giovani fino a 17 anni vive in case sovraffollate. L’OCSE avverte che questa realtà ha impatti globali, con conseguenze sullo sviluppo, sul successo educativo e sulla socializzazione.
Secondo Daniel Coelho, vicepresidente dell’Ordine degli psicologi portoghesi, il sovraffollamento agisce come un “fattore di stress ambientale cronico”, riducendo la privacy, aumentando i conflitti e contribuendo a sintomi di ansia, depressione e disturbi del sonno. Tra i bambini e gli adolescenti, questi effetti sono aggravati dallo stadio di sviluppo in cui si trovano.
Nel contesto europeo, il Portogallo si colloca al 16° posto in termini di sovraffollamento totale, al di sotto della media dell’Unione Europea. Ciò nonostante, tra i gruppi più svantaggiati il tasso sfiora il 29%, un fenomeno che colpisce più di 75 milioni di persone nell’Ue e che continua a evidenziare profonde disuguaglianze nell’accesso ad alloggi dignitosi.
Portugal com casas vazias e famílias apertadas: sobrelotação afeta 1,2 milhões de pessoas no país
di Alkasuz
4 commenti
Ninguém quer morar nas aldeias vazias no fim do mundo e o estado nunca teve o interesse em investir no interior com bons acessos e melhorar a qualidade de vida lá.
E não venham falar de autoestradas porque refiro-me a falta de comboios / metro nas grandes cidades que não Lisboa/Porto
O problema é a falta de dinheiro. Paguem salários condignos aos portugueses, porque temos de aceitar continuar com os salários mais baixos da Europa?
O capitalismo a funcionar
Vais viver tu para o cu do mundo nas casas vazias rapaz, se queres isso.