L’Ambasciata ucraina in Italia ha ufficialmente emesso un comunicato in risposta alle mistificazioni storiche degli storici Barbero e d’Orsi ad un evento al PalaAsti di Torino

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di Socmel_

33 commenti

  1. Durante un evento pubblico a Torino, sono state dette molte cose dai professori Barbero e D’Orsi, tra cui anche sulla Crimea. E, «oh che sorpresa», dal palco sono emerse le consuete narrazioni del Cremlino. Non si può dire che ciò sorprenda, considerando quanto spesso commenti controversi e discutibili da parte di entrambi i professori siano stati espressi nel contesto dell’Ucraina.

    Nel corso di questo evento populista è emerso anche un pensiero interessante del professor Barbero. Citazione diretta:
    «Un paese che non conoscesse per niente la storia, un popolo che non conoscesse per niente la storia sarebbe un popolo più debole, più indifeso rispetto al popolo che la conosce. Anche un popolo a cui è stata insegnata una storia di parte, e questo già molto più frequente, è un popolo che ha dei problemi».
    È difficile non concordare con questa affermazione. Proprio per questo sorprende che, seguendo un simile principio, nei loro interventi i professori presentino i fatti storici sulla Crimea in modo distorto e semplificato, riducendoli a uno slogan politico sulla sua presunta «eterna appartenenza russa». Tale riduzione di complessi processi storici non rispetta gli standard di analisi accademica e contraddice i fatti storici consolidati.
    Se una simile logica venisse applicata in modo coerente, bisognerebbe dichiarare “storicamente appartenenti” a questo o quello Stato ampie parti del territorio europeo solo perché, fino al 1945, esse sono state periodicamente sotto il dominio di diversi imperi e formazioni statali, nonostante l’ordine internazionale del dopoguerra abbia chiaramente sancito il principio dell’inviolabilità delle frontiere e dell’uguaglianza sovrana degli Stati. La scienza storica, di norma, evita tali semplificazioni.

    Per questo riteniamo necessario ricordare le tappe chiave della formazione della penisola di Crimea.
    A partire dall’XI secolo, dopo la conquista delle steppe crimee da parte dei Polovzi, iniziò il processo di assimilazione della popolazione locale, prevalentemente di origine turca. L’isolamento geografico della penisola favorì la formazione di una identità distinta dei Polovzi crimei. L’invasione mongola portò nella regione una dinastia regnante discendente di Gengis Khan — un processo che avvenne in tutta l’Eurasia, compresa la Rus’. Circa mezzo secolo dopo, l’Islam divenne religione di stato dell’ulus crimeo dell’Orda d’Oro, consolidando definitivamente il nucleo etnico del popolo poi noto come i Tatari di Crimea.

    A partire dagli anni 1260, gran parte della costa meridionale della Crimea era controllata da Venezia e Genova, il che di per sé complica l’affermazione della «eterna appartenenza russa» della penisola.
    Alla fine del XIV–XV secolo, dopo il declino dell’Orda, i bey crimei elessero come sovrano Haji Giray, segnando la creazione del Khanato indipendente di Crimea. Nel 1475 i possedimenti genovesi e lo Stato di Teodoro furono conquistati dall’Impero Ottomano, e il khan crimeo riconobbe la supremazia del sultano, mantenendo però la sovranità interna.

    I secoli successivi furono un periodo di formazione del popolo tataro di Crimea, che incorporò diversi gruppi etnici.
    Solo nel 1771, dopo decenni di guerre, il Khanato di Crimea fu occupato dall’esercito russo, e nel 1783 annesso all’Impero Russo.
    Nel 1917 in Crimea si svolsero parallelamente processi di democratizzazione e rinascita della statualità tatara. Il primo Kurultai proclamò l’intenzione di creare la Repubblica Popolare di Crimea. Nel 1918 i bolscevichi presero il potere, scatenando il terrore rosso. Con azioni congiunte delle truppe ucraine sotto il comando di Petro Bolbochan, dell’esercito tedesco e dei ribelli tatari di Crimea, il regime sovietico fu temporaneamente rovesciato, e la Flotta del Mar Nero issò le bandiere ucraine.

