In questo giorno del 1964 a Ktima ebbero luogo sanguinosi scontri greco-turchi, che segnarono il culmine e il tragico epilogo di eventi iniziati nel dicembre 1963 a Nicosia e proseguiti con la generalizzazione degli scontri, il ritiro dei turco-ciprioti dal Consiglio dei ministri e dalla pubblica amministrazione, la creazione del "Linea Verde," la creazione di enclave turco-cipriote, il coinvolgimento della comunità internazionale e l’invio delle prime unità della forza di mantenimento della pace delle Nazioni Unite a Cipro.

    La mattina di sabato 7 marzo 1964 il mercato della cittadina di Ktima era invaso di gente. Il pomeriggio precedente era morto il re Paolo di Grecia e così, in onore del defunto, le scuole greche avevano chiuso e gli studenti erano stati licenziati anticipatamente, mentre centinaia di abitanti del villaggio erano scesi al mercato per fare la spesa per il giorno successivo, domenica grassa. All’improvviso, intorno alle 11, dai posti di guardia turchi hanno iniziato a sparare, sparando alla cieca contro la folla ignara, provocando scene di panico e confusione.

    Nel comunicato ufficiale dell’Ufficio Stampa e Informazione si legge: "I terroristi turchi hanno iniziato a sparare indiscriminatamente dai minareti e dagli edifici turchi fortificati nell’area del mercato di Ktima contro i greci che facevano acquisti nel mercato. Anche la nuova stazione di polizia all’interno del mercato è stata pesantemente colpita. Al momento dell’attacco c’erano circa 2.000 greci all’interno del mercato. Le forze di sicurezza hanno preso posizione e stanno difendendo la zona."

    L’attacco turco ha provocato la morte di sette persone (tra cui una ragazza di 15 anni, Galatea Christofidou) e decine di feriti, mentre più di 200 passanti di tutte le età, tra cui molte donne e bambini piccoli, sono stati arrestati e tenuti in ostaggio da gruppi armati turco-ciprioti. Un testimone oculare scrive delle ore che seguirono: "Quella notte fu forse la più da incubo che Pafos avesse mai vissuto. Sorse la domanda angosciosa: cosa sarebbe successo al resto degli ostaggi? Perché non hanno lasciato andare anche loro? Ne ucciderebbero alcuni?" Nei giorni successivi, le forze greche lanciarono un attacco e, nonostante le perdite, riuscirono a disperdere gli avamposti turchi. Gli ostaggi greci furono finalmente rilasciati. Nel frattempo, come descrive un altro testimone oculare, "il G/C ha ucciso un numero di ostaggi catturati pari a quello dei G/C catturati, 7, quanti erano stati uccisi quella stessa mattina"…

    Gli scontri sanguinosi di Ktima costituiscono uno dei capitoli più dolorosi del periodo 1963-1964. Nonostante l’intolleranza dell’epoca, essi non avevano precedenti nella loro portata e, nella maggior parte dei casi, nel modo in cui iniziarono "misto" zona dell’isola.

    https://i.redd.it/x9r6xcwyftng1.jpeg

    di Deep-Ad4183

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    5 commenti

    1. Dangerous-Camp115 on

      Can’t believe this is true. I thought Turkish-Cypriots were always the victims..

    2. There’s a bosphorus bridge for sale for the ones that believes “TCs started gunfire out of nothing.” DM me.

      Seriously such posts downgrades this sub.

    3. Actually it started on March 25, 1962, which bombs were detonated in the Ömeriye and Bayraktar Mosques in Nicosia. Following these events, two Turkish journalists were killed and the office of Rauf Denktaş, the President of the Turkish Cypriot Community Assembly, was bombed. It would be more accurate if the title was changed to Greeks slaughtered Turks in 1960s

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