Pochi giorni fa sono state pubblicate le nuove indicazioni nazionali per i licei del Ministereo Istruzione (si quelle di cui tutti hanno parlato… ma solamente per dire la propria su Dante al primo, settimo, tombola, anno) che —per fortuna— includono per la prima volta l’apprendimento della AI e il suo utilizzo. Inoltre l’Accademia dei vorrebbe creare un "Cern Europeo" per l’Intelligenza Artificiale.

    L’Accademia dei Lincei ha ospitato una discussione di alto livello sulla possibilità di creare un polo europeo per l’intelligenza artificiale sul modello del CERN di Ginevra, pochi giorni dopo il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha reso pubblica la bozza delle nuove Indicazioni nazionali per i licei, nelle quali l’AI entra per la prima volta nei programmi scolastici italiani

    E "Cern Europeo" per l’Intelligenza Artificiale, la proposta dei

    Il primo fronte su cui vale la pena soffermarsi è proprio quello istituzionale: il 2 marzo scorso la sede romana dei Lincei, tra le più antiche accademie scientifiche d’Europa, ha ospitato un confronto alla presenza della ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Sul tavolo, la proposta di costruire in Europa una infrastruttura di ricerca comune sull’intelligenza artificiale, ispirata al modello del CERN, il grande laboratorio di fisica delle particelle nato a Ginevra dopo la Seconda guerra mondiale per mettere insieme risorse, strumenti e scienziati di più Paesi europei. L’idea, sostenuta dal presidente dei Lincei Roberto Antonelli e dal vicepresidente Carlo Doglioni, è che l’Europa possa dotarsi di un centro pubblico di eccellenza, fondato su banche dati e codici aperti, cioè accessibili e verificabili da chiunque, con una governance indipendente dai grandi gruppi privati e, soprattutto, dalle Bigh Tech

    L’AI entra a scuola, le nuove Indicazioni nazionali per i licei

    L’altro fronte si apre sui banchi di scuola. La bozza delle nuove Indicazioni nazionali per i licei, pubblicata dal Ministero guidato da Giuseppe Valditara e ora in fase di consultazione con docenti, famiglie e studenti, dedica per la prima volta un paragrafo esplicito all’intelligenza artificiale e lo fa in attuazione della legge 132 del 2025 , la prima norma italiana organica sull’AIentrata in vigore a ottobre e costruita in parallelo all’AI Act, il regolamento europeo approvato l’anno precedente. Il tono non sembra essere quello degli slogan: il testo dice che l’AI entrerà nei licei «come territorio critico da governare»con l’obiettivo di formare una coscienza digitale capace di «distinguere tra la simulazione algoritmica — la doxa — e il sapere validato — l’epistéme»

    L’ottimistica conclusione, che arriva già in ritardo (ma quello è il meno, non è poi cosi tardi) e con insegnanti non in grado di spiegare alcunchè, poichè il Minstero che non finanzia praticamente nulla come ulteriori corsi di approfondimento:

    Oltre le logiche di mercato, governare l’algoritmo

    I due fronti, l’altissima ricerca e i banchi del liceo, sembrano parlarsi a distanza; in entrambi i casi si assume che l’intelligenza artificiale, ben lungi dall’essere considerato uno strumento neutro, sia un ambiente culturale ed economico che richiede argini pubblici…infatti i Lincei chiedono laboratori trasparenti e finanziati con risorse comuni; le Indicazioni per i Licei chiedono ragazzi capaci di leggere ciò che esce dagli algoritmi senza dipenderne…in entrambi i casi si prova a sottrarre la tecnologia alla sola grammatica del mercato, che pure non sparirà, ne siamo certi.

    Unica nota positiva: almeno al Ministero sono consapevoli della questione.

    https://www.avvenire.it/rubriche/artifici/ai-nei-licei-e-ricerca-pubblica-la-via-italiana-per-governare-gli-algoritmi_107552

    di sr_local

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    2 commenti

    1. MonsieurCellophane on

      Potrebbe essere utile un ente di orchestrazione dei centri di coordinamento degli organismi di ricerca sugli strumenti di AI fatti negli USA

    2. Giulio_Andreotty on

      Sarà estremamente curioso vedere cosa succederà quando esploderà sto bubbone dell’AI e ci si renderà conto che un dipendente umano costa meno di un agente AI

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