    Nel 1921 fu creata un’autonomia in Crimea all’interno della Russia. Durante la Seconda Guerra Mondiale la penisola fu sotto occupazione tedesca. Dopo la fine del conflitto, le autorità sovietiche deportarono oltre 200.000 Tatari di Crimea, causando la morte del 20–25% della popolazione nei primi anni di esilio, in un episodio che presenta caratteristiche di genocidio. Deportazioni forzate furono subite anche da tedeschi, italiani, bulgari, armeni, greci e sudditi stranieri. Parallelamente fu attuata una sistematica modifica della composizione etnica della penisola e la distruzione della toponomastica storica.

    Nel 1954 la Crimea fu trasferita all’Ucraina per decisione delle autorità dell’URSS, tenendo conto dell’integrazione economica, della vicinanza territoriale e dei legami economici. Il trasferimento avvenne nel rispetto di tutte le procedure legali dell’epoca.
    Così, nonostante numerosi miti politici, la Crimea fece parte dell’Impero Russo dal 1783 al 1917, e della Russia Sovietica dal 1921 al 1954 (escluso il periodo di occupazione nazista). Per quanto ciò possa dispiacere ai “signori professori”, l’affermazione della «eterna appartenenza russa» non regge a un’analisi storica seria.
    All’inizio del XX secolo, la maggioranza etnica della Crimea era costituita dai Tatari di Crimea. I cambiamenti demografici furono il risultato di repressioni, deportazioni e politiche coloniali. Il ritorno di massa dei Tatari di Crimea fu possibile solo alla fine del periodo sovietico, con un ruolo chiave svolto dall’Ucraina indipendente.
    La presenza russa in Crimea non iniziò da un’eredità storica, ma dall’annessione militare. Tuttavia, i progetti imperiali hanno tradizionalmente la tendenza a definire l’espansione come «destino storico».
    Il 20 febbraio 2014 la Federazione Russa occupò militarmente la Crimea. L’occupazione portò a persecuzioni politiche, sparizioni forzate, limitazioni della libertà di espressione e di religione, militarizzazione dell’istruzione, distruzione del patrimonio culturale ucraino e tataro di Crimea e gravi minacce ambientali. Il popolo indigeno dell’Ucraina, i Tatari di Crimea, divenne oggetto di persecuzioni sistematiche per motivi etnici da parte dell’amministrazione occupante.

    Come giustamente osservato, la mancata conoscenza della storia rende i popoli vulnerabili. Il completo disorientamento avviene però quando la storia viene presentata non sui fatti, ma attraverso narrazioni già elaborate dalla macchina della propaganda russa.
    Un più ampio ricorso a fonti – archivi, musei, centri di ricerca e memoria storica viva dell’Ucraina – potrebbe ampliare significativamente le basi documentarie dei futuri interventi del professor Barbero e del suo collega D’Orsi, evitando la riproduzione della propaganda russa sotto forma di analisi storica.
    Pertanto, consigliamo ai professori Barbero e D’Orsi di visitare l’Ucraina quanto prima. Forse allora, professor Barbero, avrà modo di vedere con i propri occhi come il suo preferito Paese aggressore, la Russia, non abbia “la minima intenzione di annientare l’Ucraina come paese e come popolo” e di accertarsi nell’evidenza “che anche quando un missile russo colpisce un edificio civile a Kharkiv e ammazza dei civili lo scopo [della Russia] non è quello”.

  2. One_Needleworker_190 on

    Secondo la logica di Barbero dovremmo restituire tutto il Trentino, riprenderci la Dalmazia e l’Istria, riprenderci la Crimea.

    La Turchia dovrebbe riprendersi tutti i Balcani e il Medio Oriente, la Thailandia potrebbe riprendersi un bel pezzo d’asia sud orientale.

