
Articolo completo: https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/dieta-mediterranea-nasce-la-nuova-piramide-alimentare-basata-sui-ritmi-biologici/
IL Società Italiana di Endocrinologia e l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica ridisegnano la piramide della dieta mediterranea tradizionale. Il nuovo approccio pubblicato su Current Nutrition Reports (https://link.springer.com/article/10.1007/s13668-026-00731-x)
La dieta mediterranea, modello di longevità invidiato in tutto il mondo, si aggiorna e diventa 3D, aggiungendo per la prima volta alla quantità e alla qualità dei nutrienti, anche la loro collocazione temporale in armonia con i ritmi biologici, ormonali e metabolici, nell’arco delle 24 ore.
La piramide “temporale” “La dieta mediterranea non è più solo una questione di cosa si mangia, ma soprattutto di quando lo si fa – dichiara Diego Ferone, Presidente SIE, Ordinario di Endocrinologia all’Università di Genova e Direttore U.O. Clinica Endocrinologica, IRCCS Ospedale Policlinico San Martino -. Le evidenze scientifiche più recenti dimostrano infatti che il metabolismo è profondamente regolato dagli ormoni e segue un’organizzazione circadiana. Ormoni chiave come insulina, cortisolo, melatonina, leptina e grelina oscillano nel corso delle 24 ore, modulando la risposta metabolica ai nutrienti, l’appetito, il dispendio energetico e la qualità del sonno. Mangiare gli stessi alimenti in momenti diversi della giornata può quindi produrre effetti metabolici differenticon implicazioni rilevanti per il rischio di sovrappeso e obesità e disfunzioni endocrine associate all’incremento ponderale, non solo diabete mellito di tipo 2 ma anche alterazioni della funzionalità delle ghiandole endocrine”.
La struttura della “cronodieta” mediterranea Il nuovo modello introduce la dimensione temporale, inserendo i simboli del Sole e della Luna accanto al disegno della piramide, per indicare i momenti migliori per consumare determinati alimenti. “Il simbolo del Sole suggerisce il consumo quotidiano entro la prima parte della mattina, per sfruttare la massima sensibilità all’insulina, di carboidrati complessi (cereali, pasta e pane preferibilmente integrali), legumi, frutta, verdura e ortaggi. Il simbolo della Lunaorienta invece verso i pasti serali, quando aumenta il rischio di picchi glicemici e accumulo di grasso, il consumo di proteine magre, verdure e alimenti “amici del sonno” come noci, semi e latticini, ricchi di triptofano e melatonina che favoriscono il riposo e la rigenerazione muscolare notturna”, spiega Luigi Barrea, primo firmatario del documento di aggiornamento e consigliere SIE, Ordinario di Nutrizione Clinica e Dietetica Applicata presso l’Università Pegaso di Napoli: “Infatti – aggiunge Barrea – consumare 40g di proteine prima di dormire può aumentare la sintesi proteica muscolare del 33%, contrastando la perdita di massa muscolare. E spostare il 5% dell’energia dai grassi ai carboidrati durante la colazione aiuta a ridurre drasticamente il rischio di sindrome metabolica”.
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di sr_local
4 commenti
Bellissimo
vedo con piacere che zucchine e banane sono almeno 2, così una si mangia.
Per come la vedo io il vino va in cima alla lista, molto bene /s
Proposta interessante