È`un articolo interessante (nulla di nuovo ovviamente) uscito su key4biz: AI europea, 27 strategie nazionali ci rallentano. Il Report

Analizza 25 paesi, tra cui i più importanti in Europa e italia inclusa ovviamente. Divide le sovranità in 5 modelli: mappa. Ovviamente l’EU (non UK) stanno nel secondo:

Un’analisi comparativa di 25 paesi mostra che solo gli Stati Uniti e la Cina si avvicinano alla sovranità “full-stack” (hardware, cloud, modelli, dati). Per il resto del mondo, la realtà è quella della dipendenza gestita, espressa attraverso quattro archetipi principali:
– 1 Sovranità “full-stack/ibrida”. (ad esempio Stati Uniti, Cina, Corea del Sud, Giappone): queste nazioni investono massicciamente in infrastrutture fisiche – fabbriche di semiconduttori e capacità di calcolo nazionale – per ridurre la loro dipendenza nel medio termine.
– 2 Sovranità normativa (ad esempio Francia, Canada, Germania): questa è la strada europea. Il controllo viene esercitato per legge (legge AI, GDPR) sulle infrastrutture che non sono di proprietà. Si tratta di una potente leva per rafforzare la fiducia, ma che non risolve la dipendenza da chip stranieri e infrastrutture cloud.
– 3 Il modello “Open-Yet-Local” (es. India, Brasile, Singapore): incapaci di competere sull’hardware, questi paesi si concentrano sull’inclusione linguistica e sul controllo dei casi d’uso locali, facendo affidamento su infrastrutture straniere pur mantenendo il controllo sugli strati culturali e applicativi.
– 4 Il modello di partnership (es. Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Australia): questi paesi danno priorità alla velocità. Accettano una profonda dipendenza tecnologica dai giganti tecnologici statunitensi in cambio dell’accesso immediato a capacità all’avanguardia.
Nessuno di questi modelli sfugge completamente alla dipendenza. Ma alcuni lo gestiscono strategicamente, mentre altri semplicemente lo sopportano. Il paradosso è chiaro: quanto più velocemente un paese cerca di implementare l’intelligenza artificiale, tanto più potrebbe finire per rafforzare proprio le dipendenze che pretende di ridurre.

Relativo a questo ieri stavo leggendo un report della Commissione Europa dove si parla della dipendenza dal Cloud Americano tra l’80 e il 90%: torta del Cloud market share in Europa.

L’articolo e il report sono molto semplici e precisi, quindi oltre a tutta la dipendenza per i servizi di Cloud, c’è da aggiungere tutta la dipendenza per hardware per i -notevoli- HPC presenti in Italia, se mai ci fosse imposto un blocco delle componentistiche (vedi Nvidia-Cina) l’Italia resterebbe ferma nell’unico ambito in cui eccelle (almeno la Cina sviluppa comunque i suoi chip con Huawei, T-Head, SMIC, etc…

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L’intelligenza artificiale (AI) non è più soltanto una tecnologia, è diventata un’economia e allo stesso tempo una catena di approvvigionamento geopoliticacon equilibri di potere, vulnerabilità e concentrazioni non troppo diverse da quelle che caratterizzano energia e materie prime. È questa la chiave di lettura proposta dal rapporto internazionale L’economia della dipendenza dell’intelligenza artificiale di Damien Kopp e pubblicato dalla Digital New Deal Foundation, che analizza 25 strategie nazionali e offre una fotografia lucida – e per certi versi disincantata – della competizione globale.

All’interno di questo scenario, spiega Kopp, solo Stati Uniti e Cina si avvicinano a una forma di sovranità “stack completo“, cioè alla capacità di controllare l’intera catena del valore. Gli Stati Uniti dominano i livelli più strategici (modelli, cloud, software) mentre la Cina ha costruito un ecosistema integrato e parallelo, sostenuto da investimenti pubblici e da una forte regia statale. Entrambi raggiungono i livelli più elevati di resilienza, ma anche queste superpotenze restano inserite in una rete globale di interdipendenze

L’Europa sceglie la via della sovranità regolatoria. I casi di Francia, Germania e Italia

È in questo contesto che si colloca l’Europa, che ha scelto una via distinta e coerente con la propria tradizione: la sovranità regolatoria. Attraverso strumenti come il GDPR e l’Legge sull’AIil continente ha cercato di affermare un modello basato su regole, standard e fiducia, ambendo a esercitare un’influenza globale pur senza controllare direttamente le tecnologie chiave.
È una strategia che ha prodotto risultati importanti sul piano normativo, ma che non ha risolto il nodo della dipendenza industriale. L’Europa continua infatti a importare chip, a utilizzare infrastrutture cloud in larga parte straniere e a fare affidamento su modelli sviluppati altrove.

All’interno di questo quadro comune, le principali economie europee mostrano traiettorie diverse ma convergenti nei limiti. La Francia rappresenta il caso più avanzato di sovranità regolatoria, grazie a un ecosistema di cloud “sovrani”, a una forte capacità istituzionale e alla nascita di attori come Mistralcon la sua recente strategia in 22 misure per provare a sviluppare un’AI più europea. Tuttavia, anche Parigi resta dipendente dalle GPU importate e dalle infrastrutture globali. La Germaniaforte di una base industriale e scientifica tra le più solide al mondo, fatica a tradurre questo vantaggio in una leadership visibile nell’AI, complice una certa frammentazione e una minore velocità nell’innovazione dei modelli. L’Italia, infine, ha puntato su una strategia infrastrutturale, investendo in supercalcolo e partnership industriali, ma rimane collocata in una posizione intermedia, con margini di miglioramento soprattutto sul fronte della governance e dell’autonomia tecnologica.

Lo svantaggio europeo per l’AI “non è strutturale, ma organizzativo”

La conclusione più rilevante del rapporto riguarda proprio l’Europa e ribalta una narrativa diffusa. Il ritardo europeo non è strutturale, ma organizzativo. Le competenze, le risorse e le infrastrutture esistono, ma sono disperse tra Stati membri e non pienamente integrate.

Questo dato suggerisce che il vero limite europeo non è la mancanza di capacità tecnologica, ma l’assenza di una strategia realmente integrata. In altre parole, l’Europa dispone del potenziale necessario per competere, ma non della massa critica operativa per farlo.

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Il report in pdf è qua: L’ECONOMIA DI DIPENDENZA DELL’AI

https://i.redd.it/jfvz3qra5owg1.jpeg

di sr_local

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