[https://energyville.be/blogs/energie-dossier-2024/](https://energyville.be/blogs/energie-dossier-2024/) 10 Domande urgenti per i politici. Dossier energetico più ampio (tempo di lettura: 20 minuti) disponibile a pagina 1. Clima: continuare a bruciare energia fossile può essere costoso Oggi in Europa vengono importati ogni mese 25-60 miliardi di euro di combustibili fossili. Per questi combustibili dipendiamo completamente dall’estero, come ha dimostrato la recente crisi del gas russo. L’energia solare ed eolica un tempo erano progetti costosi e praticamente inaccessibili, ma ora sono più economici dell’elettricità ricavata dal carbone o dal gas. Se le Fiandre o il Belgio decidessero di non partecipare sufficientemente all’azione per il clima, ciò potrebbe sembrare più conveniente a breve termine, ma a lungo termine ciò è dannoso per il portafoglio, perché poi dovremo acquistare certificati di emissione e alla fine dovremo recuperare. # 2. Industria: è necessario un piano generale strategico Il Belgio può essere un paese piccolo, ma ha un vasto settore industriale in Europa che necessita permanentemente di molta energia. L’industria petrolchimica, la produzione di metalli (come acciaio e alluminio) e le aree portuali costituiscono il nucleo di questo settore. C’è un’importante industria del cemento in Vallonia. Anche l’industria alimentare e molte PMI consumano grandi quantità di energia, mentre i data center rappresentano una fonte crescente di consumo energetico. Le industrie petrolchimica e siderurgica in Belgio sono sotto pressione a causa della forte concorrenza. Gli Stati Uniti e la Cina stanno sostenendo in modo aggressivo gli investimenti sul clima, aumentando la concorrenza internazionale. Anche in Europa c’è una forte concorrenza. La domanda che sorge spontanea è come possiamo affrontare queste pressioni sul nostro settore. È essenziale che esista un piano generale ben ponderato che indichi se e come vogliamo sostenere determinate attività industriali con i soldi del governo. Sebbene alcuni partiti politici abbiano proposte per tutelare la competitività industriale, questo è un tema che viene discusso principalmente a livello europeo. È un tema complesso, raramente trattato nei programmi dei partiti e certamente non quantificato. # 3. Infrastrutture elettriche: c’è un rapido bisogno di investimenti Le auto elettriche, le pompe di calore, ma anche i nuovi processi industriali, richiederanno molta più elettricità di oggi. Il nostro consumo totale di energia diminuirà, ma la domanda di elettricità dovrà raddoppiare o triplicare. EnergyVille ha calcolato che è necessaria una forte espansione delle infrastrutture elettriche per mantenere la bolletta energetica a prezzi accessibili e la fornitura di elettricità affidabile. Negli ultimi anni abbiamo visto quanto impegnativo si sia rivelato il caso Ventilus. Ma in futuro, se vogliamo mantenere la nostra energia affidabile e a prezzi accessibili, dovranno essere risolti molti più problemi infrastrutturali. # 4. Prezzi dell’energia: prezzi corretti dell’energia sono più importanti dei sussidi In Belgio, l’elettricità è quasi quattro volte più cara del gas, perché tutti i tipi di costi e imposte vengono addebitati sulla bolletta dell’elettricità e molto poco su quella del gas. Gli investimenti climatici come le pompe di calore e l’elettrificazione dei processi produttivi sono intrinsecamente redditizi, ma ciò non significa che decolleranno. Per renderlo redditizio, l’elettricità dovrebbe essere solo da 2 a 2,5 volte più costosa del gas, come avviene in diversi paesi dell’UE. Mantenere il gas quanto più economico possibile non è una soluzione, nemmeno per le famiglie vulnerabili. I costi della rete gas saranno a carico di sempre meno persone e quindi aumenteranno notevolmente per chi non potrà investire nelle pompe di calore. Se non raggiungiamo gli obiettivi climatici, il Belgio dovrà acquistare certificati di emissione per un valore potenzialmente di miliardi di euro. Se il rapporto tra prezzo del gas e prezzo dell’elettricità fosse più equilibrato, si potrebbero anche abolire i sussidi per le pompe di calore, che ora raggiungono un gruppo target che ha la possibilità di investire. # 5. Ristrutturazione: la ristrutturazione è più che un semplice isolamento. Le emissioni provengono, tra le altre cose, dalle caldaie a gas e petrolio dei nostri edifici. Le soluzioni sono ovvie in aree puramente tecniche. La ristrutturazione non riguarda solo l’isolamento delle case, ma anche l’importanza di un clima interno sano e il passaggio al riscaldamento senza combustibili fossili. Le pompe di calore sono circa quattro volte più efficienti della combustione del gas. Nei centri urbani densamente popolati, le reti di riscaldamento possono essere una soluzione, dove il calore viene prodotto centralmente e in modo climaticamente neutro. Ma