    BAH

    Aggiungo, Kaliningrad dovrebbe tornare in mano tedesca

    Che discorsi del cazzo dio santo

  3. Huge-Abbreviations-6 on

    Barbero dovrebbe limitarsi a parlare di medioevo

  4. Responsible_Routine6 on

    Infatti quando la Russia ha riannesso militarmente la crimea la popolazione si è rivolt… a no

  5. Zestyclose_Jello6192 on

    Barbero assolutamente ridicolo per sghignazzare in quella maniera su una questione recentissima che ha causato migliaia di morti

  6. WorldlyPollution2014 on

    Due dei miei comici preferiti, solo Vannacci e Salvini mi fanno ridere e piangere allo stesso tempo come loro.

  7. Dario24se on

    Mi piacerebbe sentire la risposta di barbero a riguardo, quello dell’ambasciata mi sembra un ragionamento solido accompagnato da fatti, è da capire perché loro non la pensino così.

  8. forse finalmente la gente si sveglia e capisce quanto è sopravvalutato Barbero?

  9. ScreamingSilicon on

    L’Italia si sveglia e si accorge che buona parte dell’Accademia è composta da sessantottini rincoglioniti che piuttosto che prendere atto del fallimento del comunismo, nella forma della caduta dell’URSS, preferiscono idolatrare un dittatore senza qualità.

    La guerra in Ucraina è stata una bella cartina di tornasole per vedere chi ha la testa infilata nel buco del culo.

  10. ThrowawayITA_ on

    Sì vabbè, secondo l’Ucraina se controlli bene c’è una macchina di disinformazione russa in qualche sgabuzzino nascosto a casa tua.

    Sono discussioni di alto livello tra storici ma è chiaro che l’ambasciata Ucraina sia di parte, ci mancherebbe, ma secondo me sono stati scortesi.

    Poi vabbè già le ambasciate dicono quello che vogliono, poi se è un paese aggredito in guerra non gli si può dire niente o sei anti-ucraina.

  11. taiottavios on

    assolutamente inaccettabile, dovremmo proprio imbracciare i fucili e partire alla volta di Mosca per dare una lezione a quei cattivoni dei russi!

  12. Esiste un link per il comunicato? Vorrei inoltrarlo alla mia famiglia

  13. VecioRompibae on

    Dall’invasione russa l’alta opinione che avevo di Barbero è crollata a zero

  14. theAstrogoths on

    Ridicolo che uno storico, apparentemente preparato come Barbero, si sia lasciato fottere il cervello dalla propaganda più becera e senza senso dell’universo

  15. paolokoelio on

    Top sintesi dell’OP. Per chi vuole una long form sulla storia della Crimea, c’è l’intervista di Federico Zanetti di Liberi Oltre a Rory Finnin, studioso di Slavistica e Ucrainistica di Cambridge: https://youtu.be/mfMcfmf-ud8?si=Ydwe77YplCd-2id4

    È in inglese con sottotitoli in italiano curati da me.

  16. cip-cip2317 on

    Avrebbe potuto usare la popolazione che dall’inizio del ‘900 è maggioranza russa, invece no, usa la storia, è con la popolazione che si disegnano i confini e non con la storia 

  17. tyler200298 on

    L’ambasciata ucraina non è super partes e anche il comunicato appare opaco e autoreferenziato. I fatti storici devono essere studiati, a ognuno poi trarre la sua conclusione, che non può essere uguale per tutti.
    La verità unica non esiste, tenetelo a mente.

  18. Attrezzista on

    Dei politici che vogliono spiegare la storia agli storici, ma che un realtà sono scollegati anche dal presente

  19. Desossiribo on

    qualcuno ha il link così me lo leggo? Grazie anticipatamente

  20. Sembra che Barbero sia attualmente anche oggetto di critiche per la sua posizione politica in merito al prossimo referendum sulla magistratura: [https://youtu.be/rKLtlBRkFMc?si=YsxkNvV3yyuHk_kS](https://youtu.be/rKLtlBRkFMc?si=YsxkNvV3yyuHk_kS)

    È chiaro che la politica italiana stia cercando di usare la sua fama di divulgatore a loro vantaggio, non mi è chiaro se ci sta cascando come un pollo oppure è proprio quello che vuole lui.

