
Informazioni recenti indicano che le autorità russe, inclusa la cerchia ristretta di Vladimir Putin, stanno prendendo in considerazione la possibilità che Viktor Orbán e il suo partito Fidesz perdano le elezioni parlamentari di domenica 12 aprile 2026.
Fonti vicine al Cremlino hanno affermato che i funzionari russi si stanno preparando alla perdita del potere di Fidesz. Alcuni funzionari avrebbero addirittura ammesso che “anche con il nostro aiuto non avrebbero potuto fare nulla”.
In caso di sconfitta, Mosca dovrebbe cercare di spiegare il risultato come una “rivoluzione colorata” orchestrata dall’Unione Europea e dall’Occidente.
Péter Magyar e il suo partito Tisza sono in testa negli ultimi sondaggi d’opinione.
I sondaggi condotti dall’agenzia Median indicano che l’opposizione potrebbe ottenere un’ampia maggioranza, stimata tra 138 e 143 seggi nell’Assemblea nazionale.
Le possibilità di Orbán di restare al potere dopo 16 anni sono considerate al minimo della sua recente carriera.
Decine di migliaia di persone hanno preso parte alle proteste e alle marce anti-Orbán a Budapest con lo slogan “Primavera sull’Ungheria”.
Recentemente sono trapelati i dettagli di una telefonata segreta in cui Orbán avrebbe espresso la sua piena disponibilità ad aiutare Putin, paragonandosi a “un topo che aiuta un leone”.
I sovranisti rumeni hanno fatto propria la disinformazione anti-Ucraina e anti-UE utilizzata da Viktor Orbán nella sua campagna elettorale per il 12 aprile 2026.
Messaggi come “NOI NON PAGIAMO” o aspre critiche alle politiche ambientali e migratorie dell’UE vengono propagati simultaneamente in entrambi i paesi, servendo all’obiettivo del Cremlino di indebolire la coesione europea.
Le analisi tecniche mostrano che molti promotori di questi messaggi in Romania (come Cozmin Gușă o Ion Cristoiu) utilizzano un’infrastruttura online comune per diffondere teorie del complotto e narrazioni pro-Cremlino.
di OffaThatThang