I giocatori di Spalato furono i primi e i più concreti a ribellarsi contro l’occupazione fascista, in agosto quasi tutta la squadra si unì alla prima squadra partigiana di Spalato, dopodiché gli ustascia li fucilarono vicino a Sinj. Gli Hajdukov rimasero in città anche dopo la capitolazione dell’Italia nel 1943, quando fu rioccupata dalle forze ustascia-tedesche. All’inizio dell’aprile 1944, secondo gli scritti di Drago Gizdić, la direzione del partito per la Dalmazia concluse che “sul territorio liberato (Visu), la squadra di calcio di Spalato Hajduk dovrebbe essere ricostituita al più presto possibile, come squadra NOV nell’ambito dell’Ottavo Corpo. È noto che questo pioniere del nostro calcio, molto rispettato e amato dalle masse, sia in Dalmazia che oltre, ha interrotto la sua attività sportiva durante l’occupazione italiana. Tutti gli sforzi degli italiani I fascisti che volevano che l’Hajduk tornasse in campo con il nome di Spalato fallirono, perché i membri dell’Hajduk erano già massicciamente dalla parte del NOP.

L’eventuale adesione di Hajduk al movimento partigiano fu un atto politico di enorme importanza. La più popolare squadra sportiva croata si unì alla lotta antifascista e diede apertamente legittimità all’idea di una nuova Jugoslavia e alla lotta per la sua organizzazione socialista. Attraverso il Comitato di liberazione popolare locale di Spalato, è stato inviato un invito al segretario dell’Hajduk, Šima Poduje, per presentare il NOVJ, che avrebbe dovuto inoltrare a tutti gli allenatori e giocatori attualmente in città. In risposta, Poduje ha detto: “Non ho dubbi che qualsiasi giocatore rifiuterà questo onorevole invito, soprattutto perché si tratta di rendere popolare il nostro NOB all’estero”. Il passaggio al territorio libero fu presto attuato. Già il 2 maggio i giocatori sono stati trasferiti a Vis, dove hanno prestato giuramento partigiano, e il 7 maggio si è tenuta un’assemblea del club in cui l’Hajduk è stato restaurato come squadra ufficiale dell’esercito partigiano. Nell’anno e mezzo successivo, l’Hajduk viaggerà attraverso sette paesi di tre continenti, giocherà 90 partite e ne vincerà 74, il momento clou fu la partita del 23 settembre 1944 contro la squadra militare della Gran Bretagna, giocata a Bari davanti a più di 40.000 spettatori.

L’obbligo a cui erano obbligati dal nome datogli 106 anni fa è stato sicuramente adempiuto meglio nella storia dell’Hajduk dai suoi partigiani, che hanno inviato una lettera aperta ai loro concittadini di Spalato con un visto gratuito in cui spiegavano le loro motivazioni, concludendola con “La nostra città natale, ha schiavizzato ma non ha mai conquistato Spalato”. La lettera è qui riprodotta integralmente.

SALUTI A SPALATO, LA NOSTRA CITTÀ NATALE, DAL TERRITORIO LIBERATO!
Il vostro Hajduk, il primo rappresentante dello sport dalmata, che vi ha reso famoso in 33 paesi e quattro continenti, è oggi libero dopo tre anni di persecuzione fascista-ustascia – nel territorio liberato e a San Doimo, vostro patrono, si rinnova sotto gli auspici della Lotta di Liberazione Nazionale per continuare a percorrere la via di una nuova gloria e grandezza, libero nel libero sport.
Il vostro animale domestico non ha potuto più sopportare la crudeltà degli Svevi-Ustaša, perché non ha voluto servire gli oppressori della lotta, ha martirizzato la croata Spalato e tutto il popolo croato, come anche tutti i popoli della Jugoslavia, e ha scelto la via della libertà, dell’onore, dell’orgoglio e della gloria, condannando e disprezzando il governo traditore dei profughi guidato dal re e la cricca di Maček.
Nemmeno la persecuzione delle famiglie dei giocatori, attaccata dagli sciocchi svevi-ustašani, ci potrà spezzare. Camminiamo con la fronte luminosa e orgogliosa nella libertà e nell’indipendenza, per contribuire con il nostro contributo alla sacra lotta di liberazione nazionale attraverso lo sport.
Nostra cara Spalato, città eroica, presto ritorneremo da te, ma allora lo straniero pagano e i suoi servi non calcheranno più la nostra terra santa.
La nostra città natale! Poiché finora abbiamo adempiuto coscienziosamente e risolutamente alla nostra vocazione sportiva, faremo ancora di più ora che, come combattenti del NOVJ, rappresentiamo la nostra sacra lotta di liberazione nazionale, che, con i sacrifici dei suoi migliori figli e figlie, crea una Croazia libera in una nuova, più felice, democratica, federativa Jugoslavia.
Non temere, nostra Spalato, non ti metteremo in imbarazzo, ma ritorneremo di nuovo, orgogliosi di aver dato, da parte nostra, tutto ciò che era in nostro potere per la tua libertà, per la libertà del popolo croato e di tutti i popoli della Jugoslavia.
Costruisci il nostro! Vi salutiamo da questa nostra storica assemblea, orgogliosi di essere vostri figli, perché i vostri sacrifici in questa santa lotta di liberazione sono già diventati leggendari. I vostri sacrifici e il vostro coraggio, così come i sacrifici e il coraggio dei vostri figli e figlie, saranno la nostra guida nel nostro ulteriore lavoro.
Promettiamo che faremo tutto ciò che è in nostro potere per dare il nostro contributo alla lotta di liberazione nazionale il più ampio e significativo possibile, sotto la guida del Comitato Nazionale, guidato dal più grande figlio del nostro popolo e di tutti i popoli della Jugoslavia: il maresciallo Josip Broz Tito.
Alla nostra città natale, Spalato schiava ma mai conquistata, il nostro saluto di battaglia

MORTE AL FASCISMO – LIBERTÀ DEL POPOLO!

Fonte e testo più dettagliato: SFIDARE I POTENTI PROTEGGERE I DEBOLI

Testo aggiuntivo: A Vis, 82 anni fa, Bijeli si ristabilì come HŠK Hajduk, una società sportiva croata, con il canto dell’inno Lijepa naša.

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di splicanin123

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3 commenti

  1. Ok-Avocado7473 on

    Zaboravili ste spomenuti Građanski koji im je nabavio dresove da mogu igrati.

  2. Ok_Detail_1 on

    Dakle, Hajduk je počeo ispočetka kap novi klub i nova tvrtka. Iako ih Jugoslavenska liga nije izbacila i Jugoslavija ili Banovina Hrvatska prsvno likvidirala.

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