sarà capitato a tutti noi di leggere questo tipo di commenti, che descrivono l’Italia come un paese irrimediabilmente fallito, senza peso, senza industria e senza identità. quello che vedete nello screenshot non è un semplice sfogo, ma è una visione del mondo che ormai molti hanno interiorizzato.

    il problema qui non è la critica, che è sacrosanta, ma la trasformazione della stessa in identità. perché ad un certo punto non si sta più analizzando problemi e sfumature di un paese, ma si cerca di confermare un copione. e questo copione ha radici molto italiane.

    in primis c’è l’autodenigrazione come confort zone. dire che "tutto fa schifo" è rassicurante. se il paese è irrecuperabile, allora nessuno di noi cittadini deve prendersi responsabilità, nessuno deve mettersi in gioco per capire come migliorare. diventa un modo per non fare i conti col problema, un modo per non capirlo e trattarlo come fosse un qualcosa di esterno, che non ci riguarda. è una versione nostrana del nichilismo, mischia impotenza derivata dal problema che attanaglia noi cittadini, con l’assolutismo derivato dalla percezione di insolvibilità.

    poi c’è la confusione tra critica e catastrofismo. come già detto criticare è sano, ma dire che “non produciamo nulla”, “non contiamo niente”, “all’estero non ci vogliono” non solo non rispecchia la realtà, ma è soprattutto una forma di auto-mitologia negativa. una narrazione che non cerca di capire, ma anzi cerca conferme per un sentimento preesistente. è un filtro emotivo, mai un’analisi, perché essa si basa su dati e studio, non su percezione o esperienza personali. e molti fanno questo errore, pensano che il proprio vissuto sia una verità assoluta, una legge universale su cui basare tutto il contesto circostante.

    il risultato? una mentalità che non denuncia problemi, ma li amplifica. che non stimola il cambiamento, ma lo paralizza. che non nasce dalla lucidità, ma dalla sfiducia costante e volendo anche a priori. e la cosa ironica è che chi parla così, crede di essere "realistico" e superiore agli altri, deridendo chi la pensa diversamente, quando in realtà sta solo guardando il mondo attraverso una lenta distorta che rende ogni difetto un destino funesto.

    l’Italia ha problemi enormi, è innegabile. ma questa narrativa autodistruttiva non è una forma di consapevolezza, è anzi una forma di resa. e una comunità che si abitua alla resa, smette di immaginare alternative. è l’equivalente della morte, ma più filosofica. ed è questo morire mentalmente, che più di qualsiasi statistica, ci sta togliendo il futuro. Se i giovani migliori interiorizzano che "non c’è futuro"scappano (anche quando potrebbero restare e innovare). Se le imprese pensano che "tutto crollerà"non investono. Se i cittadini pensano che "la politica è tutta sporca"non votano più, lasciando spazio proprio ai peggiori.

    scusate per questo wall of text, ma volevo esprimere il mio pensiero riguardo ad una certa mentalità tossica. spero che apprezziate.

    voi che ne pensate?

    https://i.redd.it/l6812sjh6fvg1.png

    di Critical_Ideal99

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    22 commenti

    1. ZealousidealSalt1476 on

      A me sembra un’analisi perfetta e sono completamente d’accordo, complimenti per la lucidità!

    2. EvenProfession7739 on

      Perché perdere tempo coi coprofagi delle proprie stronzate? Lasciali perdere.

      A fa’ lo shampoo agli asini, si perde tempo, fatica e shampoo (antico proverbio italico).

    3. Pezzodimerda on

      Solitamente sono poveracci. Io in Italia sto benissimo, se gli fa così schifo che se ne vadano, e se se ne sono già andati cosa glie ne frega di cosa accade in Italia?

    4. fergastolo on

      Tutti hanno il diritto alla propria opinione, prendere queste come dati di fatto è tutta un’altra storia

    5. Notapostaleagent on

      Ho incontrato uno, credo su Reddit, che diceva non ironicamente che noi italiani non sappiamo organizzare assolutamente nulla, indipendentemente dal fatto che questo non sia vero e che abbiamo organizzato sia eventi che aziende di successo, magari non moltissime ma sicuramente lo abbiamo fatto.
      Però no, secondo questa persona noi siamo a priori incapacitati come se avessimo un malus nel nostro DNA. Non sono quello che si batte il petto per la mia “italianità” ma a tutto c’è un limite dai.

    6. Jenuinlizard on

      Chi scrive queste cose è circondato da ambienti meschini e degradati e proietta che sia così ovunque.

    7. Dracogame on

      Oddio difficile dargli torto… Analisi sempliciotta, ma l’Italia nel momento delle grandi scelte ha molto spesso fatto quella sbagliata. A na certa gli errori si accumulano e diventa difficile far finta di niente. 

    8. Francescok on

      Questo sub è un grande fan dell’auto denigrazione. Il messaggio riportato ha un sacco di inesattezze ma a noi piace raccontarla così, perché se si fallisce personalmente è più facile dare la colpa al sistema e agli altri piuttosto che mettere in dubbio se stessi

    9. Fakerrrrrrrrrrrrrrrr on

      Quando vai all’estero non affittano le case a noi italiani.. l’ultima che ho affittato, 8k per una settimana, assicuro che erano ben contenti.

      Dipende sempre da target amico mio.

      È vero che dai miei 150k di ral vedo probabilmente il mondo un filo più roseo rispetto a lui, ma sai che culo cubico mi son fatto per guadagnarli.

    10. x_Leolle_x on

      Il problema è l’efficienza. Lavoriamo un sacco, paghiamo un sacco eppure siamo messi medio/male a livello europeo. Se le risorse (lavoro, soldi, ambiente etc.) fossero usate oculatamente non saremmo in questa posizione oggi. In Germania non lavorano più di noi, però, al netto della crisi attuale, producono di più, sono più ricchi ed hanno servizi pubblici migliori. 

