L’atleta skeleton ucraino Vladyslav Heraskevych ha perso il suo appello presso la Corte Arbitrale dello Sport (CAS) in merito alla sua squalifica alle Olimpiadi invernali 2026.

Il caso era incentrato sul design di un casco con ritratti di atleti e allenatori ucraini caduti. Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e la Federazione Internazionale di Bob e Skeleton (IBSF) hanno stabilito che il casco violava le regole che limitano le espressioni politiche o dimostrative durante le competizioni olimpiche.

Heraskevych ha contestato la decisione, sostenendo che il progetto era un atto di ricordo piuttosto che un messaggio politico. Tuttavia, il CAS ha confermato la sentenza originale, affermando che i regolamenti applicabili erano proporzionati e validi secondo le regole olimpiche.

Resta pertanto la squalifica.

È probabile che questa decisione scateni un ulteriore dibattito sui confini tra espressione personale, ricordo e neutralità politica nello sport internazionale, soprattutto nel contesto di una guerra in corso.

Cosa ne pensi: agli atleti dovrebbe essere consentito esprimere messaggi commemorativi durante le competizioni olimpiche o si dovrebbe applicare una rigorosa neutralità a tutti i livelli?

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di OkPerformance1868

1 commento

  1. markoh3232 on

    It’s just like dedicating a win to a country or a trainer or your* mam and paw.
    What happened was fickle and likely influenced by someone with more money, it’s a shame.
    Glory to the heroes, the living legends, the Ukrainian people.
    SLAVA UKRAINI.

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