






Domani ricorrono esattamente 81 anni da uno dei momenti più bui della storia della nostra città, quando Sarajevo, appena sette giorni prima della sua liberazione definitiva, pagò un prezzo terribile per la libertà. Nella notte tra il 27 e il 28 marzo 1945, il regime ustascia, sotto il comando diretto del criminale Maks Luburić, giustiziò pubblicamente a Marijin-Dvor 55 nostri concittadini. Fu il culmine di un terrore senza precedenti che durava da metà febbraio, durante il quale Luburić "Sede" uccise almeno 783 abitanti di Sarajevo nei modi più brutali. Mentre le unità partigiane si avvicinavano inarrestabili alla città, le forze di occupazione cercavano disperatamente di incutere timore ai cittadini, impiccando "ilegalce" – antifascisti di ogni fede e nazione – ai castagneti che poi si estendevano dall’ex Manifattura Tabacchi fino al Museo Nazionale.
- Nel marzo del 1945, le strade di Sarajevo furono tappezzate di manifesti con i nomi e i verdetti di presunti criminali contro il cosiddetto NDH. Degli 85 patrioti nominati, 44 sono stati condannati a morte mediante fucilazione, e il resto a condanne a tempo che vanno da 3 anni all’ergastolo, mentre tre di quelli condannati a morte mediante fucilazione sono stati condannati a morte mediante fucilazione per decisione di Luburić. "graziato" e condannato a pene temporali. Sui manifesti sono indicati i numeri e le date delle sentenze. Luburić con questi manifesti sui presunti processi, grazie, ecc. ha voluto mostrare come agisce secondo alcune leggi. Per dimostrare il suo "lavoro legale"è accaduto anche che in assenza di un difensore, durante i processi estemporanei, un membro del collegio giudicante assumesse tale ruolo. Si trattava, infatti, di una copertura molto artificiosa per un criminale esperto e di un modo molto frivolo di coprire i crimini più sanguinosi e terribili. Il numero dei sopravvissuti, dei condannati a pene detentive, è molto piccolo, e il numero di coloro che sono torturati e uccisi è molto grande, senza che sia registrato da nessuna parte se non nel cuore di parenti e amici.
Oggi abbiamo testimonianze del genere Muhibe Sarićche da bambina correva per le strade alla ricerca del padre e dello zio solo per vederli appesi senza vita ai rami, ci ricordano tutta la crudeltà di quel tempo. Anche i crimini sono avvenuti a porte chiuse "casa degli orrori" come Villa Berković a Skenderija, dove dopo la guerra furono trovate raccapriccianti prove di tortura: dagli artigli e ferri del macellaio ai lunghi chiodi e calderoni per cucinare le persone.
Sebbene siano trascorsi più di ottant’anni, i nomi di coloro che quella notte diedero la vita per la libertà di cui godiamo oggi devono rimanere scritti nella nostra memoria collettiva.
I nomi delle persone uccise a Marijin Dvor sono: Omer Fazil Omer, Ragib Sarić, Camil Skando, Muradin Čobo, Hajro Hadžović, Mahmut Arslanagić, Hamid Avdić, Mustafa Spahalić, Hamid Talović, Hasan Hajdarević, Alija Meretlić, Salih Mujkanhodžić, Ahmed Vilogorac, Šućrija Lukavac, Afan Opijač, Huso Islamović, Lutvija Šaran, Pašo Avdić, Salko Zubčević, Avdo Mulahasanović, Edhem Kusturica, Pavle Pavlin, Anda Buđen, Ragib Kreho, Omer Delalić, Edhem Sarić, Muhamed Potogija, Mehmed Karamehmedović, Suljo Pašić, Stanko Rojnik, Kasim Sarić, Žarko, Veljko e Zora Odović, Mane Levnajić, Ana (Anka) Pauković, Štefanija Čerkez, Ilijas Smajlagić, Stanislav Keško, Hasim Šukrin, Ines Samardžić, Hamdija Hodžić, Mustafa Ćemalović, Marinko Tuševljak, Dušan Močević, Vladimir Mirković, Milan Živak, Mićentije Tadić, Milosav Mikailović, Joco Likić, Miloš Čikić, Milorad Petrović, Borivoj Perić e i giovani studenti delle scuole superiori Vidoje Stevic e Slobodan Nikolić.
Queste persone hanno dato la vita per la Sarajevo libera in cui viviamo oggi.
A loro la gloria e la lode eterna.
Morte al fascismo, libertà al popolo! 🇧🇦
Fonte: Sarajevo nella rivoluzione, Archivio storico di Sarajevo
https://www.reddit.com/gallery/1s5ep8l
di vratiosevalter
1 commento
Smrt fašizmu – sloboda narodu!
Ne smijemo zaboraviti borbu i stradanje antifašista u našoj državi, ljudi koji su se suprotstavili zlu kad je bilo najteže i najmračnije, a posebno ne dozvoliti istorijski revizionizam.