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per la convenzione con lo stato che assegna a Radio Radicale la digitalizzazione degli archivi e le trasmissioni istituzionali, la radio si aspettava 8 milioni di finanziamento, sono ancora all metà. Nonostante le garanzie che aveva dato Meloni ad inizio anno.

La Camera ha deciso: Radio Radicale per il 2026 avrà 4 milioni per la trasmissione dell’attività delle Camere. Anziché otto. Ora il Senato potrà modificare o confermare. Se il contributo pubblico resterà dimezzato rispetto agli scorsi anni per radio Radicale ci saranno forti difficoltà. L’amministrazione ha già fatto sapere che gli stipendi di febbraio non saranno pagati nei termini.

In apertura della conferenza stampa di fine anno la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva dichiarato: “Il Governo intende presentare un emendamento al decreto Milleproroghe per garantire a Radio Radicale il contributo straordinario destinato alla digitalizzazione dell’archivio storico della testata. Un contributo che si somma a quello ordinario”. Il “contributo ordinario” sono i 3,8 milioni che la legge sull’editoria aveva già attribuito alla radio. Per l’archivio erano previsti altri due milioni, sui quali Meloni ha affermato di impegnarsi. Restava tuttavia fuori il grosso del finanziamento, otto milioni per la trasmissione delle sedute d’aula e delle commissioni parlamentari. Da Palazzo Chigi avevano fatto sapere che la questione era stata segnalata al ministero delle Imprese e del Made in Italy e che si attendeva risposta.

Ora i due milioni sono diventati quattro e rispetto agli anni precedenti ne mancherebbero sempre quattro.

E`abbastanza indecente la situazione, hanno già problemi con gli stipendi per pochi milioni di euro.

C’era il Buongiorno di Feltri l’altro giorno che parla di 6 centesimi all’anno risparmiati per italiano, e la perdita di uno dei migliori servizi informativi italiani (insieme a Rai News24), in compenso chissà quante sagre del porcino albino, della patata dorata e della salsiccia appiccicaticcia saranno finanziati in qualche paesino sperduto chissà dove.

Buongiorno

Per sei centesimi – Mattia Feltri

Probabilmente capirete in tre righe dove voglio arrivare, ma immaginate una radio che non manda in onda un secondo di pubblicità, non manda in onda una canzonetta, trasmette i lavori della Camera e del Senato, le riunioni del Consiglio superiore della magistratura, i congressi dei partiti, di destra, di sinistra e di centro, quelli dei sindacati, le assemblee della magistratura e delle camere penali, i convegni di natura politica, filosofia, letteraria, presentazioni di libri, rassegne stampa dei giornali italiani, rassegne dei giornali internazionali, approfondimenti sull’America e sulla Cina, sul carcere e sull’immigrazione, processi in tribunale, in appello, in corte d’assise, inaugurazioni dell’anno giudiziario, dibattiti, rubriche di cinema e di libri, cioè una radio totalmente fuori dal mercato, impegnata a rendere conto di tutto quanto non rendono conto gli altri che invece puntano a share e ricavi, e per questo, per il servizio pubblico altrimenti offerto da nessuno, e così indispensabile alla democraziariceve dallo Stato otto milioni di euro l’anno, con cui paga gli stipendi, ora però ridotti a quattro milioni per risparmiare un po’, ovvero per far risparmiare a ogni italiano l’equivalente di sei centesimi, quando tutti gli anni la Rai attraverso il canone riceve circa un miliardo e ottocento milioni di euro, più la pubblicità, con cui stipendia e retribuisce anche le sue ballerine, e immaginate dunque che alla radio i conti non tornino più, e sia destinata alla chiusura. Quello che non era riuscito a Giuseppe Conte sta per riuscire a Giorgia Meloni: chiudere Radio Radicale.

Radio Radicale, finanziamento dimezzato. “Adesso il pericolo è la chiusura”



di sr_local

5 commenti

  1. Fun-Basil-1314 on

    Sono liberale di centro (destra).

    Nulla di più importante di Radio Radicale.

    É fondamentale presidio.

  2. Opinione impopolare, ma a me sembra una stronzata continuare a finanziare la trasmissione in diretta di ogni singola seduta parlamentare, del CSM, ogni singola rassegna stampa di ogni singolo incontro etc…

    È perfettamente legittimo che vengano registrati tutti gli incontri e archiviati, così che chiunque possa accedervi per andare a vedere cosa si sono detti: e i soldi per quello ce l’hanno! Sono i 3,8 milioni PIÙ un contributo di 4 milioni extra.

    Quello che è stato tagliato è solamente la parte per la trasmissione in diretta. Ma chi cazzo se la guarda/ascolta? Puoi sempre vederla registrata. Non capisco. Ma poi 8 milioni? Come la mandano in diretta, con dei cavi di trasmissione d’oro?

  3. E’ l’unica radio di servizio che esiste in Italia, o perlomeno con questa ampiezza e profondità di servizio. 8 milioni sono briciole. Non vedo perché non prenderli direttamente dai soldi destinati alla RAI, che tanto col canone + pubblicità campa alla grande.

  4. Infinite-Flower-9271 on

    Ovviamente è sbagliato togliere questo servizio solo per risparmiare 6 centesimi a cranio, ma provo un godimento perverso nel vedere i Radicali frignare per ricevere l’elemosina dallo Stato (come hanno sempre fatto, del resto).

  5. -Big-Pussy- on

    stragodo diocan, i radicali sono il peggio reddit “ooh noi siamo completamente diversi broo tipo vogliamo l’erba ma siamo ultralib economicamente, siamo diversi dai mille minipartiti del cazzo che sono socialmente progressisti ed economicamente conservatori broo siamo diversi”

    come se decenni di ultraliberismo non abbiano trasformato il paese in cuccolandia ove i ricchi diventano sempre più ricchi e si scopano neonati nelle isole vergini. se sei liberale nel 2026 dovrebbero darti il tesserino per parcheggiare dove vuoi (truke)

    il loro presidente è anche un chiattone: azaelia banks parla molto di come un aspetto fisico inferiore mini la tua credibilità e ha 100% ragione

    unica cosa negativa è che quei soldi che “risparmiano” sopprimendo la radio tanto li mandano direttamente a israele

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