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2 commenti
Nonostante le rassicurazioni del Pentagono sulla riduzione di capacità di lancio di droni Shahed e missili balistici iraniani, la situazione nello stretto di Hormuz rimane critica. Oltre le tre navi attaccate oggi, infatti, si aggiunge forse l’asset strategico più pericoloso dell’Iran:[centinaia di scafi carichi di mine, che potrebbero presto rendere il passaggio dello stretto totalmente impossibile](https://www.cnbc.com/video/2026/03/10/u-s-intelligence-sees-signs-of-iran-preparing-to-deploy-mines-in-strait-of-hormuz.html?&qsearchterm=mines).
Quello che mi chiedo è: si sapeva da 30 anni che gli iraniani avevano costruito questo stockpile, e che sarebbe stato utilizzato in caso di guerra totale contro il regime (che, diciamocelo, è quello che stiamo vedendo adesso); perché non adottare le contromisure necessarie? Anzi, domanda migliore: cosa guadagnano gli Statunitensi con questo conflitto? È rimasto un estremista al governo, il programma nucleare continua (seppur lentamente) e la regione è nuovamente destabilizzata. Quali obbiettivi strategici hanno raggiunto qui?
Ah, se solo ci fosse stato un modo per evitare tutto ciò. Non so, magari non cominciando un’altra guerra nel medio oriente…