
Di Michalis Michael
Oggi ricorre l’85° anniversario della fondazione di AKEL.
Questo anniversario rappresenta un’importante pietra miliare storica e politica per Cipro e il suo popolo. Dal 1941 ad oggi, AKEL ha tracciato un percorso lungo e complesso, inestricabilmente legato alle lotte, ai sacrifici e alle speranze della classe operaia e degli strati popolari più ampi del paese. La sua storia non è semplicemente la storia di un partito politico, ma un capitolo significativo nella storia cipriota moderna.
Le circostanze della sua fondazione
In questo giorno, il 14 aprile 1941, venne fondato uno dei partiti più storici di Cipro e il più antico ancora attivo oggi: il Partito Progressista dei Lavoratori, che, se includiamo gli anni trascorsi dalla fondazione del Partito Comunista di Cipro di cui è il successore, è attivo da un intero secolo.
La fondazione del nuovo partito venne a colmare il vuoto creatosi dopo che il Partito Comunista di Cipro fu messo fuori legge dai colonialisti britannici in seguito agli eventi dell’ottobre 1931. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, le misure restrittive furono allentate e fu consentita la creazione di partiti politici.
In questo contesto, il fuorilegge Partito Comunista di Cipro colse l’occasione e, in collaborazione con elementi progressisti dell’epoca, procedette alla creazione di una nuova entità politica.
I primi movimenti e iniziative
L’allentamento delle restrizioni ha portato altre forze politiche a prendere in considerazione la possibilità di formare un partito e così, poco dopo, è stata fondata la KEK come contrappeso all’AKEL.
Nonostante gli sforzi per raggiungere l’élite economica, non c’è stata risposta. Al contrario, il KKK illegale ha mostrato un vivo interesse per la creazione di una nuova organizzazione politica. Figure chiave come Plutis Servas e altri membri del KKK, così come la destra progressista, hanno svolto un ruolo decisivo nel dare forma all’iniziativa.
La fondazione di AKEL
Il 14 aprile 1941 si tenne una riunione a Skarinou, durante la quale fu presa la decisione di fondare AKEL. Fin dall’inizio il partito si definì democratico, antifascista e anti-hitleriano, allineandosi chiaramente con le forze che lottavano contro il fascismo.
AKEL è stata fondata durante uno dei periodi più turbolenti della storia umana, esprimendo il bisogno di libertà, giustizia sociale e dignità umana, e ha dovuto affrontare una feroce opposizione sia da parte della classe dirigente cipriota che della Chiesa, così come dei colonialisti britannici, che erano costantemente alla ricerca di un’opportunità per metterla fuori legge.
Attività durante la seconda guerra mondiale
Fin dal suo inizio, AKEL si è impegnata in un vigoroso attivismo politico e sociale. Nel 1943 prese la storica decisione di invitare i suoi membri ad arruolarsi volontari nell’esercito per combattere il fascismo hitleriano. La risposta è stata massiccia, con centinaia di membri che hanno partecipato attivamente alla lotta.
Dopo la fine della guerra, il partito prese anche la guida della lotta per la smobilitazione dei soldati ciprioti, opponendosi ai piani dei colonialisti di utilizzarli in altre guerre.
Lotte anticoloniali e sociali
Il periodo dal 1945 al 1955 fu segnato da intense lotte anticoloniali. AKEL si è battuto per il diritto all’autodeterminazione e per le libertà politiche, guidando anche le mobilitazioni di massa.
Gli eventi significativi di questo periodo includevano manifestazioni sanguinose, la persecuzione dei sindacalisti e l’incarcerazione degli attivisti. Il partito giocò anche un ruolo decisivo nello sviluppo del movimento operaio, ottenendo conquiste significative per i lavoratori, in particolare attraverso le lotte del 1948.
Gli anni Cinquanta e l’illegalità
L’AKEL fu anche un pioniere nell’internazionalizzare la questione di Cipro, sollevandola alle Nazioni Unite già nel 1949. Sostenne la lotta pacifica e di massa, distinguendosi dalle azioni armate dell’EOKA.
Nel 1955, le autorità coloniali britanniche misero fuori legge l’AKEL, arrestando dozzine dei suoi leader, tra cui il segretario generale Ezekias Papaioannou. Allo stesso tempo, il partito ha dovuto affrontare attacchi anche da parte di forze interne, ma ha mantenuto la calma, scongiurando il pericolo di un conflitto civile.
Dall’indipendenza al 1974
Con la fondazione della Repubblica di Cipro nel 1960, AKEL si adattò alle nuove circostanze. Sebbene non fosse d’accordo con gli accordi Zurigo-Londra, lavorò per consolidare l’indipendenza e la stabilità del nuovo Stato.
Ha sostenuto le politiche del presidente Makarios per preservare la Repubblica di Cipro, una posizione che l’ha portata in conflitto con le forze estremiste dell’epoca. Tuttavia, durante quel periodo, mentre l’AKEL adottò la posizione di raggiungere la piena indipendenza, fu coinvolto nella politica di unione fino al 1967 (posizione che il partito stesso definì errata), momento in cui si allineò pienamente e chiaramente a favore dell’indipendenza.
Il 1974 e la lotta per la riunificazione
Gli eventi del 1974 segnarono una svolta decisiva per Cipro. Il colpo di stato e l’invasione turca portarono alla divisione dell’isola. AKEL rappresentava l’unità, la sopravvivenza del popolo e la necessità di una soluzione pacifica.
Da allora fino ad oggi, è rimasto fermamente impegnato nella soluzione di una federazione bizonale e bicomunitaria, come previsto dalle risoluzioni delle Nazioni Unite.
Il corso contemporaneo e il ruolo di AKEL
Nell’era moderna, AKEL continua ad essere una delle forze politiche chiave di Cipro. Partecipa attivamente alla vita democratica, promuovendo politiche di giustizia sociale, uguaglianza e tutela dei lavoratori.
Ad oggi, rimane la forza politica più coerente che sostiene la liberazione e la riunificazione di Cipro sotto un sistema di governo federale.
Allo stesso tempo, favorisce i partenariati internazionali, promuovendo la pace, l’antifascismo e la cooperazione tra i popoli.
85 anni di lotta e visione
Oggi, 85 anni dopo la sua fondazione, AKEL è chiamata ad affrontare nuove sfide – come la disuguaglianza economica, la crisi climatica e gli sviluppi geopolitici – senza allontanarsi dai suoi principi fondamentali.
Combatte costantemente ogni giorno per i diritti della gente comune, difendendo ed espandendo le loro conquiste – che sono state erose dalla crisi economica – e difende i più vulnerabili, coloro che hanno perso la casa a causa dei pignoramenti, quelli con pensioni basse, e in generale si batte per una vita dignitosa per i gruppi vulnerabili della popolazione, in opposizione alle politiche neoliberiste.
di Deep-Ad4183