
Stavo ragionando sulla cronica mancanza di posti negli asili nido e mi chiedevo da dove nasca questo divario così netto con la scuola dell’infanzia o la primaria.
Mentre per i bambini dai 3 anni in su il posto è garantito a tutti, per la fascia 0-3 ogni anno sembra di partecipare a un terno al lotto. Molte famiglie restano fuori dalle graduatorie comunali e si ritrovano a dover scegliere tra strutture private molto distanti da casa o soluzioni di emergenza che complicano parecchio la logistica quotidiana.
Immagino che pesino molto i costi di gestione, il rapporto educatori-bambini che deve essere più stretto e gli orari più lunghi (rispetto all’infanzia), ma mi sembra comunque strano che ci sia una discrepanza così forte tra i due servizi.
Dall’articolo "Nel 2023 il tasso di copertura ha raggiunto il 31,6 per cento: significa che ci sono in media 31,6 posti ogni 100 bambini, cioè viene coperto meno di un terzo del fabbisogno."
Mi piace l’ottimismo dell’articolo che parla di aumento posti per gli asili nido, ma l’obiettivo UE mi risulta sia di coprire il 45% entro il 2030. Temo sarà il calo delle nascite ad andargli incontro più che l’effettivo adeguamento delle strutture.
Secondo voi è solo una questione di budget dei singoli comuni o c’è proprio un motivo strutturale per cui il nido non viene gestito con la stessa capillarità della scuola materna? Qualcuno che lavora nel settore o che ci è passato ha qualche idea in merito?
https://www.ilpost.it/2026/02/06/aumento-posti-asili-nido-italia/
di Dangerous-Education3
8 commenti
Io credo sia semplicemente una conseguenza del fatto che non è scuola dell’obbligo. Dall’asilo in poi lo stato è obbligato a fornire il servizio scolastico per cui da decenni tutto l’apparato statale si è configurato per funzionare in questo modo.
Il nido non è un obbligo, essendo un servizio a parte è pacifico che non può essere altrettanto efficiante perché lo stato spende prima per le cose che deve fare e poi per tutto il resto, e soldi giocoforza non sono mai sufficienti.
Inoltre fino a qualche decennio fa, prima della mobilità lavorativa che abbiamo ora, era abbastanza normale tenere i bambini con i nonni fino ai 3-4 anni per cui era anche un servizio meno necessario.
Penso sia perchè almeno fino agli anni ’90 stare a casa con la mamma (o con i nonni) era la normalità e il nido l’eccezione, quindi c’era anche meno domanda.
Oggi invece ci sono più mamme che lavorano full o part time e si diventa (genitori e quindi) nonni in età più anziana: mia sorella aveva le due nonne sui 60 e si gestivano tranquillamente mia nipote tutta la giornata, ora mia madre ne ha 70 e mia suocera 75, tengono mia figlia due pomeriggi a testa, ma è già faticoso così.
In più c’è la mobilità lavorativa: non so se sia perchè è un nido comunale, ma nel nostro asilo siamo tra i pochissimi “autoctoni”. Quasi tutti gli altri genitori si sono trasferiti qui per lavoro e i nonni ce li hanno al sud.
Colpa dei baby pensionati.
Se si era madri con figli e dipendente pubblico si poteva andare in pensione dopo 14 anni, 6 mesi e un giorno. Quindi praticamente si faceva la casalinga pagata. Conveniva tirare da soli i figli che mandarli all’asilo nido.
Quindi non si è creata quella rete di asili nido che sarebbe avvenuta in un paese con più donne lavoratrici. Metti conto che poi c’era il salvagente dei nonni ed ecco là.
Ora siamo in ritardissimo e semplicemente la costruzione di nuovi asili nido ha sempre priorità bassa rispetto ad altre spese “urgenti”.
Oltre a quanto è già stato detto, gli asili nido sono molto più cari di base perché le necessità dei bambini piccoli portano a norme che determinano il rapporto n. educatrici:bambini minimo alto. Per i lattanti credo che il minimo assoluto sia 1 educatrice per 5 bambini ma potrei sbagliare
I nidi sono ovunque, ma di pubblico c’è pochissimo. Quando era il turno dei miei figli (2013) ricordo che c’erano solo due strutture disponibili, per un totale di 60/70 posti. Un comune di circa 100k abitanti e si faceva domanda già in gravidanza, liste di attesa infinite e ad oggi la situazione è identica.
Pieno di asili a pagamento (circa 450 euro mensili) e questi due brufoli sul culo elitari in cui si paga secondo isee.
Perché non è ben regimentata, ha dei costi umani elevati e gestire i bambini 0-3 anni significa scontrarsi con la popolazione genitoriale più abietta e acida della storia, dove ogni giorno dovresti litigarti perché il pannolino della piccola Gaietta è più stretto di quello del piccolo Davide, le è venuta l’irritazione e hanno dovuto pagare un centone per il dermatologo
Penso che siano più semplici da gestire, meno personale necessario, meno problemi da corse, cadute etc etc
Un nido deve garantire 1 educattore/trice (99% donne, ma tant’è) ogni 6-8 bambini, in base all’età. Il rapporto per la scuola dell’infanzia è 1:20 – 1:28. Fate voi i conti…