  21. Tricky-Task-1149 on

    Mah, la Crimea però aveva votato per l’indipendenza dall’Ucraina, esattamente come il Donbass ed il Luhansk (maggio 2016) o il Kosovo. Abbiamo indubbiamente riconosciuto il voto in Kosovo, ma non quello in Donbass o Luhansk.

    Tra l’altro l’indipendenza amministrativa del Donbass e Luhansk erano state accettate dall’Ucraina negli accordi di Minsk, che Zelensky si era impegnato ad applicare. Peccato che per la Merkel[ fossero solo un trucco per prendere tempo](https://www.wsws.org/en/articles/2022/12/22/ffci-d22.html). Secondo la Merkel inoltre (in un’intervista ad un partito anti-Orban) furono Polonia e Baltici a boicottare il dialogo con Putin che avrebbe potuto evitare la guerra.

  22. alagrotta on

    Barbero è un comunista la pensa da comunista ragiona da comunista e si comporta da comunista. Attenzione, lo dice lui di essere comunista, non è una mia supposizione. Visto che comunismo = nazismo casomai ci sarebbe da meravigliarsi che ci sia ancora qualcuno che lo stia a sentire. Ha solo una buona parlantina, come del resto l’avevano anche stalin e hitler

    La prossima volta che gli sentirete dire qualcosa ricordatevi di questo e capirete tante cose

  23. halfbloodsheik on

    Immagino tu sia un fan del popolo a cui 3000 anni fa è stato promesso…bla bla bla.

  24. maurino83 on

    Barbero dovrebbe limitarsi alla storia medievale. Ogni volta che lo sento parlare d’altro ê al limite dell’imbarazzo e del ridicolo

  25. Eomer444 on

    Se Barbero pubblicasse un video in cui dice che leccare il culo ai gatti fa vivere 10 anni in più ci sarebbero milioni di italiani pronti a leccare il culo ai gatti per strada.

  26. Agnul7eight on

    off-topic ma non troppo: c’è un intero corso di un prof. del YALE sulla storia dell’Ucraina su youtube. Stra affascinate se vi interessa

  27. Nikkibraga on

    Questo è quello che succede facendo virtue signaling.

    Molte persone hanno idolatrato Barbero per le sue opinioni e posizioni politiche, considerate “giuste” in quanto ad esporle è un intellettuale accademico e non un contadino sdentato con la terza media.

    Poi si scopre che anche un “intelligente” può avere idee di merda, e il castello di carte crolla rovinosamente al suolo.

    Che sia di lezione a tutti coloro (non faccio nomi) che millantano una certa superiorità morale ed intellettuale.

  28. ReturnOfTheSaint14 on

    Non mi ha mai convinto Barbero, principalmente perché uno storico che si rispetti non ragiona e agisce cone agisce lui. E infatti ci ho preso giusto,e la gente (soprattutto ragazze ahimè) che lo idolatrano solo perché “è colto” e quindi scatta quella cazzata della sapiosessualitá non ha fatto altro che elevare una persona moderatamente colta nella storia medievale come Barbero da storico e personalità di riferimento.

    La gente deve smetterla di trattare chi è intelligente come un cazzo di Messia, dovrebbero prendere spunto da loro e diventare intelligenti invece.

  29. Xanderele on

    Madonna ma in sto periodo sta facendo veramente molte cadute di stile: mi ricordo che di recente fece anche un evento con i 5S dove c’era pure Rita de Crescenzo, adesso questo. Non sembra esserci mai fine al peggio.

    D’orsi addirittura che pensava che fosse sempre stata dominio russo è veramente indecente.

    Ma poi come si fa a sghignazzare parlando di una roba così manco si stesse parlando del fantacalcio.

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