le soluzioni tecniche non possono essere viste separatamente dalle sfide sociali come i finanziamenti, un sostegno sostanziale per alleviare le preoccupazioni e un numero sufficiente di lavoratori nel settore edile. I processi di rinnovamento collettivo offrono soluzioni a questo problema. # 6. Trasporti stradali: i veicoli possono essere in gran parte elettrici Le emissioni provengono anche dalla benzina e dal diesel delle nostre auto. Il trasporto elettrico è una soluzione qui. Le auto elettriche sono quasi tre volte più efficienti dei motori a combustione di combustibili fossili e comportano un’enorme riduzione dei gas serra per il clima. Anche gli autobus elettrici sono redditizi. Il trasporto merci (furgone leggero e a breve distanza) è perfettamente elettrificabile. Stanno arrivando i camion elettrici a lungo raggio. Oltre all’impatto positivo sul clima, ci sono ulteriori vantaggi come una significativa riduzione delle emissioni locali e in molti casi un livello di rumore più basso. #7. Idrogeno: non per il riscaldamento o il trasporto stradale Negli ultimi anni abbiamo visto molti sussidi per l’idrogeno. Ma per il trasporto su strada, l’elettricità è semplicemente molto più efficiente ed economica. La guida elettrica diretta è quasi tre volte più efficiente della guida a idrogeno. Le pompe di calore sono inoltre quasi quattro volte più efficienti per il riscaldamento e più economiche nel corso del loro ciclo di vita rispetto a qualsiasi soluzione basata sull’idrogeno. Nel prossimo periodo, è importante che i sussidi per l’idrogeno siano utilizzati come priorità per le industrie che possono utilizzare l’idrogeno come materia prima. # 8. Spedizione dell’idrogeno: no, meglio concentrarsi sui derivati ​​dell’idrogeno e sui prodotti semilavorati. Vari programmi di partito contengono ancora l’ambizione di diventare un importante paese di fornitura e transito di idrogeno. L’importazione di idrogeno tramite gasdotti può essere economicamente interessante, ma non è ancora possibile per domani. Tuttavia, l’importazione dell’idrogeno via nave non sarà mai economicamente interessante, come risulta dai relativi calcoli [EnergyVille PATHS2050 Platform](https://perspective2050.energyville.be/). È quindi meglio concentrarsi su altri prodotti realizzati con idrogeno, ma più facili da trasportare, come l’ammoniaca verde, il metanolo o il ferro spugnoso. # 9. Europa: i temi europei non sono chiari Molti elettori non hanno la minima idea di quali questioni siano presenti nell’agenda europea e votano tenendo presente i poteri politici nazionali. Ma a livello europeo, nella prossima legislatura arriveranno decisioni importanti, soprattutto per quanto riguarda la competitività dell’industria europea nei prossimi anni. Anche questioni come il sistema di scambio delle emissioni, le carbon border tax e la geopolitica possono avere un impatto importante sulle bollette energetiche e sulla prosperità, ma sono così complesse che i programmi dei partiti politici di solito li ignorano. # 10. Centrali nucleari Durante il passato governo, si è deciso di mantenere aperte due centrali nucleari (Doel 4 e Tihange 3) per altri dieci anni. Doel 3 e Tihange 2 sono già stati chiusi. È prevista la chiusura di Doel 1/2 e Tihange 1. In un [opvolgstudie voor het EnergyVille PATHS2050 Platform](https://perspective2050.energyville.be/nuclear-sensitivities) è stato calcolato in che misura potrebbe essere interessante prolungare la durata di vita delle centrali nucleari belghe. Un prolungamento di Doel 4 e Tihange 3 per vent’anni potrebbe essere economicamente fattibile. Tuttavia, l’ampliamento di ulteriori centrali nucleari nei prossimi anni non sarà un’opzione ovvia. Durante l’ampliamento di Doel 4 e Tihange 3 è dovuto intervenire lo Stato per convincere l’operatore Engie. Si prevede quindi che le condizioni finanziarie per mantenere aperte altre centrali nucleari saranno inevitabilmente meno favorevoli di quelle di Doel 4 e Tihange 3. La costruzione di nuove centrali nucleari è una strada alternativa su cui si sta studiando, ad esempio, nei Paesi Bassi. Una centrale nucleare potrebbe essere operativa tra il 2035 e il 2040 e produrre elettricità rispettosa del clima per decenni. Tuttavia, ciò richiede un investimento rischioso con un lungo periodo di recupero. Gli investitori si aspettano quindi una qualche forma di garanzia statale, ad esempio sotto forma di prezzi d’acquisto garantiti per l’elettricità prodotta. La costruzione di nuove centrali nucleari non è quindi solo una questione sì/no, ma anche una questione su in che misura e a quali condizioni finanziarie lo Stato è disposto ad assumersi una parte del rischio dell’investimento.

    https://old.reddit.com/r/belgium/comments/1d2f3yy/welke_energie_en_klimaatthemas_liggen_op_de_tafel/

    di Zyklon00

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