
È una fotografia senza precedenti quella che emerge da “Salute Artificiale”, la prima ricerca in Italia a misurare scientificamente come l’Intelligenza Artificiale stia trasformando il rapporto degli italiani con la salute e con i medici.
La ricerca evidenzia una spaccatura netta tra generazioni. Tra i giovani (18-34 anni), l’AI ha già superato Google: il 72,9% la usa come primo strumento per cercare informazioni sulla salute, contro il 57,4% che preferisce il motore di ricerca tradizionale. Tra gli over 54, 7il rapporto si inverte drasticamente: Google domina al 93,1%, l’AI si ferma al 26,1%. “Non si tratta di una differenza marginale, ma di due modelli completamente diversi di rapportarsi all’informazione medica”, spiega Antonio Preiti, autore della ricerca. “I giovani dialogano con l’AI come fosse un consulente sempre disponibile. Gli adulti mantengono l’approccio tradizionale della ricerca su Google. È una frattura destinata a ridefinire la medicina dei prossimi anni”.
La visita medica non è più un momento isolato. L’85,7% degli italiani consulta internet o l’AI prima o dopo l’appuntamento con il medico. Il digitale “assedia” la consultazione professionale, la precede, la segue, la mette in discussione. Il 63,9% ha utilizzato informazioni trovate online per verificare la diagnosi o la terapia suggerita dal medico. E tra chi verifica, il 62,7% ammette di aver messo in dubbio almeno una volta le raccomandazioni ricevute.
Il fenomeno più preoccupante riguarda chi passa dal dubbio all’azione. Il 14,1% degli italiani ha modificato o interrotto una terapia basandosi su informazioni trovate online, senza consultare il medico. Di questi, il 6% lo ha fatto più di una volta o sistematicamente. “Sono i ‘ribelli silenziosi’ della sanità contemporanea”, commenta Federico Gelli, Presidente di Fondazione Italia in Salute. “Non contestano apertamente il medico, ma prendono decisioni autonome sulla base di ciò che leggono online o chiedono a ChatGPT. È un fenomeno che il sistema sanitario non può più ignorare.”
di sr_local
10 commenti
Voglio esplodere
Che cosa vuol dire “AI ha superato Google”, quando se fai una ricerca su Google ti risponde Gemini?
Vuol dire che gli stessi preparatori del sondaggio non hanno capito cosa sta succedendo.
Prima si riduce la capacità critica e la cultura della gente, poi gli si vende la soluzione semplice a quesiti complessi.
Le IA andrebbero chiuse al pubblico e usate solo in stretti ambiti lavorativi perché tra i vari problemi che portano, uno dei principali è che fanno sentire legittimati gli idioti.
Io studio alla Magistrale di informatica (campo AI proprio) quindi qualcosa credo di sapere su questi strumenti.
E vedo come le persone usano l’IA e in particolare gli LLM. Il danno che stanno facendo e faranno sarà incalcolabile. I social non sono stati un cazzo in confronto al casino che faranno questi strumenti lasciati nelle mani delle persone così come sono adesso.
C’è da dire che per interpretare i referti è eccezionale.
Chiaro che per andare oltre occorre la conferma di un medico specializzato ma per una prima lettura è sicuramente più bravo del mio medico di famiglia.
Il mio medico di famiglia usa l’AI l’ho visto più volte chiedere alcune info, perché non dovrei usarla io?
don’t make me tap the sign https://www.reddit.com/r/Universitaly/comments/pv6l33/ha_ancora_senso_iniziare_a_studiare_medicina
> ChatGPT. È un fenomeno che il sistema sanitario non può più ignorare.”
Come diceva e direbbe qualche genio di Reddit “ah tranquilli che tanto scoppia la bolla e scompare tutto” =) (ormai perfino su polymarket è quotata nulla sta boiata luddista)
Invece bisognerebbe, anzi bisognava, gestire sta cosa istruendo gli italiani e consapevolizzarli di tutti i pro e (sopratutto) contro. Invece di ignorare la situazione e accorgersene quando qualcuno si metterà l’attack per chiudersi una ferita perchè “me l’ha detto ChatGPT”.
Alla fin fine inevitabile.
Il problema delle ai è l’accentramento terrificante, pochissime aziende, di cui e anche una europea, ci diranno come gestire la nostra salute.
Tutto bello e efficiente….
….. se non fosse che l’IA alimenta il suo sapere anche tramite siti/video che diffondono falsi concetti scientifici.