
Beatrice Venezi e il nuovo affondo: «L’orchestra della Fenice? Lì si tramandano il posto di padre in figlio». La replica: «Attacco gravissimo, non venga qui»
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di Socmel_
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Nuovo capitolo della saga “Beatrice Venezi alla Fenice”. Dopo le intense polemiche seguite alla nomina a direttore musicale stabile del prestigioso teatro veneziano su indicazione del sovrintendente Colabianchi, la Venezi si produce in un nuovo attacco diretto agli orchestrali che hanno protestato contro la sua nomina e li accusa di aver ricevuto il loro posto per ereditá.
Ricordiamoci che gli orchestrali della Fenice, come degli altri teatri stabili italiani, vengono chiamati in seguito a regolare concorso davanti ad una commissione esaminatrice e in varie fasi e non per chiamata diretta.
La polemica si combina con l’altra frecciatina all’ultimo direttore stabile del teatro, Diego Matheuz, in cui la Venezi ha asserito di essere stata nominata senza aiuti esterni, al contrario di Matheuz, che veniva sponsorizzato dal grande direttore Claudio Abbado.
Come se lei non fosse dov’è per chi è suo padre
Non venga qui?! Ma è pubblico il posto?
Madonna questa sta facendo più drama di un gruppo Facebook nel 2016
Pikachusorpreso
Ahahah parla quella messa li per parentela e affinità politiche
L’arroganza e miseria mentale della destra è sempre sorprendente
Solito squadrismo di sinistra
È inutile girarci intorno, negli enti lirici e nelle principali fondazionj teatrali è in atto un tentativo di colonizzazione da parte della destra. Non è molto diverso da quanto fatto in passato ad opera di altre forze politiche, tuttavia nel caso Venezi e in altri simili due dettagli essenziali fanno la differenza: il criterio di merito e la condivisione della scelta. Tra le fila dei sostenitori di FdI e Lega è più difficile trovare figure di spessore ed esperienza in ambito culturale, perciò il caso della Fenice è diverso da altri come quello della nomina di Luca De Fusco ai Teatri Romani. Lei a differenza del regista napoletano non ha esperienza e curriculum adeguati, quello che hanno in comune è la “caduta dall’ alto” delle nomine, avvenute senza un dialogo con gli enti locali, spesso co-proprietari delle strutture e delle compagnie, con le associazioni di categoria dei lavoratori e quelle degli appassionati.
Tra poco dirà che tutti gli orchestrali hanno fatto pubblicità agli shampoo
Pensasse alle destre che imboscano i parenti e le amanti nei posti pubblici
Indipendentemente dalle questioni politiche, bisogna anche accettare che l’orchestra non sia di proprietà degli orchestrali. Esistono decisioni che possono non piacere e che ogni professionista impara ad accettare. Saranno poi i fatti – pubblico, incassi, successo, a determinare il destino del direttore. La levata di scudi ad oltranza è inaccettabile per chi gestisce un teatro e a questo punto bisogna o arrivare ad una pace che consenta di lavorare o ad un reset dell’orchestra.
La scoperta dell’acqua calda
Quello che so su questa persona lo so contro la mia volontà lol
Ogni accusa è una confessione, come tutte le volte che la destra apre bocca.