
In meno di due secoli gli italiani hanno guadagnato 54 anni di vita
L’analisi fotografa un’Italia in cui diminuisce la mortalità e migliora la speranza di vita. In soli dieci anni (dal 1995), la percentuale di popolazione che si descrive in “cattiva salute” è scesa dall’8% al 5,5%con le fasce più anziane che registrano i miglioramenti più significativi. Aumentano diabete, obesità e ipertensione, ma migliorano le abitudini al fumo
In Italiaad oggi, il tasso di mortalità si colloca a circa mille decessi ogni 100 mila abitanticon un’età mediana alla morte che è di 81,6 anni per gli uomini e 86,3 per le donne; la mortalità infantile è uno dei valori più bassi al mondo: 2,7 su mille nel 2023
Tra il 1990 e il 2023 la mortalità è diminuita del 43% tra gli uomini e di quasi il 40% tra le donnerendendo le geografie maschile e femminile sono oggi sovrapponibili: entrambe mostrano livelli più elevati nel Mezzogiorno, con Campania e Sicilia nettamente distanziate dal resto del Paese, indicando come la sopravvivenza in Italia sia oggi fortemente condizionata dal territorio di residenza. Più profondamente delle differenze territoriali, sulla mortalità incidono le disuguaglianze sociali: tra gli adulti di almeno trent’anni, quelli con bassa istruzione hanno una mortalità di circa il 40% più elevata rispetto a quelli con istruzione elevata
In generale, nonostante l’invecchiamento generale, la popolazione italiana si percepisce in buona salute. In soli dieci anni (dal 1995), la percentuale di popolazione che si descrive in “cattiva salute” è scesa dall’8% al 5,5%, con le fasce più anziane che registrano i miglioramenti più significativi.
Cambiano anche radicalmente le cause di morte e le minacce di salute. Se a inizio Novecento le malattie infettive (colera, tubercolosi, malaria) erano responsabili del 30% dei decessi totali e di un altro 30% le malattie dell’apparato respiratorio, oggi sono invece cresciute le malattie cronico-degenerative: i tumori sono passati dal 2–3% dei decessi alla fine del XIX secolo al 26,3% nel 2023e le malattie cardiovascolari dal 6–8% al 30%diventando dalla seconda metà del Novecento la principale causa di morte.
Sono aumentate le patologie cronico-degenerative e la multimorbilità (oltre 2 patologie nella stessa persona simultaneamente), che rappresentano la sfida per i paesi “ad elevato invecchiamento” come è l’Italia. Nel 2025 la multimorbilità caratterizzava 13 milioni di persone, oltre il 39% over 75.
Di pari passo è aumentata la diffusione di diabete e obesità, oltre che ipertensione. Nel 2025 il 6,4% della popolazione era affetto da diabete (nel 1980 era il 2,9%), e l’11,6% da obesità (5,9% nel 1990), con una maggiore prevalenza negli uomini, meno istruiti e residenti al Sud
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di sr_local
5 commenti
eh ma una volta si stava meglio, il neolibbberismo ci ha resi schiavi, ora lavoriamo e non abbiamo tempo libero
La salute è una conseguenza della ricchezza. È la ricchezza che dobbiamo difendere, la crescita economica, senza soldi è un attimo a tornare indietro.
“Ehhh si stava meglio una volta, dannato liberismo era meglio un tempo mio nonno con uno stipendio manteneva 10 figli e sua moglie”
Ma chi ha tradotto “Accidents” con “Accidenti”?
Che è successo poco prima del 1970? C’è un completo scambio tra morti “causa sistema circolatorio” e “altre cause”.