
"Ci sono notizie che informano, ci sono quelle che ci fanno sorridere, ce ne sono altre che ci danno fastidio, e poi ci sono notizie come questa, che toccano la dignità e i principi più basilari delle pari opportunità, che discriminano per ragioni sociali, che ci ricordano la strada che dobbiamo ancora percorrere per permettere all’ascensore sociale di funzionare davvero. Nella scuola salesiana di Manique convivono due scuole, quella dei bambini ricchi e quella dei bambini poveri, i pasti sono diversi, soprattutto in termini di qualità, tra i bambini i cui genitori pagano la retta mensile e quelli che entrano nella scuola attraverso i cosiddetti ‘contratti di associazione’.
Faccio due dichiarazioni di interesse, una di carattere personale: ho due figlie al Colégio dos Salesianos de Lisboa, per le quali pago le rette mensili dovute, e sono sostenitore di un altro modello di finanziamento del sistema educativo pubblico, rivolto allo studente e non alla scuola, per consentire la libertà di scelta, la competizione tra le scuole e per limitare le differenze di partenza tra chi proviene da ambienti sociali e da un contesto più o meno privilegiato.
Cosa dice la notizia, originaria dell’agenzia Lusa e che l’ECO ha qui pubblicato? Alla Scuola Salesiana di Manique, a Cascais, ci sono alunni che pagano la retta mensile e altri che frequentano la scuola gratuitamente, grazie ad un contratto di associazione firmato con il Ministero dell’Istruzione per servire una rete pubblica insufficiente in quel comune. Ma “i pasti serviti in mensa sono diversi”, fatto confermato dallo stesso collegio, che ha attribuito la colpa al Governo: “È così perché lo Stato non ci permette di vendere i pasti dal regime privato a quello pubblico”. Lo Stato “paga 1,46 euro per ogni pasto” degli studenti sovvenzionati, una cifra insufficiente per poter “consumare i pasti come gli altri”, ha aggiunto il responsabile dei salesiani. Ho detto uguali, avrei potuto dire con la stessa qualità e valore nutritivo.
(…)"
di SantoInverno
2 commenti
O que torna tudo isto um pouco irónico é que o Colégio possuí identidade Católica e com congregação Salesiana, em que cujos principais destinatários da sua missão deveriam ser os pobres e aqueles em situação de risco.
Isto levanta ainda mais questões sobre a identidade das instituições religiosas hoje em dia e a razão pela qual talvez a Igreja Católica deva dar mais respostas do que fazer perguntas.
Ou seja, a solução sugerida é mover os alunos pobres para outra escola onde não vejam o que os “alunos ricos” comem…
Depois ainda culpa o colégio. Como se fizesse sentido exigir aos pais dos “alunos ricos” pagarem o filho deles e dos outros. O colégio exige uma prestação que dá uma refeição excelente. O Estado obriga a um valor que só dá para uma solução medíocre. Eu nesta situação só vejo um culpado, o Estado que desistiu de uma escola universal, para ter uma escola de pobres.