    11. The_Matt0 on

      È facile lamentarsi e non fare nulla, mentre fare qualcosa per cambiare (ovviamente nei propri limiti) è più difficile e richiede impegno.

    12. David0ne86 on

      A me invece fa piu’ ridere leggere questi post che tutto fanno tranne che provare come false le informazioni/opinioni del post originale. Vi limitate a dire “L’ITAGLIANO MMEDIO!11!1!!” il 90% delle volte oppure quando vi si chiede un confronto ve ne sciaquate le mani (per non dire qualcos’altro) “eh cercatelo su google”. Siete tanto inutili quanto chi scrive i post da doomers. Siete semplicemente l’altra faccia della medaglia. Se loro sono il nero, voi siete il bianco. Senza capire che ci sono varie tonalita’ di grigio in mezzo.

    13. trinita_lostraccione on

      “Non produciamo nulla”

      Diciamo che produciamo sempre meno con aziende sempre meno italiane.

      Per il resto non vedo errori.

    14. Trolltaire_ on

      In Italia ha dei grossi problemi oggettivi (burocrazia e giustizia inefficienti, salari da fame, mercato del lavoro rigido e con domanda scarsa, energia costosissima, sistema pensionistico insostenibile, debito enorme, classe dirigente di informo livello, etc…), tuttavia questo odio atavico per lo steso ha le sue radici nella cultura comunista che è anche causa di alcuni dei problemi sopracitati.

    15. mustard_ranger on

      Io sono sempre stato dell’idea che sta gente vada ignorata. Col tempo però ho cambiato idea. Se si continua ad ignorare, il loro rumore diventa segnale e altri iniziano a prendere i loro scleri dovuti a turbe mentali come giustificati e veritieri. Sono molto felice che si stia iniziando a costruire un fronte opposto come r/italiabad per segnalare queste stronzate.

      Un po’ di aneddotica personale: quando mi traferii in Germania per lavoro, avevo diversi conoscenti che erano interessati a sapere com’era la vita lì. Io mi ritengo una persona abbastanza oggettiva senza particolari fanatismi, quindi cercavo di riportare sempre tutti i pro e i contro che mi venivano in mente.

      Risultato? Tutti quelli con cui parlavano rimanevano sbalorditi dell’esistenza dei contro e praticamente rimuovevano completamente tutto quello che avevo detto nei pro e mi chiedevano sempre più domande sui contro. Alla fine tutti arrivavano alla stessa conclusione: “no allora non conviene la Germania, meglio la Svizzera o paesi come la Danimarca o l’Olanda”.

      In pratica la loro delusione arrivava dalla realizzazione che la Germania in questo caso (ma potrebbe valere per qualsiasi altro posto) era un paese sul nostro pianeta, nello stesso periodo storico, nello stesso universo, e abitato da esseri umani come noi. Quando scoprivano che non era l’Eden, la loro speranza si ancorava ad altri possibili nomi di paesi, sperando in una salvezza oltralpe per le loro anime.

    16. wednesdayskillsme on

      Io ho una teoria molto specifica sulla questione, cioé che il disfattismo, la cafoneria e l’immobilismo sono figli del modo di governare.

      L’italia ha sempre vissuto così: una casta di potenti intoccabili e una massa di poveracci sacrificabili.

      Chi é forte tratta l’italia e il pubblico come cose sue, chi é debole é italiano fintanto che porta qualcosa in tavola.

      Chi é un poveraccio é italiano a metà, i “veri italiani” sono quelli che le danno forma, e gli unici autorizzati a farlo sono ancora quei potenti

      E per me non é una situazione impossibile o che siamo condannati. Però per me, purtroppo é così. Non é “colpa degli italiani”, é colpa di chi ha in mano l’italia da sempre e non molla nemmeno un millimetro il potere che ha in mano, perché la sua sopravvivenza dipende da quanto riesce a sfilare all’italia

    17. Chiaramente non fa tutto schifo, ma dopo un po’ uno non ne ha più voglia e si rassegna. Non li giustifico, ma li capisco

    18. Bloody_Ginger on

      Commento solo vagamente correlato, ma me l’hai fatto venire in mente: questa cosa che abbiamo lasciato che l’orgoglio patriottico (non mi viene un termine migliore) diventasse appannaggio solo delle destre estreme è stata deleterea in molti sensi.

      Se riuscissimo a riappropriarci un minimo di quella sensazione (non tanto, né troppo seriamente) oltre a disinnescare un’arma molto potente di certi movimenti, secondo me riusciremmo anche a tamponare molto il fenomeno che descrivi

    19. CowboysfromLydia on

      Mi ha sempre fatto ridere/piangere che la gente che parla cosi male dell’italia e degli italiani, a tutto spettro partendo dalla cultura e dai valori fino supportare a episodi di razzismo contro gli italiani, se lo sente fatto di qualsiasi altro popolo poi apriti cielo.

      Perfettamente espresso da quelle due righe del commento:
      Gente estera non affitta casa agli italiani -> colpa degli italiani, ma sicuramente Italiani non affittano a stranieri -> colpa del razzismo dei subumani italiani

      Gli italiani tendono a giudicare il proprio paese e popolo con criteri che agli altri non applicano. Sempre durissimi con se stessi e mai con gli altri. Difendono gli altri ma mai i propri.

      Sta cosa mi ha sempre dato sui nervi.

    20. Xylit-No-Spazzolino on

      Piano però… tutto quello che il tizio in questione ha riportato è vero.

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